7. LA Clippers: è tutto nelle mani di Playoff Rondo
Anche perché Pat Beverley si è infortunato e i playoffs rischia di saltarli.
Rajon Rondo è arrivato ai Clippers in punta di piedi ma contro i Suns “del loro numero 3” ha piazzato la zampata: 15 punti, 9 assist e 0 palle perse. Dopo l’arrivo del 2 volte campione NBA Beverley è diventato la terza point guard della squadra dietro a Rajon e all’ottimo Reggie Jackson, e Tyronn Lue ha parecchia fiducia in Terance Mann.
Kawhi Leonard sa che i playoffs 2020 sono stati sotto il par per uno come lui, e Paul George gioca per il riscatto anche personale dopo “Pandemic P“, il famoso “palo” dall’angolo in gara 7 contro i Nuggets e troppe polemiche inutili con Doc Rivers e Damian Lillard. Serge Ibaka è un miglioramento rispetto a Montrezl Harrell, ora che nessuno parla più di lui per il suo contratto Nic Batum è tornato a essere solo un buon giocatore di basket, chissà se DeMarcus Cousins riuscirà assieme al sodale Rondo a fare la squadra, ai playoffs.
Forse i Clippers sono un po’ troppo dipendenti dalle loro percentuali, vanno poco in lunetta e hanno ancora la tendenza a giocare male i finali di partita tirati. Ed è qui che Rondo sarà decisivo: una point guard con carisma, esperienza e coraggio sufficienti (fate voi) per dirigere le operazioni quando conta.
8. Brooklyn Nets: chimica & rimbalzi
7 le partite giocate assieme da Kevin Durant, James Harden e Kyrie Irving in stagione.
Non l’avvicinamento ai playoffs che Steve Nash avrebbe sognato, probabilmente, e per vedere i tre in campo assieme bisognerà aspettare ancora un po’ perché Harden è infortunato. Per il resto la stagione dei Brooklyn Nets è stata perfetta: attacco stellare, un Kyrie Irving che dopo aver fatto perdere le sue tracce per tre settimane a inizio anno ha forse capito di aver tirato un po’ troppo la corda e ora si è trasformato in una macchina offensiva senza eguali (58% di effective field goal percentage totale, col 51.4% da due, il 63% di EFG in situazioni di catch and shoot e il 55.9% da pull-up, c’mon), e la bella scoperta di Bruce Brown e Nicolas Claxton (perché i Pistons abbiano regalato Brown ai Nets, chissà).
Ciò detto, quelle sole 7 partite sono un problema, perché l’unico rischio che i Nets corrono è l’effetto Clippers 2020, ovvero quello di raccontarsi la favola che “tanto ai playoffs”.
Tanto ai playoffs un accidente. Quando (se) dopo 4-5 partite una squadra organizzata toglierà loro la prima, la seconda e magari anche la terza miglior opzione dovranno sapere cosa fare e qui la familiarità giocherà un ruolo. Forse i Nets non arriveranno mai a questo punto, ma le due rivali a Est, Bucks e Sixers, hanno delle armi per far pagare una difesa discreta alla meglio, e debole a rimbalzo.
I Nets sono 27esimi per putbacks, 16esimi per rimbalzi a partita, dodicesimi per rebound rate e soprattutto ventesimi per rimbalzi offensivi concessi, e contro Milwaukee e Philadelphia perdere le partite a rimbalzo potrebbe essere un bel problema cui ovviare.
Questo, e il fatto che Durant ha giocato sole 20 partite in stagione, fin qui.

