La prima al Chase Center è amara per i Golden State Warriors: arriva una sonora sconfitta per mano dei Los Angeles Clippers. 141 a 122 il punteggio finale. La squadra di coach Doc Rivers continua a sbaragliare avversari (non importa quanto grossi siano) con naturalezza e praticità. E’ stata una partita pressoché a senso unico che ha mostrato tutte le lacune che gli Warriors di quest’anno possiedono. Innanzitutto la mancanza di discreti interpreti oltre ai soliti Curry, Green e Russell. E, in ogni caso, sembra mancare ancora un’idea chiara di gioco: le azioni sembrano dettate dall’improvvisazione. I Clippers, d’altro canto, dimostrano di sapere benissimo in campo quello che devono fare e sembrano sbagliare anche poche volte.
Per vincere la partita non è servita la presenza costante in campo di Kawhi Leonard: per lui soltanto 21 minuti. E’ bastata una panchina solidissima e di alto livello a cui va comparata quella fantasma di Golden State. Il fattore decisivo della partita infatti è stato proprio la differenza abissale tra le due second unit. Quella dei Clippers è esplosiva: Lou Williams (21 punti con 11 su 11 dai liberi), Montrezl Harrell (18 punti, 6 rimbalzi e 8 su 9 dal campo), Moe Harkless (10 punti) e JaMychal Green (9 punti con 3 su 4 da tre). Il confronto con quella degli Warriors formata dai vari Chriss, Spellmann, Paschall, Evans, Poole e Lee è impietoso: per questi ultimi 16 su 43 in toto dal campo.
La differenza è stata anche tra i leader: a Leonard sono bastati 21 minuti per siglare 21 punti, 9 assist e 5 rimbalzi. Steph, invece, fatica ad entrare in ritmo e chiude 23 punti ma con 2 su 11 da tre e 8 su 20 dal campo. Stesso discorso vale per D’Angelo che nonostante i 20 punti chiude con un 6 su 16 dal campo.
Draymond Green su Clippers-Warriors: “Abbiamo fatto schifo”
Non tardano già ad iniziare i mugugni in casa Warriors: dopo il terzo quarto sul punteggio di 111 a 87 per i Clippers, alcuni tifosi della Baia hanno lasciato l’arena. Le cose sono cambiate rispetto agli altri anni, bisogna metterlo in conto. E lo stesso Steve Kerr ha messo le cose in chiaro a fine partita:
“Questa non è una partita a sé stante, è la realtà. Ci saranno diverse notti come questa quest’anno. Bisogna passarci, continuare a lottare e continuare a migliorare. Questo è il piano. Non è bello. Non è divertente. Gli ultimi cinque anni abbiamo vissuto in un mondo che non si pensava esistesse. Cinque anni nei quali, se ricordo, abbiamo realizzato il miglior record che qualcuno abbia mai fatto in quell’arco di tempo. Questa è la realtà, con nove giocatori di 23 anni o meno”.
Parole sincere di Kerr che come al solito evita di addolcire la pillola e vaticinare cose irrealizzabili. La stessa durezza di parole è stata usata anche da Draymond Green al termine del match:
“Abbiamo fatto dannatamente schifo e dobbiamo migliorare. Non sono l’allenatore, ma non sono intenzionato a vedere questo film e dire ‘Oh bene, possiamo costruire qualcosa su questo’. Abbiamo fatto schifo stanotte. Questa è la verità”.
In panchina ad osservare i compagni c’era anche Klay Thompson che non rientrerà almeno fino all’All-Star game. Anche se Kerr, in un eccesso di prudenza, ha comunicato che forse salterà l’intera stagione. Cosa che che sarebbe rovinosa per gli Warriors. Ora le critiche e le perplessità sui Dubs arrivano da ogni dove, e il primo a farsi avanti è stato Charles Barkley: “Mi ero sbagliato prima della partita. Ho detto che sarebbero arrivati settimi o ottavi. Non faranno i playoffs invece, perché non riescono a fare abbastanza punti”.
Il vento sembra cambiato in quel della Baia.


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[…] Gli Warriors soccombono ai Clippers, Kerr: "Quest'anno sarà spesso … […]
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