L’ultima squadra NBA a sperimentare problemi con il protocollo anti Covid, in ordine di tempo, sono i Toronto Raptors, che nell’ultima partita contro gli Houston Rockets hanno dovuto affidare la panchina a coach Sergio Scariolo.
6 membri dello staff tecnico, compreso coach Nick Nurse, sono stati fermati dal protocollo e si trovano in isolamento fiduciario, ed è stato costretto a fermarsi anche la star della squadra Pascal Siakam, che resterà fuori fino alla pausa per l’All-Star Game. Siakam non ha giocato contro i Rockets e salterà le prossime 3 partite dei Raptors, contro Bulls, Pistons e Celtics.
Come riportato da TSN, uno degli ultimi test per il coronavirus effettuato da Siakam ha dato esito non chiaro, da qui l’ingresso nel protocollo di sicurezza.
I Raptors perdono così il loro miglior realizzatore, Pascal Siakam si era ripreso dopo un inizio difficile di stagione e arriva alla pausa con medie da oltre 20 punti e 7 rimbalzi a partita. I Toronto Raptors a loro volta hanno saputo riprendersi dopo un inizio da 8 sconfitte e sole 3 vittorie e oggi sono quarti nella Eastern Conference, seppur con un record di appena 17 vittorie e 17 sconfitte, a pari merito con i New York Knicks.
Così come contro i Rockets, ad allenare i Raptors ci sarà Sergio Scariolo, assistente di coach Nurse e capo allenatore della nazionale spagnola, che per una coincidenza fortuita non è rientrato nelle operazioni di contact tracing dello staff. Scariolo era stato infatti in Polonia con la Spagna la scorsa settimana per giocare due partite contro Polonia e Israele, e si trovava in quarantena dopo essere tornato negli Stati Uniti.
Tra gli assistenti “improvvisati” di coach Scariolo in panchina c’è anche l’ex giocatore NBA Jamaal Magloire, canadese e assistente “di seconda fila” di Nick Nurse.







La prima impressione è un’impressione sbagliata. Proponi al direttore di NBA Passion un articolo sul futuro della nazionale spagnola di basket e sei assolutamente sicuro che scriverai dell’imminente sfaldamento della Roja. “Logico”, pensi “oltre a Pau Gasol sono molti gli ultratrentenni, per cui di certo ci sarà un ricambio generazionale pesante”. Poi vai a controllare per essere sicuro di fornire un’informazione corretta e chiaramente vieni smentito. Pollo.
Ma torniamo alla Spagna, focus della nostra riflessione. È possibile che la campana suoni anche per le Furie Rosse, almeno guardando al breve periodo? È una possibilità. Il ritiro di Pau Gasol crea un vuoto significativo, in quanto il lungo degli Spurs è sempre stato il fulcro del gioco della squadra, con la sua bidimensionalità, la sua capacità dopo il blocco di aprirsi così come di fiondarsi a canestro, di essere letale dalla media e lunga distanza così come dal post, insomma, con il suo essere Pau, il pianista che diventò cestista per caso. Non è un caso che quando Pau è mancato, ai Mondiali 2010 e ad Eurobasket 2013, la Spagna abbia sofferto, nell’ambito delle prestazioni. Mirotic o Claver da qui se ne smezzeranno posto e responsabilità, in attesa magari che qualcuno tra i giovani Marc Marti, Alejandro Suarez, Santiago Yusta, Ramon Vila (scuola Barça) possano magari un giorno ripercorrerne le orme. Ad oggi sembra impossibile, ma come sempre il domani è intellegibile agli esseri umani.
(Valanciunas deleterio, e scatta il paragone con un altro NBA protagonista in negativo)


