Sul banco principale degli imputati per la sconfitta in gara 3 delle NBA Finals dei suoi Golden State Warriors c’è Draymond Green, che dopo la partita deve anche pagare una sorta di “scotto” per la probabilmente troppa disinvoltura mediatica dei giorni precedenti.
Green ha chiuso gara 3 con 6 falli, 2 punti, 4 rimbalzi e 3 assist senza mai incidere sulla partita, soprattutto in difesa contro dei Boston Celtics da 116 punti segnati e che hanno dominato a rimbalzo. E nel post gara ha dovuto incassare le immancabili quanto superflue critiche del mondo social, e le domande sul fatto che la sua attività parallela di podcaster e analyst non lo stia distraendo troppo dal suo primo lavoro, ovvero giocare a basket.
“In campo non ho mai trovato ritmo né in attacco né in difesa. Non ci ho messo abbastanza forza e dovrà farmi trovare pronto prima (in gara 4, ndr)” Draymond Green ha speso il suo sesto fallo nell’occasione dell’infortunio di Stephen Curry, a suo dire per fermare il gioco dopo aver visto il suo compagno di squadra a terra dolorante sotto il peso di Al Horford. La partita, con oltre 4 minuti ancora da giocare, era di fatto già compromessa per Golden State.
“Ha giocato male ma noi ci fidiamo di lui, io mi fido di Draymond più di chiunque altro“, così coach Kerr su Green “Lui sa sempre rispondere presente dopo una brutta partita, lo aspettiamo tutti venerdì“.
Dal canto suo, Green non ha voluto dare peso agli abusi verbali – prevedibili – che il pubblico del TD Garden di Boston gli ha riservato: “Era ciò che mi aspettavo. Io? Ho solo giocato da schifo, anche mio figlio qui me lo ha detto“. Chi ha invece risposto al pubblico di Boston nel post gara è stato Klay Thompson: “Molto carini e educati, usare quel linguaggio davanti a così tanti bambini. Complimenti Boston…“.
Durante la conferenza stampa post partita, un cronista ha chiesto a Draymond Green se non fosse il caso di evitare, durante il suo podcast “The Draymond Green Show”, di “svelare così tanti aspetti tattici delle partite“, cosa che potrebbe avvantaggiare gli avversari. La risposta di Green è stata piccata: “No. E non dico nulla di diverso nel mio podcast rispetto a ciò che dico qui con voi… che cosa avrei detto di così particolare durante il podcast? Parlavo di contestare meglio i tiri, se questi sono grandi segreti… la realtà è che dovete sempre attaccarvi a qualcosa. pensate davvero che Al Horford o Marcus Smart siano lì ad aspettare il mio podcast per scoprire queste cose? E la prossima volta citalo meglio, il mio podcast, a proposito“.

