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La storia dei loghi NBA: i Cleveland Cavaliers

di Giacomo Greco

Sesta puntata con la storia dell’origine dei nomi e dei loghi delle franchigie NBA, è il momento dei Cleveland Cavaliers e del loro logo.

Cleveland si trova in Ohio ed è capoluogo amministrativo della Contea di Cuyahoga.

Soprannominata in passato come “The mistake by the lake” per vari motivi (crisi economica dovuta alla Grande Depressione e squadre sportive reduci da stagioni disastrose), nel 2005 si prende una piccola rivincita, nominata assieme a Pittsburgh come la città con la qualità di vita migliore negli USA secondo gli studi dell’Economist.

Poche sono le attrazioni turistiche nella zona, con eccezione della Rock and Roll Hall of Fame and Museum.

Dal 1970 ospitano i Cavaliers, franchigia che ha vissuto i suoi momenti di gloria grazie ad un ragazzo di casa, di Akron, tal LeBron James.

Scopriamo assieme da dove arriva il nickname Cavaliers e come è cambiato il logo nel corso degli anni.

La storia dei Cleveland Cavaliers: le origini

Alla città di Cleveland viene assegnato un expansion team nel 1970. Bisogna decidere un nickname e un logo: per ovviare alla prima esigenza  viene indetto un grande concorso popolare, a cui partecipano undicimila persone.

Le proposte in arrivo dai futuri fan sono tante: Foresters, Towers, Jays, Presidents. Soprattutto “Presidents” è quella più accreditata, ben 7 presidenti USA sono nati in Ohio.

Alla fine vince il nome Cavaliers, proposto dal 29enne Jerry Tomko residente a Eastlands. Ogni nome proposto doveva avere una motivazione, e quella di Tomko piacque parecchio:

Il nome Cleveland Cavaliers rappresenta un gruppo di uomini audaci senza paura e che non si arrendono mai, indipendentemente dalle probabilità di successo“.

Resta da stabilire il logo, che viene sviluppato dalla Pitt Studios, un’agenzia di design con sede a Pittsburgh.

I colori dominanti sono il “wine and gold”, all’interno un cavaliere color wine sguaina la spada pronto all’attacco, e sullo sfondo si trova una palla da basket gold con cuciture bianche. Il tutto sormontato nella parte superiore dalla scritta CAVALIERS e nella parte inferiore dalla scritta CLEVELAND.

Il logo usato dai Cleveland Cavaliers dal 1971 al 1983

Logo Cleveland Cavs 1971-1983

Anche per i colori “wine and gold” c’è una spiegazione: un richiamo ai partecipanti delle antiche Olimpiadi in Grecia, dove i partecipanti bevevano vino rosso prima delle gare e si portavano dietro qualcosa di dorato come auspicio di buona fortuna.

La prima stagione non fu proprio un successo in ogni caso, record di 15-67

La minaccia del trasferimento e il logo minimal

La squadra ha poche soddisfazioni nel corso degli anni: i playoffs vengono centrati solo tre volte nelle prime tredici stagioni. Unico lampo di gloria il 1976, i Cavaliers si giocano l’accesso alle Finals, battuti dai Boston Celtics 4-2.

Nel marzo 1983 il proprietario della squadra Ted Stepien (non proprio un grande affarista, la NBA dovette creare la Ted Stepien Rule per impedire la cessione in più anni consecutivi delle prime scelte al draft) minaccia il trasferimento della franchigia a Toronto, con già il nuovo nome pronto: Towers.

Invece, tre settimane dopo la minaccia, Stepien cede i Cavaliers a George e Gordon Gund, che vogliono dare una svolta alla franchigia.

Si cambiano i colori sociali, che diventano arancione e blu navy. La dirigenza affida la creazione di un nuovo logo alla Marcus Advertising, agenzia di design con sede in città.

Non si può dire che la Marcus Advertising si sforzò più di tanto…il logo dei Cleveland Cavaliers diventa molto minimal, una scritta CAVS a caratteri cubitali, con la V che diventa un canestro e un pallone che vi sta entrando.

Il logo usato dai Cleveland Cavaliers dal 1984 al 1994

Logo Cleveland Cavs 1984-1994

Questo logo attirò molte ironie, la critica più comune era che sembrava un disegno fatto da un bambino delle elementari.

I Cleveland Cavaliers e l’incubo Chicago Bulls

Se il nuovo logo non è il massimo, la squadra in campo comincia a carburare, rafforzata da giocatori di spessore come Mark Price, Brad Daugherty e Larry Nance.

La qualificazione ai playoffs diventa una routine, così come le 40/50 vittorie stagionali.

Il problema è che diventa una routine anche l’eliminazione nei playoffs per mano dei Chicago Bulls, una vera e propria maledizione: per cinque volte in sette anni, i Bulls impongono l’alt, nel 1988, 1989, 1992, 1993 e 1994.

Tranne che nel 1994, il protagonista assoluto di queste serie playoffs è Michael Jordan: uno dei canestri più iconici di sempre è “The Shot” segnato in faccia a Craig Ehlo per chiudere la serie in gara 5 nel 1989.

MJ in carriera chiude le serie playoffs contro i Cavaliers con medie di 36.9 punti, 5.7 rimbalzi, 6.1 assist, 2.6 recuperi in 20 partite.

Nel 1995 cambiano i colori della franchigia, che diventano nero, arancione e blu. Di conseguenza per i Cleveland Cavaliers è il momento di cambiare anche il logo.

Su uno sfondo nero, si staglia un canestro bianco, distrutto da un pallone da basket che vi entra dentro con la traiettoria del pallone che viene visualizzata con una riga blu che esce al di fuori del bordo nero.  Al di sotto è presente la scritta CAVS azzurra con un contorno interno nero.

Il logo usato dai Cleveland Cavaliers dal 1995 al 2003

Logo Cleveland Cavs 1995-2003

Un’immagine non apprezzata dai fan di Cleveland, che battezzarono il logo come “La distruzione del water”

L’arrivo del Prescelto

La fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio portano di nuovo un periodo di magra, con sette stagioni consecutive terminate ad aprile senza playoffs.

La stagione 2002/03 in particolare è disastrosa, con sole 17 vittorie in 82 partite.

Questo porta però ad avere la prima scelta al draft 2003, ovvero la possibilità di scegliere il ragazzino di Akron, “The Chosen One”, LeBron James, destinato ad avviare a Cleveland una storia di amore, odio e ancora amore.

L’arrivo di un fenomeno di questa portata ringalluzzisce la franchigia, che decide di cambiare il logo nel 2004, tornando alle origini.

I colori sociali riecheggiano di nuovo il wine and gold. Non ritorna il cavaliere ma resta la spada dorata che trafigge la scritta bianca CLEVELAND CAVALIERS  su sfondo blu, il tutto con sullo sfondo un pallone rosso con le cuciture blu.

Il logo usato dai Cleveland Cavaliers dal 2004 al 2010

Logo Cleveland Cavs 2004-2010

La spada è protagonista anche di un superbo slogan, “Be afraid of the sword!”

Con James al comando, la squadra raggiunge vette inesplorate arrampicandosi fino alle Finals del 2007, sconfitta però senza pietà dai San Antonio Spurs con un netto 4-0.

I Cavaliers si mantengono poi ai vertici della Eastern Conference e LeBron James vince l’MVP nel 2009 e nel 2010.

La squadra raggiunge un picco di addirittura 66 vittorie nella regular season 2008/09, ma ad arrivare alle Finals saranno gli Orlando Magic.

“The Decision” e i suoi effetti

LeBron James però comincia ad essere insoddisfatto della sua situazione e, diventato free agent nell’estate 2010, annuncia in un programma televisivo su ESPN la scelta di andare a giocare per i Miami Heat.

La decisione lascia i tifosi Cavs inferociti, numerose sue maglie vengono bruciate e il murale della Nike “Witness” presente in città viene subito rimosso.

Anche Dan Gilbert, l’owner dei Cavs, la prende male. Gilbert parla apertamente di tradimento, di codardia, e addirittura annuncia che Cleveland vincerà un anello prima di LeBron James.

La realtà è ben diversa: la squadra subisce un crollo verticale nonostante due prime scelte al draft (Kyrie Irving e forse la peggiore di sempre, Anthony Bennett) e in quattro stagioni vince a malapena 97 partite.

Nel 2011 la proprietà dei Cleveland Cavaliers decide di cambiare il logo nei colori: la palla da basket diventa più wine ed è contornata in gold. Anche la scritta CLEVELAND CAVALIERS  e la spada sono tutte munite di un contorno dorato.

Il logo usato dai Cleveland Cavaliers dal 2011 al 2017

Logo Cleveland Cavs 2011-2017

Il grande ritorno di LeBron a Cleveland e il trionfo

Estate 2014, il grande ritorno: da free agent, LeBron James ritorna in Ohio. Viene accolto alla grande, nonostante le manifestazioni di soli quattro anni prima.

I nuovi Cleveland Cavaliers dei “Big Three”, James, Kyrie Irving e Kevin Love, arrivato tramite cessione ai Minnesota Timberwolves della prima scelta Andrew Wiggins, dominano sin dall’inizio l’Est.

I Cavs diventano una presenza fissa alle Finals, fino all’impresa del 2016. Cleveland asfalta nei playoffs, in sequenza, Detroit, Atlanta e Toronto, prima dell’ultimo atto contro i Golden State Warriors, la rivincita dell’anno precedente.

Golden State si porta avanti 3-1 nella serie e il repeat sembra ad un passo: qui succede l’imponderabile. Cleveland vince gara 5, gara 6 e anche gara 7, suggellata da una clamorosa stoppata di James su Andre Iguodala e dalla tripla decisiva di Kyrie Irving.

Un grande trionfo per tutta Cleveland, era dal 1964 con i Browns della NFL che una squadra cittadina non vinceva un trofeo.

La franchigia cavalca l’onda avviando una grande campagna di marketing, con lo slogan “Defend The Land”,  per saldare ancora più il senso di appartenenza della franchigia con la città.

Per la stagione 2017/18 la franchigia avvia una sinergia con Nike in modo da avere un look più moderno e accattivante.

Ecco un nuovo logo: uno scudo nero con contorni color wine & gold, la scritta CLEVELAND CAVALIERS bianca, al di sotto una grande C wine con contorno gold trafitta da una spada.

Il logo usato dai Cleveland Cavaliers dal 2017 ad oggi

Logo Cleveland Cavs 2017 – oggi

Ci sono molti significati dietro a questo splendido logo :

  • lo scudo rappresenta l’impegno dei cavalieri nel difendere la loro terra, “The Land” appunto
  • la spada è lo strumento di difesa, che evoca la resistenza della città contro tutti i nemici
  • la grande C evoca sia Cleveland che i Cavaliers

I Cavaliers non riusciranno più a ripetersi, pur arrivando alle Finals anche nel 2017 e nel 2018. Il motivo è lo squadrone nato nella Baia, i Golden State Warriors di Kevin Durant, Stephen Curry, Klay Thompson e Draymond Green.

LeBron James nel 2018 abbandona nuovamente Cleveland, dopo 4 Finals consecutive, per raggiungere i Los Angeles Lakers, ma qualcuno può escludere un clamoroso terzo ritorno?

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