New York Knicks: i nomi non fanno le vittorie
Noi e Golden State siamo i due superteam della lega.
Così si era espresso Derrick Rose prima dell’inizio della stagione. Proprio lui, grande acquisto estivo dei Knicks. Proprio lui, il playmaker di livello di cui New York aveva tanto bisogno. Proprio lui, che con Carmelo Anthony e Kristaps Porzingis doveva trascinare la franchigia della Grande Mela nei piani alti della Eastern Conference. Ma da grandi poteri derivano grandi responsabilità. E se nessuno dubita della forza del roster arancio-blu (il potere), forse Rose, elevando la propria squadra al livello di superteam, non ha intuito quale genere di responsabilità ha assunto per sé ed per i propri compagni.
Nonostante i Big Three, l’attacco non gira al meglio
Una cosa è certa: Rose, Anthony e Porzingis stanno facendo il loro. Il lettone segna, prende rimbalzi e talvolta riesce anche a difendere il proprio ferro con efficacia. Rose sta ricominciando ad attaccare il ferro come ai tempi d’oro. Anthony è ancora una macchina da punti. E proprio qui sta il punto. Le tre stelle combinano quasi 60 punti a partita, ma solo 8,5 assist. Cosa significa questo? Significa che i Big Three non sono in grado di sfruttare le attenzioni della difesa su di loto per mettere in ritmo i compagni. I peggiori attacchi dei Knicks sono proprio quelli in cui la palla non si muove, quelli in cui Rose, Anthony o Porzingis giocano un isolamento col solo scopo di arrivare al tiro. Il risultato sono i soli 15.9 assist per gara (23° detto in NBA) e il 16° attacco della lega con 104.2 punti per 100 possessi.
La soluzione però esiste: i tre tenori devono trovare la voglia di condividere il pallone coi compagni, in modo che l’attacco sia meno stagnante e più imprevedibile.
Ma la difesa non doveva migliorare?
Nel mercato estivo erano arrivati anche Courtney Lee e Joakim Noah. L’uno perché individuato come il profilo di 3&d (tiratore da tre punti con spiccate doti difensive) che tanto va di moda e serve nel basket contemporaneo, l’altro perché pareva l’uomo giusto per portare a New York quella protezione del ferro sempre assente nelle ultime stagione. Ovviamente, le colpe del disastro difensivo dei Knicks (l’ennesimo nelle ultime stagioni) non possono essere addossate solo a Lee e Noah. Nel basket si difende in cinque e l’attacco, soprattutto a questi livelli, approfitta anche solo dell’errore di un singolo. Pensate se a sbagliare sono in due o anche in tre. Come detto prima, Porzingis sa anche difendere (1.9 stoppate a partita), ma lo stesso, nel quintetto Knicks, non può dirsi di Rose ed Anthony. Nessuno dei due è mai stato un grande difensore e il primo è anche condizionato dai problemi fisici. Inoltre, dalla panchina non escono giocatori particolarmente incisivi nella propria metà campo. Il risultato è una squadra che concede 107.9 punti di media, 25° nella speciale statistica.
Se si può sperare nei progressi offensivi, convincere Anthony e Rose a difendere sarà più complesso. Un miglioramento offensivo potrebbe bastare ad arrivare ai playoff, ma nella postseason per vincere non basta segnare un punto in più degli avversari.

