Il centro dei Detroit Pistons Andre Drummond, secondo Vincent Ellis dell’ufficio stampa, dovrà indossare una maschera protettiva dopo essersi sottoposto ad una operazione al setto nasale. Il centro nato nel 1993 aveva il setto nasale leggermente deviato e per questo si è sottoposto a questo intervento. L’head coach dei Pistons Steve Van Gundy ha parlato di questa situazione, affermando che probabilmente Drummond, almeno i primi tempi, dovrà familiarizzare con un vero e proprio pezzo di carbonio su buona parte del viso; ma ciò non lo preoccupa più di tanto.
Questa stagione Drummond ha provato a portare la propria squadra ai playoff senza però riuscirci, deludendo le aspettative. Un finale di stagione che si è concluso con un record di 37-45 non può far bene ad una squadra che quest’anno aveva bisogno di riconfermarsi in ambito Playoffs, ma che con un roster un po’ rimaneggiato ha fatto quello che poteva. Si ripartirà dalla prossima stagione, tutto da zero, ma con un’idea in testa ben precisa: puntare su Drummond e far sbocciare definitivamente Reggie Jackson e il classe ’96 Stanley Johnson. Il prossimo anno in quel di Motor City ci sarà nuovamente l’accesso ai playoffs o i tifosi resteranno nuovamente delusi?

Andre Drummond con Van Gundy


In tutta questa confusione, oltre ai pessimi risultati raggiunti, con un record che dice fin’ora 28 vittorie e 46 sconfitte, negli ultimi giorni è arrivata la squalifica per 20 giornate a Joakim Noah, reo di aver abusato di un’integratore non regolamentare, ma anche e soprattutto una bella reazione dal campo da parte dei superstiti di questa stagione fallimentare: ovviamente parliamo di Kristaps Porzingis e soprattutto di Derrick Rose.





Nel 2014, dopo aver cambiato Lawrence Frank, rimasto in carica due anni, Maurice Cheeks, che mangiò il panettone ma non arrivò al Mercoledì delle Ceneri, nella primavera del 2014 è giutno alla corte dei Pistons Stan Van Gundy. Contratto di cinque anni, carica presidenziale e la netta sensazione che in lui fossero riposte tutte le speranze di rilancio rossoblù.
La difesa dei Pistons, poi, è solida, con cinque uomini focalizzati sul lato forte che a volte sembrano una muraglia umana non valicabile. Lo stesso Harris, poi, tiene benissimo le incursioni avversarie, mentre Morris è un mastino che marca in modo asfissiante il proprio uomo e ha l’esplosività per stargli dietro nel caso questi gli sgusci via.


