I Chicago Bulls hanno finalmente trovato la loro nuova guida tecnica: secondo quanto riportato in queste ore da ESPN, la franchigia dell’Illinois è in fase di finalizzazione dell’accordo che porterà Tiago Splitter a diventare il nuovo head coach della squadra, prendendo ufficialmente il posto di Billy Donovan. Una scelta intrigante e di grande prospettiva, che inaugura un nuovo capitolo cestistico nella “Windy City”.
Il miracolo a Portland
Splitter, 41 anni, si è guadagnato questa enorme opportunità sul campo, dopo lo straordinario lavoro svolto nella passata stagione sulla panchina dei Portland Trail Blazers. Subentrato come allenatore ad interim in un clima a dir poco burrascoso – a causa delle pesanti accuse federali che hanno travolto Chauncey Billups allontanandolo dalla squadra – il tecnico brasiliano ha compiuto una vera e propria impresa. Nonostante le avversità, Splitter ha compattato lo spogliatoio e guidato i Blazers a un record vincente di 42-40, strappando a sorpresa il 7° posto nella Western Conference e la conseguente qualificazione alla postseason.
Nelle ultime settimane, la dirigenza di Chicago aveva intensificato i colloqui, arrivando a una shortlist di quattro finalisti riunitisi in città per gli ultimi incontri. Oltre a Splitter, in corsa per l’ambita panchina c’erano Micah Nori (apprezzato assistente dei Minnesota Timberwolves), Ryan Schmidt (assistente agli Atlanta Hawks) e Wes Unseld Jr. (già nello staff dei Bulls). Alla fine, la gestione dell’emergenza a Portland e il suo carisma hanno fatto pendere l’ago della bilancia a favore del brasiliano. Ora, per Tiago Splitter, inizia la sfida più affascinante: ricostruire l’identità dei Chicago Bulls e riportarli nell’élite della Eastern Conference.
Perché i Bulls hanno scelto Splitter: sviluppo, visione e mentalità Spurs
Ma cosa ha convinto il front office di Chicago a puntare su di lui? Secondo fonti vicine all’ambiente Bulls, il Vice Presidente Esecutivo delle Basketball Operations, Bryson Graham, è rimasto folgorato dalle capacità di Splitter nello sviluppo dei giocatori e dalla totale sintonia emersa sulla direzione e sulla visione a lungo termine della franchigia. A giocare un ruolo fondamentale è stato anche il suo pedigree. Splitter ha iniziato la sua gavetta da allenatore nel 2018, costruendo anno dopo anno una solida base di conoscenze tattiche e di leadership, forgiate in gran parte durante la sua carriera da giocatore: sette anni spesi nella lega e, soprattutto, l’anello di campione NBA conquistato nel 2014 con i San Antonio Spurs di Gregg Popovich, da cui ha assorbito cultura del lavoro e mentalità vincente.



















