Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti10 domande cui le 10 migliori squadre NBA devono rispondere prima dei playoffs

10 domande cui le 10 migliori squadre NBA devono rispondere prima dei playoffs

di Michele Gibin
NBA partite natale 2021

3. Milwaukee Bucks: come battere i Nets?

I Bucks hanno fatto un giro lungo per rimpiazzare Malcolm Brogdon ma alla fine ce l’hanno fatta. Hanno pagato a peso d’oro (sia per le scelte impiegate che per il nuovo contratto) Jrue Holiday ma hanno il giocatore che volevano.

Quello di Giannis Antetokounmpo, Khris Middleton e Jrue Holiday è un big three, in piena regola. Holiday sta giocando una grande stagione, i Bucks volano con lui in campo. La difesa di Milwaukee non è più, numeri alla mano, la migliore della NBA ma i Bucks sono comunque quinti in stagione per net rating, e soprattutto dopo due stagioni in cima alla Eastern Conference coach Budenholzer ha “smesso di inseguire vittorie” (copyright Steve Kerr) per preparare la squadra alla battaglia decisiva.

In stagione sono arrivati PJ Tucker e Jeff Teague. Ci sentiamo di dire che nessuno dei due farà una gran differenza ma soprattutto per Tucker la mossa intelligente è stato evitare che l’ex Rockets finisse alla concorrenza (Miami o Philadelphia).

I Bucks andranno al possibile showdown con i Brooklyn Nets come se fosse un 3 vs 3: Giannis, Khris, Jrue contro Kevin, James e Kyrie. E se Milwaukee ha in Holiday, Middleton e Antetokounmpo tre giocatori che possono provare a marcare il big three di Brooklyn, lo stesso è difficile sostenerlo per i Nets (Durant vs Antetokounmpo dalla prima palla a due di gara 1? Interessante).

Una serie di playoffs non viene certo risolta dagli scontri diretti. Però come si dice in inglese, fight fire with fire.

4. LA Lakers: quando (e come) tornano LeBron e Davis?

Che senza James e Davis i Lakers sarebbero scesi in classifica era facile anticiparlo.

Però i Lakers sono 4-6 nelle 10 partite giocate senza LeBron fin qui, e 11-13 in quelle senza Davis. Manca ancora un po’ al rientro di entrambi ma fin qui coach Frank Vogel ha evitato il disastro (i Lakers hanno provato a prendere Kyle Lowry nel frattempo ma soprassediamo).

Questo perché la difesa dei gialloviola è a tenuta stagna, secondi per defensive rating nelle ultime 15 partite. E anche se senza LeBron e Davis non fanno mai canestro, i Lakers hanno un piano in difesa: pochi tiri da tre punti concessi (noni nella NBA) e tanti tiri contestati. I Lakers sono terzultimi (dalla più bassa alla più alta) per percentuale avversaria sui tiri da tre punti cosiddetti open, liberi, col 33.1%, e con la sesta frequenza più bassa (appena il 14.3% dei tiri da tre totali). Per segnare contro LA bisogna fare tanta fatica, anche quando LeBron e AD non ci sono.

E allora, quando tornano LeBron e Davis? Non prima del 16 aprile per certo, da lì in poi si andrà probabilmente giorno per giorno o quasi, e ad attendere i Lakers ci sono Utah e Mavs (due volte ciascuna).

Per vincere il suo quinto titolo NBA LeBron James dovrà dimostrarsi più forte anche della cabala. L’ultima squadra ad aver vinto nella stessa stagione in cui perdeva un pezzo importante o importantissimo della squadra furono i Dallas Mavericks 2011 (Caron Butler, anche se nessuno se lo ricorda più!). LeBron è LeBron e se la caviglia lo lascerà in pace bisognerà comunque passare da lui. Anthony Davis lo scorso anno non ebbe mai problemi fisici ma sul suo recupero effettivo qualche timore in più è lecito averlo.

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