Non è sicuramente stata una stagione facile quella disputata da Brooklyn Nets che hanno dovuto combatte contro vari guai durante tutto l’anno.
La storia non si fa con i se e con i ma, e se non fosse per i play-in quest’anno con molte probabilità per la squadra newyorchese la vacanza sarebbe iniziata prima. I vari infortuni di Durant, l’assenza per gran parte delle partite di Irving e un Harden mai integratosi hanno fatto capire a tutti quanto avere un trio delle meraviglie non è un sinonimo di vittoria, chiedere anche ai Los Angeles Lakers.
Un roster forse troppo sbilanciato, pieno di veterani sì, ma quasi sempre fermi ai box, un roster che ha evidenziato come non è possibile costruire una quadra solo con due o tre giocatori, perché se quelli mancano arrivano i problemi.
Kevin Durant: ”Play-in? Non ci importa contro chi giocheremo”
Senza dubbio i Nets, nonostante la posizione in classifica non allettante, fanno paura a tutti, la sola presenza di Durant incute timore, non a caso si tratta di uno dei giocatori con più talento della lega. Secondo il n. 7 dei Nets la stagione sarebbe stata ben diversa senza i suoi infortuni: “A essere onesto, credo che la nostra stagione sia deragliata a causa del mio infortunio. Non penso che non siamo una buona squadra. Non c’è stata molta continuità tra me e Kyrie in quintetto, è tutto qui. Quando siamo tutti insieme in campo apprezzo quello che abbiamo.”
Durant si era infortunato il 15 gennaio contro i New Orleans Pelicans subendo una distorsione al legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro che lo ha tenuto fuori dal rettangolo di gioco per oltre un mese e mezzo. Durante l’assenza della loro star i Nets hanno perso 17 partite su 22 e scivolando vertiginosamente nella parte bassa della Eastern Conference.
Ora con 4 partite da giocare ancora per i Nets i play-in rappresentano una realtà e una speranza per mettere una toppa in questa stagione al di sotto degli obbiettivi. Eppure qualsiasi sia il destino dei Nets in vista della post-season KD non si dice preoccupato: “Non mi importa contro chi giocheremo. Non mi importa che siamo al play-In. Dobbiamo solo alzare la palla e vedere che succede. Questa è l’unica cosa che puoi controllare. È troppo stressante pensare di schivare una squadra, di schierarci. Vedremo che succederà.”
Anche Kyrie Irving, nella conferenza post-Atlanta, ha dichiarato di non aver paura di nessun avversario: “Il motivo per cui siamo così fiduciosi è che siamo stati in tanti scenari diversi contro squadre diverse, abbiamo capito come mettere in difficoltà gli altri e come loro potrebbero mettere in difficoltà noi.”.
I Nets sono fiduciosi per i playoffs
Kevin Durant, Irving e Steve Nash sono fiduciosi sul fatto che i Nets possano fare bene in questa post-season: “Abbiamo ragazzi che amano giocare a basket da quando avevano sette, otto anni. In qualunque situazione ci troveremo, che sia il play-in, che sia perdere qualche partita, dobbiamo lavorare e goderci il momento perché siamo ragazzi a cui piace giocare a basket. Ogni giorno importa, quello dopo importa. Potete parlare delle aspettative e di dove vedete questa squadra sulla carta, ma ogni giorno conta. Vuoi essere campione? Ogni secondo sul campo conta, non solo quando si affronta una buona squadra o arrivano i playoffs. Credo che diventare campione stia nelle abitudini, nell’etica del lavoro, nella cura che si ha per il gioco. Tanti campioni non hanno vinto un anello, ma si approcciano in questo modo. Questo è quello che penso su come la squadra debba approcciare la stagione.”
Un approccio mentale che non dà spazio a negatività o scuse sottolineato anche da coach Steve Nash: “Se diventiamo negativi o pensiamo che sia troppo o che il mondo sia contro di noi, non sarà produttivo. Ora bisogna godersi la sfida.”
E’ difficile pensare ai Nets che l’anno scorso sono andati letteralmente a pochi centimetri dalle Finals ora lottino per un posto dove conta davvero ai play-in, eppure come sia i Nets che i Lakers, che sembravano favoriti a inizio stagione ora devono trovare la forza per combattere i propri demoni se non vogliono fallire.

