Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDallas MavericksSuns inarrestabili e sul 2-0, Kidd: “Luka grande. Ora ci servono gli altri…”

Suns inarrestabili e sul 2-0, Kidd: “Luka grande. Ora ci servono gli altri…”

di Giacomo Brogi
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Quando una squadra chiude la sua regular-season con 64 vittorie all’attivo e solamente 18 sconfitte nulla può essere lasciato al caso. Se qualcuno ancora aveva riposto dei dubbi sui Phoenix Suns, dopo il sofferto passaggio del turno contro i New Orleans Pelicans, che viaggiavano sull’onda dell’entusiasmo, dopo aver visto la recente gara 2 disputata nella notte contro i Dallas Mavericks, può tranquillamente riporli nel cassetto. Se Luka Doncic, anche in questo caso, ha provato a tenere a galla i suoi per oltre tre quarti (35 punti totali con 13-22 al tiro), nulla ha potuto durante gli 8 minuti finali, nel corso dei quali la furia dei padroni di casa ha letteralmente colto di sorpresa i Mavs, che, anche grazie a close-out e posizionamenti difensivi molto rivedibili (vero punto debole della squadra, e che si è notato anche durante la serie contro Utah) sono letteralmente crollati su quel fronte, concedendo ben 71 punti agli avversari nel corso di tutto il secondo tempo. I problemi sono evidenti, ed ancora una volta la società dei Mavs si è dimostrata del tutto inadeguata nel costruire un solido e competitivo supporting cast intorno allo sloveno.

Phoenix approfitterà di questo crollo fisico e mentale degli avversari, grazie ad un Chris Paul mai come questa volta in formato trascinatore, e che, ad un giorno esatto dai suoi 37 anni, dimostra ancora una volta di vivere un periodo di seconda giovinezza nell’ambiente Suns, che lo ha accolto come un eroe fin dal suo primo giorno in Arizona. Il prodotto di Wake Forest chiuderà il suo match con 28 punti all’attivo, tirando con un 11-16 totale ed 1/2 dall’arco. Durante il quarto periodo, quando ancora Dallas sembrava essere in gioco, ci penserà lui ad ammazzare la partita, grazie alle sue classiche azioni dal palleggio concluse con il classico tiro in corsa dal mid-range. In generale, durante quegli 8 minuti finali, sembrava davvero entrargli tutto, tra lo stupore e l’adrenalina di tutti i tifosi presenti sugli spalti del Footprint Center. Con un parziale finale di 21-7, Phoenix ha potuto portarsi facilmente in tasca la partita, conclusasi con il punteggio di 129-109. Anche Devin Booker ancora una volta dimostra di avere tanti punti nelle mani e si conferma il miglior realizzatore dei suoi, chiudendo con 30 punti, 11-19 al tiro e 5-8 da 3. La coppia del back-court dei Suns si dimostra ancora una volta mortifera nel clutch-time.

Il dato che però fa più impressione è che i Suns hanno concluso il match tirando con il 64.5% totale (con un incredibile 84% durante l’ultimo parziale), record di franchigia nei play-offs e con il 52% dall’arco. “Abbiamo a disposizione dei giocatori davvero ottimi– dichiara coach Monty Williamsnoi cerchiamo di schierarli e di muoverli meglio possibile in campo, ma stanotte, grazie alla loro prestazione, è stato tutto più facile”. Tutti i giocatori infatti sembravano davvero esser messi nelle migliori condizioni per far male nel fronte offensivo, ed il collettivo di squadra mostrato stanotte è stato davvero incredibile. Fattori principali sono stati un giro palla gestito ad un ritmo palpitante, i precisi scarichi negli angoli e i passaggi no-look, uniti alla straordinaria capacità di sapersi trovare quasi a memoria, e che hanno reso questi Phoenix Suns una vera e propria macchina da guerra. Ma tutto ciò basterà per arrivare in fondo?

Il motivo di questa domanda è da ricercarsi nell’uomo che vedete nel video. Perchè, se apparentemente i Dallas Mavs non dispongono di un lungo in grado di tenere Deandre Ayton sia nel pitturato che in post-basso, quest’ultimo, dopo una dominante prestazione in gara 1, è sembrato questa notte entrare nuovamente in un momento di black-out, soprattutto nel momento in cui Doncic e compagni sembravano essere poter tornati in partita. Il lungo titolare è apparso infatti spaesato ed arrendevole, commettendo troppi falli e rimanendo in campo solamente 18 minuti. In generale è l’atteggiamento che preoccupa, perchè vedere Ayton non esser più in grado di difendere e girare il campo come fosse un fantasma, denota un calo mentale e strutturale davvero preoccupante. Phoenix in estate dovrà decidere se rinnovarlo ed offrirgli il super-max, ma i dubbi in questo momento sono molti. Certo, i margini di miglioramento sono ancora tantissimi, e l’ex prima scelta assoluta al draft 2018 può potenzialmente diventare uno dei centri più dominanti della lega, ma, se questi cali improvvisi continueranno a verificarsi, i Suns dovranno davvero decidere cosa fare del suo futuro.

Nonostante il rinnovato entusiasmo di Jason Kidd, l’avventura in post-season dei Dallas Mavs sembra davvero esser giunta al capolinea. Perchè, se Luka Doncic è riuscito a metter segno 80 punti in 2 gare ma poi entrambe sono state perse, c’è davvero qualcosa che non va. L’attacco di Dallas infatti è sembrato sempre molto monocolore, basandosi esclusivamente sul talento individuale dello sloveno e sui pochi scarichi negli angoli, limitati anche dall’ottima difesa perimetrale dei padroni di casa. Spencer Dinwiddie e Jalen Brunson, uniche alternative possibili allo sloveno in fase realizzativa, hanno chiuso la loro serata con pessime percentuali (32.6% in totale), sottolineando ancora una completa dipendenza della squadra dal numero 77. Nonostante ciò, la franchigia è rimasta aggrappata alla partita fino all’ultimo, anche grazie alle triple di Reggie Bullock e Davis Bertans, oggi finalmente in serata si. “Luka ha giocato una gran partita, ma dobbiamo assolutamente migliorare” dichiara Kidd a fine partita “bisogna far si che anche gli altri convertano meglio i tiri, soprattutto quelli con spazio. Non possiamo perdere nonostante più di 30 punti a partita del nostro top player.” Si tornerà adesso in Texas per le gare 3 e 4, e Dallas dovrà necessariamente provare a restare aggrappata a questa serie, per evitare l’ennesima stagione in chiaro scuro. Perché, se quest’anno lo scarso livello della Western Conference ha fatto si che i Mavs superassero il primo turno, le difficoltà e i limiti di questa squadra sono davvero troppo evidenti. “L’arma fondamentale sarà quella di resistere anche sul piano difensivo” dichiara convinto Doncic “usando in modo corretto le nostre armi possiamo ancora dire la nostra.”

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