Home NCAA BasketballNCAA, Jim Larrañaga lascia: “Contratti NIL, soldi e giocatori, dove stiamo andando?”

NCAA, Jim Larrañaga lascia: “Contratti NIL, soldi e giocatori, dove stiamo andando?”

di Carmen Apadula

Jim Larrañaga è stanco. Jim Larrañaga è stanco, esausto e stufo.

L’allenatore ha ribadito spesso di amare ancora l’Università di Miami, di amare ancora il gioco della pallacanestro, di amare ancora il suo lavoro. Quello che non ama è ciò che è diventato il basket universitario. E per questo se ne va.

Coach Larrañaga si è dimesso nella giornata di ieri, con effetto immediato, e sarà sostituito da Bill Courtney per il resto della stagione.

La decisione di coach Larrañaga pone fine a 14 anni di carriera come allenatore degli Hurricanes e, all’incirca, a 41 anni di carriera in totale come allenatore universitario. In tutti questi anni, ha vinto 744 partite tra Miami, American International, George Mason e Bowling Green. In più, ha portato Miami alle Final Four nel 2023 e George Mason alle Final Four nel 2006.


Gli Hurricanes possiedono attualmente un record di 4-8 (5-19 nelle loro ultime 24 partite), un calo incredibile se consideriamo l’andamento della squadra nello scorso anno. Gli infortuni e il ricambio del roster hanno avuto un impatto evidente, ma secondo coach Larrañaga il reale problema è rappresentato appunto dalla mancanza di regole e trasparenza che si verifica con la NIL.

“La squadra è ottima” ha detto l’allenatore. “Non è un problema causato da loro. È il sistema, o meglio la mancanza di un sistema. Non sapevo come muovermi”.

Il contratto di coach Larrañaga sarebbe scaduto nel 2027, e nei giorni scorsi alcuni funzionari scolastici hanno cercato di convincerlo a ripensare alla sua decisione. Ma l’allenatore è rimasto fermo sulla sua posizione.

Il suo nome si unisce ad una lunga lista di importanti allenatori di basket collegiale (tra cui Tony Bennett e Jay Wright) che hanno lasciato il loro posto a causa dei cambiamenti del gioco.

Per Larrañaga, questi cambiamenti hanno iniziato a farsi notare quando 8 suoi giocatori, che si sono detti tutti felici a Miami, sono entrati nel portale dei trasferimenti dopo che gli Hurricanes hanno raggiunto le Final Four nel 2023.

“Sono esausto” ha detto il coach. “C’è una cosa che dobbiamo chiederci costantemente: ‘Hai intenzione di dare tutto quello che hai, il 100% di te stesso fisicamente, mentalmente, emotivamente e spiritualmente?’. Francamente, ho cercato di farlo per tutto il corso della mia vita e del mio tempo qui. Ma sono esausto. Ho provato in tutti i modi a portare avanti questo progetto. Quello che mi ha scioccato è che dopo aver raggiunto le Final Four, solo 18 mesi fa, ho incontrato i giocatori e 8 di loro hanno deciso di mettere il loro nome sul portale trasferimenti e di andarsene. Ho chiesto: ‘Non vi piace qui?’. Mi hanno risposto: ‘No, mi piace qui, è fantastico’. Ma l’opportunità di fare soldi da un’altra parte ha creato una situazione in cui bisogna iniziare a chiedersi, come allenatore, che cos’è tutto questo? La risposta è che è diventato uno sport professionistico a tutti gli effetti”.

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