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Warriors, Green sul tecnico mancato: “Questo trattamento me lo sono guadagnato”

di Carmen Apadula
Green Warriors

Draymond Green ha avuto decisamente molto da fare in Gara 2 delle Finals NBA.

Eh già, perché non potete dirmi che strillare continuamente agli ufficiali di gara, discutere animatamente con Steve Kerr, scontrarsi prima con Grant Williams guadagnandosi un tecnico, e poi anche con Jaylen Brown rischiando di fare la stessa fine, sia un lavoro facile. 

Ovviamente ciò ha significato cose buone per i Golden State Warriors, come già altre volte è accaduto. Non a caso la tenacia dell’orso ballerino ha innescato un intenso sforzo difensivo, soprattutto nel terzo quarto, e gli Warriors sono poi riusciti a chiudere il match con una vittoria, per 107-88. 

Draymond sapeva di non poter arrivare a Gara 3 sotto di 2-0, e sapeva che la cosa migliore da fare per gli Warriors era alzare l’asticella difensiva, portando Brown e Jayson Tatum a faticare per segnare, e facendo invece sparire delle eventuali triple di Al Horford e Marcus Smart. 

E infatti gli Warriors, mettendo i loro difensori sulla scia dei tiratori avversari, hanno saputo mantenere i Boston Celtics a 32 punti in meno rispetto a quelli segnati in Gara 1, facendoli invece tirare con un 38% dal campo. 

E ciò è stato dovuto al fatto che Green ha affrontato Gara 2 con un nuovo vigore, motivato dalla frustrazione per il crollo degli Warriors nel quarto quarto di Gara 1. Questo passo falso, che ha permesso ai Celtics di segnare 40 punti nell’ultima frazione, si è andato a riflettere su di lui, che ha ritenuto inaccettabile per il Difensore dell’Anno 2016/17 non essere stato capace di far sentire ai Celtics la propria difesa. 

“Devo mandare un messaggio” ha detto il diretto interessato. “I ragazzi mi seguono sempre su quel lato del campo. Se non sono io a mandare un messaggio, allora chi lo fa?”.

Green in Gara 2 non è però stato il protagonista di un cambio di strategia, concentrandosi principalmente su Brown, che ha segnato 9 punti ad inizio partita, ma solo altri 8 per tutto il tempo restante. 

Ed è stato proprio questo accoppiamento che ha portato allo scontro tanto discusso alla fine del secondo quarto. Green ha commesso un fallo su una tripla di Brown, e i due sono caduti attorcigliandosi. I piedi di Green sono quindi finiti vicino alla testa di Brown, che li ha spinti via per il disappunto, provocando una reazione altrettanto infastidita di Green. 

In circostanze normali, sarebbe stato fischiato un doppio tecnico, ma ciò avrebbe portato all’espulsione di Green, quindi l’arbitro Zach Zarba ha deciso di non aggiungere un tecnico al fallo di Green già fischiato precedentemente.  

“Queste sono le Finali NBA” ha detto l’orso ballerino. “Come ho detto, porto il mio distintivo d’onore. Non dico che mi trattino necessariamente in modo diverso. Ma mi sono guadagnato un trattamento deferente. E mi piace. Lo accetto. Ma non lascerò mai che qualcuno mi superi. Sono prima di tutto un uomo. I miei figli sono in tribuna. Non attuo questo tipo di gioco. Quindi, qualsiasi cosa succeda a quel punto, succede e basta”.

Questo particolare trattamento Green se lo è guadagnato comportandosi in modo selvaggio nel corso degli anni. Gli arbitri tendono a punire un giocatore solo se supera la linea che lui stesso ha stabilito, e Green è riuscito a spingere la sua oltre i normali limiti del decoro. Che vi piaccia o no, è così che funziona.

Basta che un solo arbitro non gli conceda un po’ di libertà, e potrebbe perdere un tempo cruciale. Eppure si rifiuta di adattarsi, come abbiamo visto proprio grazie all’incidente con Brown.

“Sento che avrebbero potuto fischiargli un tecnico, ma hanno lasciato correre” ha detto Brown. “Non so cosa avrei dovuto fare. Aveva le gambe sulla mia testa e poi ha cercato di tirarmi giù i pantaloni. Questo è ciò che fa Draymond. Fa di tutto per vincere. Ti tira, ti afferra, cerca di rovinare il gioco. Ha aumentato la sua fisicità per cercare di fermarci, e ora noi dobbiamo aumentare la nostra”.

Ma Green non dovrebbe mai spegnere la sua passione. Ha aiutato Golden State molto più di quanto sembri e, anche se questo comporta degli effetti secondari negativi, ben venga. Non a caso la sua mossa ha funzionato, riportando improvvisamente alla mente degli Warriors che hanno la seconda miglior difesa della NBA in questa stagione. 

Ora non resta che mantenere questa mentalità anche per Gara 3 e 4 a Boston, dove bisogna vincere almeno una volta per avere ancora speranze di vittoria. 

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