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Playoffs NBA, Lakers avanti con LeBron e Davis: “La lotta continua”

di Michele Gibin
Lebron james minuti

Dopo 3 giorni di pausa, sono tornati i playoffs NBA ed i Los Angeles Lakers non hanno perso tempo, e in gara 5 contro i Portland Trail Blazers privi di Damian Lillard chiudono i conti ed accedono alle semifinali di conference.

A Orlando finisce 131-122, i Blazers vendono cara la pelle anche senza il loro miglior giocatore e grazie a C.J. McCollum e Carmelo Anthony, e nel primo tempo di trovano anche in vantaggio.

Ai giallo viola servono 79 punti combinati di LeBron James e Anthony Davis per mettere la testa avanti nel terzo quarto (32-24 il parziale. LeBron trova anche una tripla doppia e chiude con 36 punti, 10 rimbalzi e 10 assist, ed un ottimo 14 su 19 al tiro. Ancora più efficace è Davis, che di punti ne segna 43 con soli quattro errori al tiro (14 su 18). I Lakers non mostrano ruggine al tiro da tre punti (14 su 36 alla fine) e la difesa permeabile dei Trail Blazers agevola il compito (54% al tiro e 27 assist di squadra per i Lakers).

Un finale di serie decisamente più convincente del suo inizio, con la sconfitta di gara 1 e le prime tre partite. “Siamo migliorati molto durante la serie. Sapevamo che avremmo iniziato contro una squadra già rodata come Portland che è stata la migliore nella bolla assieme ai Phoenix Suns“, spiega LeBron James nel post gara. E sul prossimo avversario: “Stasera mi prenderò del tempo lontano dal basket. Tornerò a pensarci quando sapremo chi sarà“.

Lakers avanti ai playoffs, LeBron: “Siamo qui per una missione, e il basket è il nostro mezzo”

Dopo aver deciso di tornare in campo a seguito delle 48 ore di sciopero per protestare contro le violenze di Kenosha, Wisconsin, ed il ferimento di Jacob Blake, i giocatori NBA hanno sostenuto con chiarezza che, se sentiranno di non percepire un adeguato supporto alla causa da parte di NBA e proprietari delle squadre, saranno pronti a fermarsi di nuovo. Lakers e Clippers erano state le due squadre a scegliere inizialmente una linea ancora più intransigente, votando contro la ripresa in una tesa riunione tra soli giocatori tenutasi poche ore dopo il boicottaggio dei Milwaukee Bucks.

Posizione poi ammorbidita grazie ai colloqui con l’ex presidente Barack Obama e con l’intervento di Michael Jordan a fare da pontiere tra proprietari e atleti. Nei giocatori è alla fine prevalsa l’opportunità senza precedenti di diventare un veicolo di protesta e cambiamento, grazie alla visibilità della NBA e alla “bolla” di Orlando, esperimento – anche mediatico – unico nel suo genere nello sport moderno.

Siamo venuti qui con una missione, e il basket sarebbe stato il mezzo con cui compierla. E vogliamo andare avanti“, James parla dello stop “Abbiamo capito però che con l’inizio dei playoffs l’attenzione si stava spostando con tutte le partite da giocare. Quando si tenta di provocare un cambiamento, non ci si può permettere di perdere di vista la cosa più importante: perché abbiamo accettato di venire qui a giocare“.

E la protesta dei giocatori NBA ha intanto prodotto un piccolo ma significativo effetto: come tante altre arene e facility NBA, anche lo Staples Center di Los Angeles diventerà a novembre un grande seggio elettorale, come annunciato da Jeanie Buss sabato.

Prima della palla a due iniziale, in campo si è osservato un minuto di silenzio per ricordare Clifford Robinson, coach Lute Olson, l’attore Chadwick Boseman e per Jacob Blake, ferito la scorsa settimana con 7 colpi di pistola sparati a bruciapelo alla schiena da un agente del Kenosha Police Department durante un intervento per una lite domestica.

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