La NBA, a poche ore di distanza dall’apertura ufficiale della free agency 2019, ha stabilito la cifra massima per il salary cap, fissata per 109,140,000 milioni di dollari.
I DETTAGLI DELLA QUESTIONE SUL SALARY CAP NBA

Kyrie Irving e Kemba Walker, tra i protagonisti indiscussi della prossima FA.
Stando a quanto riferito da Max Berman, infatti, la lega ha voluto confermare tale cifra, individuando anche la soglia massima per la luxury tax ($132,627,000) e per il salary floor ($98,226,000).
From the NBA: pic.twitter.com/nbSnlTh5Q3
— Mark Berman (@MarkBermanFox26) 30 giugno 2019
Rispetto alla scorsa stagione, il limite per gli stipendi dei giocatori è aumentato di poco più di 7 milioni. Per il 2018-2019, infatti, la NBA aveva decretato una cifra pari a 101,869,000 milioni ed è presumibile pensare che per il 2020-2021 tale processo non si arresti qui, portandosi ad una soglia salariale di quasi 121 milioni di dollari. Per il momento, comunque, sono solo supposizioni, anche se confermate da Zach Lowe di ESPN.
NBA announces that the salary cap will be at $109,140,000 next season — up about $140,000 from prior projections. Updated projection for 2020-21 cap: $117 million, $1 million higher than most recent projection, per league sources.
— Zach Lowe (@ZachLowe_NBA) 30 giugno 2019
A giovare di tale innalzamento sicuramente vi sono i Los Angeles Lakers. Questi ultimi, in particolare, erano alla ricerca di un leggero aumento del salary cap per poter mettere sul tavolo delle trattative un’offerta completa. E sfumati quasi ufficialmente Kemba Walker, destinato a Boston, e Kyrie Irving, prossimo ai Nets, tutte le attenzioni sono sicuramente rivolte a Kawhi Leonard, il quale nei prossimi giorni incontrerà la dirigenza losangelina.
The Los Angeles Lakers will currently enter free agency $587K short of the full max contract space ($32.7M). This means, unless more space is created, the Lakers can offer Kawhi Leonard or another max free agent four years, $138.3M while other teams can offer four years, $140.8M.
— Kevin O’Connor (@KevinOConnorNBA) 30 giugno 2019
In conclusione, la portata mediatica globale della NBA ha sicuramente favorito una maggiore disponibilità di risorse per le varie franchigie. Ci sono così tutti i presupposti per un’estate 2019 davvero infuocata, che potrebbe cambiare nettamente il panorama cestistico americano a cui ci siamo abituati.

