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Warriors, Kuminga resta in panchina: perchè non è sceso in campo?

di Carmen Apadula

Jonathan Kuminga ha giocato per 20.8 minuti a partita durante la regular season.

Ha viaggiato con una media di 12.6 punti, 3.8 rimbalzi e 2.1 assist nelle ultime 10 partite, ed ha spesso difeso sul miglior giocatore delle squadre avversarie.

Dopo che ha dimostrato di aver fatto enormi miglioramenti su entrambi i lati del campo, c’erano tantissime speranze riguardo al fatto che fosse pronto per diventare una stella, soprattutto in postseason.

In molti pensavano che Kuminga avrebbe avuto un posto da titolare durante i playoffs, soprattutto in seguito alla sospensione di Draymond Green. Eppure, il 20enne ha trascorso la maggior parte del tempo in panchina.

Kuminga ha giocato soltanto 36 minuti in tutta la prima serie di playoffs cui hanno preso parte i Golden State Warriors, che hanno sconfitto i Sacramento Kings in 7 partite.

Quando Green è stato sospeso, il suo posto è andato a Jordan Poole. Di conseguenza, in Gara 3, Kuminga ha giocato poco più di 13 minuti, ed ha concluso con 6 punti, 2 rimbalzi e un +6 di plus/minus. Quando invece Green è tornato per Gara 4, i minuti di Kuminga sono diminuiti ulteriormente (arrivando ad appena 2:51, per la precisione).

Contro i Kings, coach Steve Kerr ha spesso citato i matchup come motivo per cui Kuminga ha ricevuto una drastica riduzione del proprio minutaggio.

De’Aaron Fox, Malik Monk e Kevin Huerter sono tutti giocatori dalla mentalità offensiva, ma nessuno di questi presenta un problema di dimensioni sul perimetro, che avrebbe potuto causare problemi a Golden State nel caso in cui avesse scelto di schierare il quintetto small.

Forse Kerr voleva semplicemente vedere un maggiore impegno difensivo da parte di Kuminga, considerando che aveva raccolto soltanto 5 rimbalzi in tutta la serie. O forse la questione aveva a che fare di più con la massimizzazione dei minuti per Andrew Wiggins e Gary Payton II, gli stopper difensivi di Golden State per eccellenza.

Prima di Gara 1 delle Western Conference Semifinals, che gli Warriors stanno disputando contro i Los Angeles Lakers, coach Kerr ha dichiarato che questa seconda serie può “potenzialmente” essere quella in cui Kuminga avrà un ruolo importante. E aveva senso come cosa, dato che LeBron James è esattamente il tipo di ala grande che Kuminga ha saputo contrastare benissimo durante la stagione regolare.

Ma, durante Gara 1, Kuminga non si è neanche potuto alzare dalla panchina, ed è stato addirittura scavalcato nella rotazione da JaMychal Green (che ha segnato 2 triple sulle sue 4 tentate, in soli 8 minuti). 

E anche Moses Moody, che al Draft NBA 2021 è stato preso ben 7 scelte dopo quella di Kuminga, ha giocato circa 6 minuti, partendo dalla panchina. Di conseguenza, Kuminga ed Anthony Lamb sono stati gli unici giocatori degli Warriors a non aver ricevuto minuti.

“Giochiamo contro una squadra forte, e JaMychal ci dà un po’ di vantaggi fisici in prima linea, raccoglie un po’ di rimbalzi e può tirare anche da 3” sostiene coach Kerr. “Ha messo a segno un paio di tiri importanti, e questo è un modo per allentare un po’ la difesa dei Lakers”.

Green ha tirato con il 38.7% dalla lunga distanza durante la stagione regolare, mentre Kuminga ha tirato con il 37%. Inoltre, Green non ha giocato in ben 4 partite su 7 nella serie contro Sacramento, ma coach Kerr ha ritenuto che fosse più adatto di Kuminga per allungare le rotazioni del team contro i Lakers.

In ogni caso, qualunque sia la ragione, la situazione è stata difficile per Kuminga.

“È difficile affrontare questa situazione, essere prima in campo per la maggior parte del tempo e poi vedere le cose che si ribaltano all’improvviso, senza che tu sappia cosa sta succedendo” ha dichiarato in un’intervista per The Chronicle. “È difficile bloccarsi ogni volta. È difficile fare finta di niente ogni volta. Ma, sapendo da dove vengo, vedendo quante cose ho passato, che molte persone non conoscono e che mi hanno portato fino a questo punto, sento che in tutta la mia carriera non mi è mai stato dato nulla. Ho visto tante persone ricevere cose. A me non è mai successo. Quando ero al liceo ero sicuramente il migliore, ma dovevo sempre dimostrare quanto valevo. Non si può impedire al sole di splendere, ad un certo punto uscirà. È questo che mi tiene pronto ogni giorno”.

Nonostante continui ad essere escluso dalle rotazioni dei playoffs, Kuminga ha infatti continuato a pensare positivo.

“A questo punto della mia carriera, non ho molto da temere” ritiene. “Non c’è incontro che non possa gestire. Arriverà un giorno in cui andrò per la mia strada, e ogni volta che faccio di testa mia le cose vanno bene. Quindi sto solo aspettando il mio momento. Sarò sempre pronto a giocare”.

C’è la possibilità che dietro le quinte ci sia qualcosa di più rispetto a quanto gli Warriors stiano facendo credere pubblicamente. Quindi, la domanda rimane sempre la stessa. Kuminga giocherà?

C’è solo una persona che può rispondere. E no, non è coach Kerr. E’ Andrew Wiggins.

“JK è sempre positivo quando gioca per noi” ha detto. “Lavora sodo, vuole sempre imparare qualcosa di nuovo ed è giovane. Tutti sanno che vuole stare in campo. So che avrà la sua opportunità e, quando la avrà, so che la sfrutterà al meglio”.

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