5. Denver Nuggets: la difesa è affidabile?
I Nuggets sono 7-0 da quando c’è Aaron Gordon, i numeri offensivi del quintetto Murray-Barton-Gordon- Porter Jr-Jokic sono fuori dal mondo, Nikola Jokic sarà l’MVP della stagione e Jamal Murray è un killer ai playoffs.
I Nuggets non hanno battuto proprio i Lakers dello showtime o gli Warriors 2017 in queste 7 partite, va detto. L’attacco gira alla perfezione, Aaron Gordon non deve neppure tirare, di fatto, e può dedicarsi a quello che sa fare meglio: tagliare, aprire spazi, leggere le situazioni di 4 vs 3 quando le difese pressano Jokic (Andre Iguodala, e lei?) e occasionalmente segnare da tre (28% finora in maglia Nuggets, da migliorare).
La difesa è… buona, niente di più. Undicesimi per defensive rating nelle ultime 7 partite ma lontani dalla top 5, per ora basta anche grazie al livello non eccelso delle squadra affrontate. In stagione i Nuggets sono quindicesimi in difesa, in un bel gruppone di squadre tutte (più o meno) sullo stesso livello.
Basterà? Gordon sarà utile per coprire le lacune difensive di Porter Jr, che però rispetto all’anno scorso è migliorato (guardate la sua difesa contro Keldon Johnson degli Spurs nel finale della partita di venerdì), ma neppure l’ex Magic è uno stopper. Coach Malone lo butterà contro i Leonard, LeBron e Doncic della situazione ma Gordon potrebbe soffrire giocatori più rapidi come Mitchell, Lillard o Booker.
Nikola Jokic non teme nessuno, e soprattutto non teme Rudy Gobert (e non sono in tanti a poter fare lo stesso), i Nuggets però potrebbero patire alcuni accoppiamenti difensivi contro Lakers (con LeBron e Davis), Clippers e anche Suns.
6. Philadelphia 76ers: che Ben Simmons si presenterà?
Sarà un caso che le prime squadre della NBA sono quelle che difendono (Nets a parte), oppure cercare di evitare che il tuo avversario faccia canestro conta ancora qualcosa? (Blazers, Kings, Pelicans, dico a voi).
I 76ers hanno superato alla grande le 10 partite saltate da Joel Embiid (7-3) e non hanno perso un colpo. Hanno perso la testa della Eastern Conference ma i Nets sono lì, se la giocheranno fino alla fine.
Buona parte del merito è di Tobias Harris, che si meritava l’All-Star Game (e che con i roster a 15 ci sarebbe stato alla grande). Nelle ultime 15 partite l’ex Clippers ha segnato oltre 21 punti a partita, con il 54% al tiro e il 40% da tre, i Sixers hanno un plus\minus di +4.6 con lui in campo.
E Ben Simmons? Chi lo capisce è bravo.
Mentre Harris faceva e disfaceva, Simmons ha passato il peggior stretch offensivo della sua stagione: percentuali giù, punti giù, assist giù. Sembra quasi di sentirlo dire con la voce di Bill Murray (anzi, del doppiatore italiano Renzo Stacchi) “Oh, oh, oh, io non mi spreco a difendere!“, solo riferendosi all’attacco.
La stagione 2020\21 di Ben Simmons è stata la cosa più… Ben Simmons che potesse esistere: inizio guardingo, un mese di febbraio da All-NBA (dopo aver rischiato di finire ai Rockets per Harden), un marzo in chiaro\scuro, un aprile (fin qui) da scioperante in attacco.
Non si hanno notizie di problemi fisici, i Sixers viaggiano col vento in poppa e l’australiano resta il secondo miglior difensore della NBA preso singolarmente. Philadelphia ha perso venerdì contro i Pelicans e Zion Williamson lo ha maltrattato, una di quelle prestazioni in cui Ben Simmons sembra più misterioso della batteria di Baghdad.

