Il prestigioso Forbes aggiorna la sua classifica del valore delle 30 squadre NBA, con i New York Knicks che nonostante la crisi tecnica irreversibile restano al primo posto, con un valore stimato di 4.6 miliardi di dollari.
Sull’ideale podio delle franchigie NBA di maggior valore ci sono poi Los Angeles Lakers e Golden State Warriors, di poco sotto con rispettivamente 4.4 e 4.3 miliardi di dollari complessivi. In totale, l’anno 2019 ha fatto registrare una crescita nel valore di ciascuna squadra, con la soglia minima che si attesta agli 1.3 miliardi di dollari dei Memphis Grizzlies, al trentesimo posto, ma con un aumento dell’8% del valore della squadra. Da segnalare anche lo stacco piuttosto netto tra la terza squadra, gli Warriors, ed i Chicago Bulls quarti e “fermi” a quota 3.2 miliardi di dollari.
I Toronto Raptors campioni NBA in carica hanno segnato una crescita del 25% in un solo anno, 23% invece per i Golden State Warriors trasferitisi da questa stagione al nuovissimo Chase Center di San Francisco. Tra le squadre maggiormente cresciute nell’arco di in un anno troviamo per Forbes gli Charlotte Hornets di Michael Jordan, con un +20% di valore complessivo (1.5 miliardi di dollari).
Il prestigio portato dal doppio colpo di mercato Kawhi Leonard-Paul George, e l’attesa per la costruzione del nuovo impianto di Inglewood, Los Angeles, fanno fare ai Clippers del proprietario Steve Ballmer un balzo del 18%.
Il valore medio di 2.2 miliardi di dollari è il più alto mai registrato, così come l’aumento del 14% su base annua della NBA, che supera la percentuale di crescita delle leghe professionistiche rivali (ad esempio il +11% della NFL), e questo nonostante il brusco calo dei dati d’ascolto TV sulle reti nazionali e regionali (ed in parte motivato dai mutati modi di fruizione delle partite, tra League Pass e mobile), e la crisi diplomatica con la Cina di ottobre. I mancati introiti dovuti all’interruzione delle sponsorizzazioni di alcuni partner cinesi hanno costretto la NBA nelle scorse settimane a rivedere al (contenuto) ribasso le stime di crescita del salary cap previsto per la stagione 2020/21. La NBA resta comunque, nonostante il calo (parziale, arrivati a metà stagione) la singola lega sportiva più seguita al mondo, per diffusione in paesi esteri.
Su anche i ricavi delle trenta arene NBA (+8.8 miliardi di dollari) in un anno, trainati dal Chase Center e dalle nuove potenzialità di impianti come quelli di Boston, Cleveland e Philadelphia.
Il 2019 ha conosciuto inoltre la singola vendita record di una franchigia NBA, col passaggio dei Brooklyn Nets dalle mani del magnate russo Mikhail Prokhorov a quelle di Joseph Tsai, fondatore di Alibaba.com e che ha acquistato anche il Barclays Center di Brooklyn, per un affare totale da oltre 3 miliardi di dollari. La cessione del 20% delle quote di proprietà degli Charlotte Hornets avvenuta nei mesi scorsi ha contribuito all’impennata nel valore della squadra.
Tra i fattori di crescita inoltre, come riportato da Forbes, anche il giudizio positivo assegnato dalle agenzie di rating alle franchigie NBA, giudizio che ha convinto tanti investitori in cerca di opportunità per diversificare i propri investimenti. Il business NBA permette inoltre agli investitori un trattamento fiscale agevole, tasse meno gravose sul lungo periodo e deduzioni fiscali.
I New York Knicks restano al momento la seconda franchigia più “ricca” d’America, dietro ai soli Dallas Cowboys.

