Alle NBA finals 2019, il mercato delle sneakers, specie se ai piedi delle grandi star NBA, non è più solo cosa di Nike e Adidas.
La firma nel 2013 di Stephen Curry con Under Armour, brand USA con velleità di concorrenza alla storica azienda di Portland, Oregon, può essere considerata l’inizio della nuova era, un poco meno “duopolista”, del mondo delle forniture “signature” delle calzature sportive dei campioni.
Le finali NBA 2019 rappresentano un punto significativo in questo senso: come riportato da Nick DePaula per ESPN, le NBA Finals 2019 tra Toronto Raptors e Golden State Warriors sono le prime edizioni della serie finale a non schierare nemmeno un giocatore griffato Nike, dal lontano 2006.
L’assenza di Kevin Durant, il cui esordio è atteso forse già per gara 3, ma più verosimilmente per gara 4, ha privato il brand dell’unico atleta endorser della casa di Portland, una presenza ininterrotta dalla finale NBA 2006, e dalle scarpe signature dei due giocatori dei Miami Heat Alonzo Mourning e Gary Payton.
This goes out to all the hard working people in the community that have powered @StephenCurry30’s run to 5 Finals appearances. Celebrate 10 years in The Town with the #Curry6 “Thank you, Oakland” now. https://t.co/jZWBYz0gvN pic.twitter.com/QHcztGOJOY
— Under Armour (@UnderArmour) 31 maggio 2019
Le star di questa edizione delle finali vestono Under Armour (Curry), New Balance (Kawhi Leonard), Anta (Klay Thompson), Puma (DeMarcus Cousins e Danny Green). Nessuno degli atleti che vestono abitualmente Nike (Andre Iguodala, Draymond Green, Pascal Siakam) ha mai, o ancora avuto l’onore di una linea “signature” dedicata.
A fare da sfondo a tale cambio di scenario c’è inoltre la notizia della causa legale intentata da Kawhi Leonard nei confronti di Nike. L’azienda USA non avrebbe riconosciuto a Leonard la proprietà intellettuale del logo “The Klaw”, ideato e disegnato dallo stesso giocatore anni prima del suo esordio tra i professionisti, e – come sostenuto dagli avvocati di parte – che Nike avrebbe sfruttato senza il consenso della star dei Raptors.
Nel 2018, Kawhi Leonard ha interrotto una lunga collaborazione con Nike (brand Jordan), per siglare un accordo in esclusiva con New Balance. Leonard è diventato il volto del marchio di Boston, che ha lanciato per il suo prezioso endorser la ormai celebre campagna di marketing “King of the North”, sulla scia dei successi stagionali dei canadesi Toronto Raptors ed ispirata alla serie TV evento “Il Trono di Spade”.
E mentre Nike registra la sua prima assenza in 13 anni dal più grande palcoscenico della pallacanestro mondiale, la Under Armour di Steph Curry (ma anche di Joel embiid e di Tom Brady) celebra l’uscita nelle NBA Finals 2019 delle “Roar Curry 6”, sfoggiate dal due volte MVP in gara 2 ed ispirate alla atmosfera rovente della Oracle Arena, la storica arena dei Golden State Warriors che attende le due finaliste prima di chiudere i battenti a fine stagione.
L’attenzione del mercato cinese è invece assicurata con la presenza di Klay Thompson, volto di Anta – brand di Jinjiang, Cina – e delle sue KT4 Signature. Il figlio del grande Mychal è titolare di un contratto da 80 milioni di dollari per 10 anni, siglato nel 2017.
Oakland has always had @StephenCurry30’s back. As the Warriors head home for Game 3 of the #NBAFinals, we surprised 30 local individuals with letters written by Stephen thanking them for all they have done for him and the community. Thank you, Oakland. https://t.co/WFVvgFV3IS pic.twitter.com/HbDAysleci
— Under Armour (@UnderArmour) June 4, 2019

