Nella Valle del Sole, regna il clima arido. Le precipitazioni sono rare, ma quando si presentano sono potenzialmente deturpanti. In casa Phoenix si è abbattuto un diluvio che rischia di minare lo straordinario lavoro svolto negli ultimi due anni. Infatti Deandre Ayton, spalla ideale delle stelle Chris Paul e Devin Booker, potrebbe addirittura lasciare il Footprint Center, a seguito del mancato accordo sul rinnovo.
Sul tema, incalzato da Sam Amick di The Athletic, si espresso il general manager dei Suns James Jones, che ha illustrato con grande trasparenza, le ragioni che hanno condotto allo stop delle trattative.
I playoffs giocati dal centro bahamense, sono ancora scolpiti nella mente dei calorosi tifosi di Phoenix. Intensità, dominio del pitturato e difesa burbera hanno fatto del prodotto ex Wildcats, un autentico perno dell’intero sistema retto da coach Monty Williams.
Tuttavia le annate, in quanto tali,vanno giudicate nel loro complesso. La regular season di Ayton è stata una perpetua montagna russa, conclusa comunque con delle cifre che parlano di 14.4 punti, 10.5 rimbalzi e 1.4 assist a partita.
Numeri discreti, ma forse non sufficienti per garantirsi un quinquennale da 172 milioni di dollari, come richiesto dallo stesso numero 22. Parliamo pur sempre di un esborso monetario che ha visto luce solo con i vari Trae Young, Luka Dončić e Shai Gilgeous-Alexander. Non proprio tre profili qualsiasi.
Si tratta di investimento rischioso, che nell’eventualità di un mancato successo potrebbe compromettere la flessibilità salariale della franchigia.
Lo stesso numero uno della compagine biancoarancio, è finito sul banco degli imputati, reo di aver peccato di avarizia. Il gm Jones ha voluto subito smentire la voce, ricordando le ignenti spese, effettuate negli ultimi due anni.
“Non mi pare corretto. Se si guarda solo alle mosse che abbiamo fatto. (…) e le cose che abbiamo portato a termine, dal miglioramento della struttura di allenamento al roster stesso, vedasi l’acquisizione di Chris Paul, Jae Crowder e l’estensione di altri già presenti”
Le spese, dunque, in casa Phoenix non mancano. È di pochi giorni fa la notizia del rinnovo di Mikal Bridges e Landry Shamet, per una cifra complessiva di 143 milioni di dollari. Ciò evidenzia la linea di continuità intrapresa dal front office societario, rispetto a un progetto tecnico dal grande potenziale.
James Jones: “Deandre Ayton? Anche noi delusi dal mancato accordo”
La scelta di rinunciare al rinnovo di Ayton, va letta quindi in chiave prettamente economica. Rinunciare a un profilo di peso, per avere maggiore flessibilità sul mercato. D’altronde, stando a quanto affermato da Amick gli agenti del gigante bahamense si sarebbero seduti al tavolo solo per un quinquennale dall’alto valore monetario. I Suns, invece, si sarebbero spinti fino a un quadriennale più economico.
Voci di corridoio, inoltre, riportano una fiducia scricchiolante nei mezzi del giocatore da parte di tutta l’organizzazione. Sul tema, Jones si è espresso ancora una volta con toni discordanti:
“E’ deludente che non abbiamo concluso un accordo. Sono deluso che si sia parlato solo di un quinquennale-rookie-max-or-bust, o niente (…) E poi affermare che il mancato rinnovo è un segnale che non siamo impegnati a Deandre o interessati a continuare, che non crediamo in lui, è pura narrazione. La più lontana dalla verità.”
Il direttore delle operazioni cestistiche, non si ferma, e anzi rilancia, affermando che la franchigia di Robert Sarver è pronta ad accollarsi la luxury Tax, per mantenere un roster di livello e la possibilità di competere per tornare alle Finals.
“La pagheremo. Posso dirvi che se guardate il nostro roster ora, tutte le mosse che abbiamo fatto, da Chris Paul, Mikal Bridges, Cam Payne, Landry Shamet. Tutte quelle mosse che abbiamo fatto sono state per continuare a costruire una squadra di livello. Quindi pagheremo la tassa e continueremo a costruire un roster profondo”
Insomma, indipendentemente dal futuro di Deandre Ayton, l’hybris che racchiude Phoenix è quello di una squadra destinata a competere ad alti livelli.
Certamente perdere un centro giovane e di belle speranze come l’ex Wildcats, significa assumersi il compito di sostituirlo con un giocatore almeno di pari livello. Missione possibile ma che non nasconde delle velate insidie.














