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Lakers, Steph Curry difende Russell Westbrook: “Si è oltrepassato il limite”

di Carmen Apadula
russell westbrook

É ormai chiaro a tutti che questo non sia l’anno migliore di Russell Westbrook, e che stia conducendo una stagione NBA ben al di sotto delle aspettative di tutti.

E a causa di questo cattivo andamento, il giocatore dei Los Angeles Lakers ha subito asprissime critiche durante le partite e sui social, piovute da tutte le parti, sia da dentro che da fuori l’organizzazione in cui lavora. Infatti, nonostante Westbrook sia alla sua prima stagione nella sua città natale, sembra che il sostegno sia minimo. Il supporto dei tifosi gialloviola è venuto man mano a mancare, lasciando spazio invece a squallidi insulti personali, nei confronti suoi e della sua famiglia. 

La situazione è quindi pian piano degenerata, tanto che Westbrook ha dichiarato di sentirsi addirittura a disagio nel portare sua moglie Nina e i suoi figli alle partite, a causa della preoccupazione di ciò che potrebbero sentire. Nina ha inoltre dichiarato, testimoniando il tutto con degli screenshots, di aver ricevuto anche minacce di morte da parte di alcuni utenti anonimi, rivolte a tutta la famiglia. 

Tuttavia, nonostante questa sia sicuramente la stagione più difficile che Westbrook abbia dovuto affrontare, non sono proprio tutti contro di lui. L’ex Wizards può infatti contare sul supporto di uno dei suoi colleghi, e cioè di Stephen Curry

Curry e Westbrook non sono sempre andati d’accordo. A partire dalla disapprovazione di Westbrook per il trasferimento nel 2017 di Kevin Durant a Golden State, all’essere un rivale diretto degli Warriors a partire dal 2021, in quanto membro dei Los Angeles Lakers, la coppia di point guard si è spesso trovata su poli opposti riguardo alcune questioni.

Ma, nonostante spesso la vedano diversamente, Curry appoggia pienamente Westbrook per quanto concerne le molestie subite dai tifosi. Secondo Chris Haynes di Yahoo Sports, infatti, la stella di Golden State si schiera dalla parte del collega, e non approva assolutamente il modo in cui è stato trattato dalla Lakers Nation negli ultimi periodi. 

Ne sono la prova le parole che ha espresso in un’intervista a Yahoo Sports sabato scorso, quando i due team si sono affrontati, per difendere la famiglia Westbrook.

“Quando abbiamo giocato contro di loro a Los Angeles, un paio di giorni fa, gli ho detto che rispetto il modo in cui ha gestito l’intera attuale stagione, soprattutto per quanto riguarda tutto quello che ha detto e come si è comportato per proteggere la sua famiglia da questa situazione“ ha detto Curry. “È la natura della bestia. E, in una certa prospettiva, ti costruiscono per poi abbatterti. Quelli che hanno fatto cose straordinarie in questa lega sanno cosa significa. Russell è un professionista e sono orgoglioso del modo in cui si sta comportando. Io ci sono per lui”.

L’attuale roster dei Lakers era stato costruito per una corsa all’anello, ma fino a questo punto è stato solo un disastroso fallimento. La franchigia è stata tormentata soprattutto a causa della mancanza di giocatori giovani, ed è completamente priva di chimica a causa dei numerosi infortuni subiti durante la stagione. 

Steph Curry sta con Westbrook: “Oltrepassato il limite con lui”

Westbrook è stato però il bersaglio principale del disprezzo dei tifosi, nonostante sia stato disponibile per tutte le partite della stagione tranne una. E questo perché non ha giocato così bene come tutti si aspettavano, viaggiando con una media di 18 punti a partita, ma tirando con solo il 28.2% da tre punti e mancando i layup. Ora, Westbrook non è un giocatore perfetto, ma ciò non giustifica che la frustrazione dei tifosi gialloviola li abbia poi portati a deridere la loro point guard titolare, provocandolo storpiando il suo cognome in “Westbrick”.

Il soprannome infatti, nato a causa dei suoi tiri sbagliati, non piace al giocatore, che la vede come una vera e propria mancanza di rispetto anche nei confronti dei suoi figli, che portano il suo stesso cognome.

 E anche Steph Curry non crede che le critiche di massa nei confronti del collega siano giustificate.

“Dal punto di vista dei tifosi, è uno schifo quando si oltrepassa il limite e si comincia con l’attacco personale nei confronti di qualcuno, storpiando il suo nome. Qui non ci si limita al basket, questo non ha niente a che vedere con il basket“ ha continuato il n°30. “Noi siamo tutti qui per il basket. Ma, in fin dei conti, devi fare quello che devi fare, parlando per te stesso e capendo che in questa lega gli altri sanno quello che succede e ti rispettano come giocatore. Russ ha tutto il mio appoggio”.

Sicuramente un bel gesto in un momento di tale difficoltà.

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