Porzingis Dallas

Secondo quanto riportato da Kevin O’Connor per The Ringer, i San Antonio Spurs sarebbero pronti nella prossima estate ad affilare le armi per andare all’assalto di Kristaps Porzingis dei New York Knicks.

Il lettone, tuttora in fase di riabilitazione dopo la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, sarà eleggibile a partire dal 1 luglio 2019 per un’estensione contrattuale da 158 milioni di dollari complessivi in 5 anni con New York, o di 122 milioni in 4 anni con una nuova squadra.

In ottobre, i Knicks hanno rinunciato ad offrire a Porzingis la “qualifying offer” annuale da circa 9 milioni di dollari, con l’intenzione di blindare il talento lettone in estate. Dal canto loro, gli Spurs dovrebbero creare sufficiente spazio salariale per sottoporre un’offerta adeguata a Porzingis, che sarà restricted free agent in estate.

San Antonio è attualmente impegnata per più di 108 milioni in salari per la stagione 2019\20. Rudy Gay sarà l’unico free agent di rilievo, e creare lo spazio necessario per puntare alla giovane star dei Knicks implicherebbe la cessione, via trade, dei contratti di Pau Gasol (in scadenza nel 2020) e Patty Mills (2021), o di – in alternativa – LaMarcus Aldridge.

Kristaps Porzingis, il potenziale, gli infortuni, e l’attendismo dei Knicks

 

Secondo O’Connor, i New York Knicks sarebbero intenzionati a proporre a Porzingis un “contratto a tutele crescenti”, sulla base dell’accordo siglato nel 2017 tra Joel Embiid (all’epoca reduce da una stagione da sole 32 partite giocate) ed i Philadelphia 76ers.

“Solo” 84 degli oltre 147 milioni di dollari che i Sixers verseranno in 5 anni ad Embiid saranno infatti garantiti, una tutela adottata da Philadelphia in caso di ulteriori quanto inauspicabili problemi fisici per il forte centro camerunense.

Il timore di nuovi infortuni, che Porzingis potrebbe intendere come un segnale di scarsa fiducia del front office dei New York Knicks nei suoi confronti, ed un eventuale fallimento dei Knicks nella corsa ai grandi free agent dell’estate 2019 (Kevin Durant il nome da spendere per i NY), potrebbero spingere il lettone a considerare un futuro lontano dalla Grande Mela.

Appare al momento difficile ipotizzare uno scenario che veda i Knicks non intenzionati a pareggiare qualsiasi “offer sheet” avanzata per Kristaps Porzingis. La triade Fizdale-Mills-Perry pare già proiettata alla ricca classe del draft 2019, ed al momento non esistono tempi certi per il rientro in campo di Porzingis.

Kristaps, tanto talentuoso quanto fragile (ginocchio a parte, numerosi sono i piccoli problemi fisici accusati in carriera dal 23enne baltico) rappresenta attualmente la cosa più vicina ad un giocatore franchigia per una squadra tuttora in fase di uscita da una delle gestioni più sciagurate e mal assortite mai viste nella storia NBA recente (l’era Phil Jackson-Jeff Hornacek).

L’obiettivo Durant richiederà un ulteriore sforzo di cap relief (Courtney Lee ed i suoi 24 milioni di dollari in due anni sono sul mercato da inizio stagione), ed il recupero a pieno regime da un infortunio tanto grave (Jabari Parker, Zach LaVine, Danilo Gallinari) presenta incognite concrete.

No comment yet, add your voice below!


Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.