Ottimo inizio di playoffs per i Rockets: nonostante i pronostici della vigilia non sorridessero a Houston, costretta a fare a meno di Russell Westbrook, out per un problema al quadricipite destro, infatti, gli uomini di Mike D’Antoni si impongono con un netto 123-108 sugli Oklahoma City Thunder in gara-1, dominando in lungo e in largo (i Rockets toccano anche il +23) e offrendo una prestazione più che convincente.
Il posto in quintetto del già citato Westbrook viene occupato da Eric Gordon, da poco rientrato da un infortunio e protagonista di una stagione sottotono illuminata solo parzialmente da alcuni lampi di classe, su tutti il career-high da 50 punti messo a referto contro gli Utah Jazz a gennaio. Il classe ‘88 si fa trovare pronto e non delude le aspettative: per lui 21 punti, 3 rimbalzi e 4 assist.
Il miglior realizzatore della serata è ovviamente James Harden. Prova di grande solidità per il Barba, che non lascia scampo ai suoi ex Thunder, chiudendo la sua serata con una doppia doppia da 37 punti, 11 rimbalzi e 3 assist in 34’, con ottime percentuali sia dal campo (54.5% con 12 su 22) che da tre (46% con 6 su 13).
“Abbiamo fatto girare bene la palla e tutti hanno fatto la loro parte, mettendo tiri non contestati o trovando comunque il modo di battere la difesa. So che sembra difficile da credere, ma possiamo fare anche meglio di così. Loro hanno segnato tanti tiri importanti, soprattutto Chris e Gallinari, ma penso che noi possiamo salire ancora di livello. Stanotte o domani riguarderemo le immagini della partita e cercheremo di fare ancora meglio nella prossima gara.”, le parole di James Harden al termine della larga vittoria per i suoi in gara-1.
Il supporting cast dei Rockets vive una serata da incorniciare, con la second unit che fa registrare ben 42 punti tra sei giocatori (a fronte dei 27 punti segnati dalla panchina di OKC). Sugli scudi l’ex di turno Jeff Green, autore di ben 22 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e un recupero col 67% al tiro (8 su 12) e il 43% da dietro l’arco (3 su 7) e capace di dire la sua anche come point-guard, una mossa che spiazza i Thunder e che dà ragione a D’Antoni.
Bene anche Ben McLemore, che ha ormai preso il posto di Gerald Green nel roster dei texani, risultando capace di dare una scossa alla gara in uscita dalla panchina con le sue pesantissime triple: per lui 14 punti in poco meno di 24’ col 62.5% dal campo (5 s 8) e il 57% dalla lunga distanza (4 su 7).
“Eric sembra tornato quello di una volta, Jeff è stato molto aggressivo e anche gli altri ragazzi hanno fatto davvero bene. È proprio quello che ci serve in ogni partita, soprattutto quando giochiamo senza Russ.”, le dichiarazioni di Harden in merito al contributo offerto da un supporting cast efficiente e produttivo.
In fase difensiva, i Rockets si comportano molto bene, sopperendo alla mancanza di centimetri con grinta, intensità e carattere, soprattutto grazie alle due ali P.J. Tucker (doppia cifra anche per lui, con 11 punti, 4 rimbalzi e altrettanti assist) e Robert Covington, che si dividono il compito di rendere la vita dura agli attaccanti dei Thunder, coadiuvati da un monumentale Jeff Green, ma più in generale da un collettivo che sta facendo di necessità virtù.
Playoffs, Rockets a valanga sui Thunder, Chris Paul: “Ci hanno spiazzati”
Ai Thunder non bastano un encomiabile Chris Paul e un Danilo Gallinari in grande spolvero. CP3, altro grande ex della serata, parte col freno a mano, per poi aumentare i giri e sfiorare la tripla doppia: per lui 20 punti, 10 rimbalzi, 9 assist e 2 palle rubate col 50% al tiro (7 su 14). Il Gallo, dal canto suo, risulta il miglior realizzatore dei suoi, segnando 29 punti col 53% dal campo (9 su 17) e il 40% da dietro l’arco (2 su 5).
“Ci sono stati almeno 12 minuti tra il primo e il secondo quarto in cui abbiamo fatto davvero male. Non abbiamo fatto quello che avremmo dovuto fare, siamo stati lenti e prevedibili.”, il commento di coach Billy Donovan, deluso dalla prestazione dei suoi. Più sereno Chris Paul, che auspica una reazione da parte dei suoi : “Spesso giochi tutta la stagione in un certo modo e poi ti ritrovi contro una squadra che cambia su tutti e gioca in maniera totalmente diversa dalle altre squadre. È soltanto gara-1, dobbiamo cercare di rifarci.”
22 bench points in the win for Jeff Green!#OneMission l @reliantenergy pic.twitter.com/TqaxNmeVpa
— Houston Rockets (@HoustonRockets) August 19, 2020
OKC prova spesso e volentieri a cercare Steven Adams sotto canestro per sfruttare la maggior fisicità del lungo neozelandese rispetto ai vari Tucker, House, Green e Covington: il classe ‘93 è protagonista di una gara tutto sommato più che positiva (doppia doppia da 17 punti e 12 rimbalzi), ma non risulta mai una vera e propria spina nel fianco per la difesa dei Rockets, tanto che Donovan quando lo richiama in panchina prova a rispondere allo small ball di D’Antoni schierando Gallinari da centro.
La timida reazione dei Thunder non può essere sufficiente per impensierire i Rockets e cambiare drasticamente l’inerzia di una gara a senso unico. A tenere in piedi OKC sono i singoli, mentre Houston domina la partita anche con James Harden seduto in panchina a riposare. Gara-1, come avvenuto già in occasione dell’ultima sfida ai playoffs tra le due franchigie nella stagione 2016\17, è dei Rockets, che vincono al debutto in post-season per il terzo anno consecutivo.

