Dallas Mavericks
Record: 29-39
Sui Texani è già stato detto molto, anche qui da noi su Nbapassion.com; tempo fa li abbiamo definiti persino “enigma”, e questa loro caratteristica rimane tuttora. Partiti come peggio forse non si poteva, hanno pian piano risalito la china, ritrovandosi costantemente nelle posizioni immediatamente dietro ai primi otto. Il rientro di molti infortunati (causa principale dei problemi iniziali), qualche pescata azzeccata tra D-league e trades e la crescita di alcuni protagonisti sono i fattori che li tengono ancora vivi in questa lotta.
Punti di forza:
Se le caratteristiche e le statistiche accomunavano Nuggets e Blazers, con i Mavs l’inversione di tendenza è vertiginosa. Infatti, i ragazzi di Carlisle hanno nella difesa un punto a favore di un certo peso; terzi nella lega, dietro solo a Jazz e Spurs, come punti concessi, dato che si ferma a 99.9. Caratteristica a cui non siamo così tanto abituati quando parliamo dei Mavericks.
Le possibilità di raggiungere l’obiettivo, oltre che sulla difesa, sono racchiudibili sostanzialmente in 3 nomi (3 e mezzo, forse): Harrison Barnes, Seth Curry e Wesley Matthews (oltre all’apporto del sempreverde Nowitzki). HB è un ottimo tiratore nel mid-range e il suo arrivo in estate ha sicuramente dato nuova linfa ai Texani; Curry, giunto in Texas decisamente sottovoce, si sta dimostrando un giocatore di livello, soprattutto nello sfornare assists e nel tiro dalla lunga distanza. Matthews, infine, è un signor 3-and-D player: buon tiratore e soprattutto difensore eccellente, capace quasi di togliere il fiato al giocatore a cui è assegnato.
Come detto, menzione d’onore per Dirk; sempre più avanti con l’età, più soggetto ad infortuni, ma in ogni caso implacabile; in questa stagione si sta scoprendo come ottimo rimbalzista, caratteristica che va ad affiancarsi a quelle mani fatate che ormai tutti conosciamo.
Ultimo ma non ultimo: l’arrivo di Noel: finalmente un centro vero per Dallas. Uomo che potrà essere fondamentale e che sta già iniziando ad integrarsi in modo ottimo con i compagni e le idee del coach.
Punti deboli:
Principale difetto dei Mavs di quest’anno è la scarsa produttività in attacco; miseramente ultimi nella Lega (98.3 Ppg), avranno bisogno di trovare maggiore incisività. Va comunque sottolineato che questo dato statistico è sicuramente condizionato dall’avvio disastroso. Altro problema è la panchina non così lunga come dovrebbe; vero che i subentranti hanno più volte dato il loro positivo contributo, ma ancor più vero il fatto che, se dovesse infortunarsi un qualche titolare, le possibilità di arrivare ottavi crollerebbero in maniera decisa e probabilmente definitiva.
Il calendario:
Così come Portland, anche i Mavs hanno davanti 8 sfide a qui al termine del mese, sfide sinceramente non così abbordabili. Benchè si parta con i Nets, i texani dovranno vedersela contro Warriors, Clippers, Raptors e Thunder di seguito, senza dimenticare i Grizzlies nell’ultima partita. Difficile. Molto difficile. Il terreno perso nei primi mesi potrebbe risultare fatale, anche se, per ora, i distacchi rimangono più che accessibili.

Wesley Matthews, principale fautore dell’ottima fase difensiva dei Mavs

