La storia non si fa coi “se” nemmeno in NBA, ma…
Con i se non si fa mai la storia, e nessuno può dire con serietà quello che sarebbe avvenuto ove la storia non avesse camminato come effettivamente ha camminato.
Così Alessandro Cutolo, conduttore televisivo e storico italiano del XX secolo, espresse la propria opinione riguardo ai nostri viaggi mentali basati su ipotesi mai verificatesi, ma che sono state vicine al farlo. La storia dei “se” non è storia perché non ha realmente avuto un proprio corso e non è tale neanche quando parliamo della storia della “cosa meno seria tra le cose poco serie”, ovvero lo sport, usando una frase di Flavio Tranquillo. E così anche la NBA ha una propria storia, che continua ad essere scritta ed anche questa è soggetta alle nostre ipotesi: “ma se quel tale giocatore fosse rimasto…”. Eppure, l’abbiamo detto, quella dei “se” non è vera storia, ma sostanzialmente leggenda. Allora noi siamo qui, per analizzare cinque grandi “what if” che avrebbero potuto cambiare il corso degli eventi in NBA, ma appunto per questo non parleremo di storia, ma di leggenda, di fantasia. E’ un tratto insito nell’essere umano quello di voler viaggiare con la propria mente oltre i confini del reale, immaginando un passato diverso da quello che effettivamente è stato, ma tutto sommato non così improbabile. Quindi procediamo, oggi narreremo cinque leggende, cinque miti che avrebbero potuto cambiare l’NBA che tutti abbiamo conosciuto e conosciamo; entriamo nel mondo della fantasia (cestistica, si intenda). VAI AL PROSSIMO>>>>

Proviamo a raccontare fatti che vanno oltre la storia empirica della NBA, del gioco inventato nel 1892 da James Naismith

