Potrebbero esserci ulteriori ostacoli al ritorno in campo, annunciato e poi rimandato a data da destinarsi, di Kyrie Irving dei Brooklyn Nets.
Con la squadra investita dieci giorni fa da un focolaio interno di Covid, i Nets avevano annunciato che Irving sarebbe stato riaccolto in gruppo per giocare le partite esterne, da non vaccinato e pertanto impossibilitato a giocare a New York come stabilito dalle restrizioni vigenti in città e nel territorio della stato. Giusto il tempo di rientrare per i test d’obbligo prima di riprendere gli allenamenti, che Kyrie è subito risultato positivo a un primo tampone e di conseguenza inserito nell’health and safety protocol della NBA.
Protocollo in cui si trova tuttora. Ma c’è di più, con la crescita dei casi di positività al virus a New York (quasi 55mila casi il 26 dicembre) e la variante Omicron che fa paura, la città ha approvato altre misure restrittive tra cui l’obbligo per i lavoratori del settore privato di vaccinazione per presentarsi al lavoro. In sostanza, anche nel settore privato le aziende adotteranno le stesse misure già esistenti da mesi per i dipendenti pubblici, dall’obbligo saranno esentati coloro i quali faranno opportuna richiesta per “profondi motivi religiosi” o di natura medico-sanitaria.
Nuovo obbligo che potrebbe interessare anche Kyrie Irving, in quanto dipendente di un’azienda privata come i Brooklyn Nets, e ovviamente tutti i giocatori professionisti delle squadre cittadine. L’obbligo, specifica l’ordinanza, varrò anche per coloro che non risiedono a New York ma vi si recano per lavoro, e varrà per tutti i luoghi di lavoro riconosciuti come “covered entities” ovvero luoghi al chiuso e affollati o di passaggio e transito e in cui il dipendente passa diverso tempo al giorno. Definizione in cui dovrebbero rientrare arene e centri di allenamento NBA.
A tal proposito, va fatto notare come a ottobre, prima che i Nets decidessero di mettere Irving fuori squadra per via della sua decisione di non vaccinarsi e di fatto rendersi indisponibile per più di metà delle partite stagionali, la squadra aveva ottenuto dalle autorità cittadine per il centro di allenamento (l’HSS Training Center) il riconoscimento di “luogo di lavoro privato” e pertanto esentato dall’ordinanza che aveva introdotto l’obbligo vaccinale per luoghi ed edifici pubblici, per i residenti maggiori di 12 anni.
Tale esenzione, deducendo dalla nuova ordinanza, potrebbe quindi decadere mettendo i Nets e soprattutto Kyrie Irving davanti a un nuovo bivio. Alla voce “esenzioni per ragioni mediche” non si menziona esplicitamente il fatto di essere recentemente guariti dal Covid quale motivo valido (anche per ragioni di privacy). Status che potrebbe ovviamente essere compreso tra le suddette ragioni.
Anche in questo caso va però fatto notare che le autorità sanitarie di New York, l’NYC Health Department, non hanno mai fatto menzione, nelle linee guida sul Covid e sui vaccini, di esenzione dall’iniezione per chi fosse guarito di recente, specificando che “il vaccino è da consigliare anche a chi abbia superato di recente il Covid e abbia ancora anticorpi“. Condizione che renderebbe il vaccino obbligatorio per Kyrie Irving anche quando l’ex star di Cavs e Celtics avrà superato l’infezione e sarà uscito dal protocollo.
In attesa di conoscere gli sviluppi, è però possibile che la prospettiva di rivedere Kyrie Irving su un campo da basket per la stagione NBA 2021\22 possa essere durato “lo spazio di un mattino”, come recita il detto popolare.

