L’infortunio che ha colpito Tyrese Haliburton in Gara 7 delle Finals contro i Thunder non è stata solo un colpo durissimo per i Pacers, ma l’ennesimo segnale di un trend preoccupante in NBA. Con 7 casi nella sola stagione 2024-25, la lega sta cercando di capire cosa stia causando questa improvvisa escalation. E anche Haliburton, intervenuto a The Pat McAfee Show, ha espresso tutta la sua confusione.
“Tutti pensano di sapere perché accade: troppe partite, troppi minuti… magari è vero, ma non credo sia questo il problema”, ha dichiarato la guardia dei Pacers. “La verità è che nessuno ha davvero la risposta. A volte è solo sfortuna. E penso che sia quello che mi è successo.” Haliburton ha raccontato come si è reso conto subito della gravità dell’infortunio, paragonandolo alla sensazione di “un calcio improvviso dietro la gamba”. Giocava già con un fastidio al polpaccio, e dopo una risonanza post-Gara 5 i medici gli avevano consigliato di fermarsi. Ma era determinato a esserci per Gara 7. “Dopo Gara 6, penso ‘è fatta, è andata, l’adrenalina mi aiuterà”, ha detto Haliburton.
“Vado a Gara 7 e non sento nulla. Mi sento benissimo. Credo sia per questo che ho iniziato così bene la partita. Il mio corpo stava benissimo. Poi, ovviamente, alla fine succede tutto questo.” La delusione più grande? Non poter essere lì per i suoi compagni nel momento decisivo. “Non pensavo al futuro, solo a quella partita. Ed è stato davvero orribile.”
Ora, Haliburton è nelle fasi iniziali della riabilitazione, ma non ha intenzione di rimanere in disparte. “Voglio essere vicino alla squadra, imparare dai coach, aiutare dove posso. Anche dalla panchina.” Il suo infortunio non è solo un dramma personale, ma un segnale per tutta la NBA: è tempo di trovare risposte reali e proteggere la salute degli atleti prima che diventi la nuova normalità.

