Quando i Golden State Warriors hanno iniziato i playoffs 2021/22, quasi 2 mesi fa, è stato chiesto a coach Steve Kerr come riesce a prendere le giuste decisioni per la sua squadra in tempo reale. E lui ha ammesso che in quei momenti l’ultima cosa che prende in considerazione sono i sentimenti dei suoi giocatori, a differenza di come potrebbe invece fare in regular season.
Non si pensa ad eventuali torti personali, non si pensa al fatto che potrebbe rompersi l’armonia nello spogliatoio, non si tiene conto della fatica sentita dai singoli dopo una stagione di 82 partite. La cosa da chiedersi è solo una: cosa offre alla squadra la migliore possibilità di vincere in questo momento?
Questa notte, mentre Gara 4 delle Finals NBA si avviava al suo culmine, Kerr ha dimostrato a tutti qual è il suo modus operandi. Come? Mettendo un Draymond Green irrequieto e chiaramente infelice in panchina a metà quarto quarto, lasciandolo lì per 4 lunghissimi minuti, in una partita che gli Warriors dovevano vincere a tutti i costi. Lo ha rimesso in campo, e dopo 20 secondi lo ha tolto di nuovo (stavolta per poco).
Voleva forse che Green gli implodesse proprio lì, nel bel mezzo del TD Garden? No, voleva solo vincere la partita. E infatti gli Warriors hanno vinto per 107-97.
L’orso ballerino era stato sostanzialmente dannoso in Gara 3, riproponendo il tutto in Gara 4, soprattutto in attacco. Ha sbagliato molto, diventando facilmente ignorabile per la difesa di Boston, e assomigliava a malapena al giocatore che tutti siamo abituati a vedere.
Forse ha lasciato che le provocazioni del pubblico dei Celtics gli entrassero nella testa. Forse si è messo troppa pressione addosso da solo. Forse ha perso fiducia nelle sue capacità di tiro, anche da non troppo lontano, contro una squadra come Boston, che è giovane, atletica e difficile da battere.
Ma qualunque sia la causa, Kerr ha riconosciuto l’impatto negativo di Green e lo ha subito messo da parte, precisamente a 7.32 minuti dalla fine della partita. In quel momento gli Warriors erano in svantaggio (86-91), mentre si trovavano avanti di 3 punti quando è rientrato (97-94).
Warriors, Kerr spiega la sua decisione di lasciare Draymond Green in panchina
“Looney e Jordan stavano giocando così bene, tanto che siamo rimasti con quella formazione” ha detto Kerr. “In genere facciamo così. Come la maggior parte degli allenatori, se hai un gruppo che sta andando bene, lo lasci in campo“.
Tutto vero, ma Kerr generalmente vuole Green in campo nel quarto quarto di una partita di tale portata. È il motore emotivo, il cuore pulsante della difesa e dell’attacco di una squadra che si trova alle Finals per la sesta volta in otto anni. Il problema si pone quando Green segna solo 1 tiro su 7 dal campo, oppure 0 su 2 dalla lunga distanza, diventando un peso offensivo.
Dunque Kerr ha deciso di affidarsi alla formazione che stava funzionando. Anche se questa escludeva il numero 23.
”Sicuramente non sono mai entusiasta di uscire dal campo a 7 minuti dalla fine del quarto quarto, soprattuto se in una partita da vincere” ha detto il diretto interessato. “Non mi siederò qui facendo finta di essere entusiasta. Ma se questo è ciò che vuole l’allenatore, allora bisogna accettarlo. Ho dovuto mantenere l’attenzione sul gioco e, ogni volta che sono rientrato, cercare di fare qualche giocata. Questa era la mia mentalità”.
“Quando Draymond è tornato in campo, ha fatto grandi giocate” ha detto Kerr. “Ha chiuso con 2 punti, 4 palle rubate, 8 assist e 9 rimbalzi. Questa è una serie difficile per lui, a causa delle dimensioni e dell’atletismo di Boston, ma continua ad avere un grande impatto sulla partita. E sa che faremo di tutto per vincere”.
In altre parole, Green ha preso il suo disappunto e lo ha trasformato quando è rientrato in campo, tornando ad essere Draymond Green, proprio quando gli Warriors avevano più bisogno di lui. E se serviva metterlo in panchina per questo, ben venga, anche se è uno spettacolo più che raro.
“C’è tanta fiducia nel modo in cui facciamo le cose” ha detto Stephen Curry, che in Gara 4 ha segnato ben 43 punti e raccolto 10 rimbalzi. “E c’è tanta fiducia nelle decisioni che il coach prende, oltre che nelle responsabilità che ricadono su di noi in quanto giocatori. Loon è entrato in campo, ha dominato nel pitturato, ha preso rimbalzi importanti. Draymond è rientrato e ha portato un po’ di energia e vita in difesa. Si tratta solo di vincere. Ci siamo trovati tutti in una brutta situazione nella nostra carriera. Non è divertente. Non è una cosa che si accetta facilmente, ma si deve capire il quadro generale“.
Con la serie in parità (2-2), e gli Warriors che cercheranno di sfruttare il fattore campo in Gara 5, Kerr farà “tutto il necessario” per vincere.
Queste sono le Finals, e Golden State non vuole perderle.

