Dopo la sfida di pre-season in “silenzio stampa” tra Los Angeles Lakers e Brooklyn Nets, la NBA annuncia che il resto della trasferta cinese delle due squadre seguirà il medesimo iter: “media availability” annullate e nessun incontro o conferenze stampa programmate.
Lakers e Nets si affronteranno una seconda volta a Shenzhen, Cina, sabato 12 ottobre dopo la vittoria di Brooklyn per 114-111 alla Mercedes Benz Arena di Shanghai, ma senza incontri con la stampa. Anche il Commisioner NBA Adam Silver, che è arrivato giovedì in Cina per alcuni incontri diplomatici sulla questione “Cina vs NBA”, ha annullato la sua conferenza stampa.

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“Non ci saranno incontri per il resto della trasferta” Così la NBA “(I reporter, ndr) sono stati in maniera improvvisa messi in una posizione scomoda e senza precedenti, in un paese estero, e riteniamo che sia ingiusto ed inopportuno chiedere loro di affrontare certi temi mentre la situazione è ancora in fase di sviluppo“. La lega ha inoltre reso noto che la decisione è stata presa in totale indipendenza dalle autorità cinesi. Lakers e Nets saranno liberi di condurre le proprie iniziative con a stampa, ma come successo in occasione della prima partita, è difficile le due squadre scelgano di farlo.
La NBA teme che la sensibilità della Cina verso la propria sovranità nazionale possa essere ulteriormente toccata da domande “scomode” dei reporter USA al seguito delle squadre. La crisi tra NBA e Cina, scatenata da un tweet (poi rimosso) del general manager degli Houston Rockets Daryl Morey a sostegno delle proteste di Hong Kong contro il governo centralista di Pechino, giunge oggi al suo sesto giorno.
Shanghai sights #LakeShow pic.twitter.com/FDvFBC21kY
— Los Angeles Lakers (@Lakers) October 10, 2019
La NBA, per bocca di Adam Silver, si è scusata per eventuali offese al pubblico ed al popolo cinese, ribadendo però il suo appoggio totale alla libertà d’espressione dei suoi membri. Come riportato da Seerat Sohi di Yahoo Sports, le maggiori testate sportive USA hanno consigliato ai propri cronisti di evitare domande o discussioni, anche private, sui rapporti tra Cina e Hong Kong durante il soggiorno nella Repubblica Popolare.
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Gli Houston Rockets di Morey hanno nel frattempo concluso la trasferta in Giappone per gli NBA Japan Games a Tokyo con una vittoria sui Toronto Raptors. Nella conferenza stampa post partita, la cronista Christina Macfarlane della CNN ha cercato di rivolgere a Russell Westbrook e James Harden, sul podio delle interviste, una domanda sulla situazione cinese, quando un’inserviente della squadra ha bloccato l’intervento della giornalista prima che i giocatori potessero rispondere.
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? Win In Japan@JHarden13 highlights ⤵️ pic.twitter.com/ZBS6WMRGWs— Houston Rockets (@HoustonRockets) October 10, 2019
Poche ore dopo l’accaduto, la NBA ha espresso il proprio dispiacere per l’episodio, precisando come il membro dell’ufficio stampa fosse una dipendente dei Rockets, che ha agito seguendo le direttive della squadra e non quelle della NBA: “Ci siamo scusati con la MacFarlane, precisiamo che questa non è la condotta che la NBA prevede per i suoi incontri con la stampa“.
Nella giornata di mercoledì però, James Harden è riuscito ad “eludere i controlli”, ribadendo il suo appoggio alla libertà d’espressione, pur senza citare nomi e personaggi coinvolti direttamente nella vicenda Cina-NBA: “La libertà di parola vale per tutti. A chiunque deve essere concesso di esprimersi e dissentire, come normale che sia. Questo è il mondo in cui viviamo, ed io appoggio le parole di Adam Silver“.

