Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti10 domande cui le 10 migliori squadre NBA devono rispondere prima dei playoffs

10 domande cui le 10 migliori squadre NBA devono rispondere prima dei playoffs

di Michele Gibin
NBA partite natale 2021

7. LA Clippers: è tutto nelle mani di Playoff Rondo

Anche perché Pat Beverley si è infortunato e i playoffs rischia di saltarli.

Rajon Rondo è arrivato ai Clippers in punta di piedi ma contro i Suns “del loro numero 3” ha piazzato la zampata: 15 punti, 9 assist e 0 palle perse. Dopo l’arrivo del 2 volte campione NBA Beverley è diventato la terza point guard della squadra dietro a Rajon e all’ottimo Reggie Jackson, e Tyronn Lue ha parecchia fiducia in Terance Mann.

Kawhi Leonard sa che i playoffs 2020 sono stati sotto il par per uno come lui, e Paul George gioca per il riscatto anche personale dopo “Pandemic P“, il famoso “palo” dall’angolo in gara 7 contro i Nuggets e troppe polemiche inutili con Doc Rivers e Damian Lillard. Serge Ibaka è un miglioramento rispetto a Montrezl Harrell, ora che nessuno parla più di lui per il suo contratto Nic Batum è tornato a essere solo un buon giocatore di basket, chissà se DeMarcus Cousins riuscirà assieme al sodale Rondo a fare la squadra, ai playoffs.

Forse i Clippers sono un po’ troppo dipendenti dalle loro percentuali, vanno poco in lunetta e hanno ancora la tendenza a giocare male i finali di partita tirati. Ed è qui che Rondo sarà decisivo: una point guard con carisma, esperienza e coraggio sufficienti (fate voi) per dirigere le operazioni quando conta.

8. Brooklyn Nets: chimica & rimbalzi

7 le partite giocate assieme da Kevin Durant, James Harden e Kyrie Irving in stagione.

Non l’avvicinamento ai playoffs che Steve Nash avrebbe sognato, probabilmente, e per vedere i tre in campo assieme bisognerà aspettare ancora un po’ perché Harden è infortunato. Per il resto la stagione dei Brooklyn Nets è stata perfetta: attacco stellare, un Kyrie Irving che dopo aver fatto perdere le sue tracce per tre settimane a inizio anno ha forse capito di aver tirato un po’ troppo la corda e ora si è trasformato in una macchina offensiva senza eguali (58% di effective field goal percentage totale, col 51.4% da due, il 63% di EFG in situazioni di catch and shoot e il 55.9% da pull-up, c’mon), e la bella scoperta di Bruce Brown e Nicolas Claxton (perché i Pistons abbiano regalato Brown ai Nets, chissà).

Ciò detto, quelle sole 7 partite sono un problema, perché l’unico rischio che i Nets corrono è l’effetto Clippers 2020, ovvero quello di raccontarsi la favola che “tanto ai playoffs”.

Tanto ai playoffs un accidente. Quando (se) dopo 4-5 partite una squadra organizzata toglierà loro la prima, la seconda e magari anche la terza miglior opzione dovranno sapere cosa fare e qui la familiarità giocherà un ruolo. Forse i Nets non arriveranno mai a questo punto, ma le due rivali a Est, Bucks e Sixers, hanno delle armi per far pagare una difesa discreta alla meglio, e debole a rimbalzo.

I Nets sono 27esimi per putbacks, 16esimi per rimbalzi a partita, dodicesimi per rebound rate e soprattutto ventesimi per rimbalzi offensivi concessi, e contro Milwaukee e Philadelphia perdere le partite a rimbalzo potrebbe essere un bel problema cui ovviare.

Questo, e il fatto che Durant ha giocato sole 20 partite in stagione, fin qui.

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