E’ difficile adesso che tutto è completamente cambiato, ricordare ad un anno di distanza come i media e i tifosi accolsero David Blatt sulla panchina dei Cleveland Cavs. Doveva essere l’innovatore, il “genio” che avrebbe portato a Cleveland un gioco basato sulle spaziature perfette e il movimento di palla, un gioco molto euorpeo che in NBA avevano soltanto i San Antonio Spurs fino a quel momento.
Il progetto doveva dare i propri frutti tra qualche anno, con la crescita di talenti come Kyrie Irving e Tristan Thompson nel roster ma il destino volle qualcos’altro; LeBron James decide di tornare a casa e con lui firma anche Kevin Love: da un progetto basato su risultati nel medio-lungo periodo si parla subito di titolo.

Da un progetto a lungo termine al titolo NBA subito: i progetti di coach Blatt sono cambiati nel giro di pochi giorni dopo l’arrivo di LeBron James
Ma la strada per arrivare alle Finals è stata sicuramente in salita, piena di ovvi problemi nella prima parte di stagione e lo stesso coach Blatt, ha rilasciato un’interessante intervista riportata da CBSSports in questi giorni, parlando del suo approccio da esordiente in NBA: “Sono stato allenatore per 23 anni al più alto livello in Europa. Ho allenato nell’ambiente della nazionale, allenato squadre professionistiche, allenato squadre di Eurolega e ho pensato di conoscere il basket e di saper allenare, cosa che, effettivamente, ho fatto.” – dice David Blatt, che si apre a 360 gradi parlando del suo approccio forse troppo leggero e sicuro avuto nei confronti dell’NBA – “Ma mi sono reso conto che questo qui è un gioco molto, molto diverso con una nuova serie di problemi e tutta una serie di cose da affrontare dentro e fuori del gioco.”
Nonostante, come ci racconta lo stesso coach Blatt, l’approccio con la nuova avventura non sia stata facile e positiva, con le critiche iniziali e quelle che ancora oggi aleggiano attorno alla sua persona, non si può di certo dire che coach Blatt non abbia lasciato poi un segno evidente all’interno dell’ambiente-Cavs. Arrivare a disputare le Finals alla stagione da “rookie” non è mai un’impresa semplice, cosa che però al coach israeliano è riuscita.
Adesso, nonostante manchino ancora tre mesi all’inizio della nuova stagione, l’obiettivo dichiarato è quello di migliorarsi ulteriormente, ripetendo il risultato raggiunto la scorsa stagione e portando a compimento il vero obiettivo al quale i Cavs sono chiamati a rispondere: portare il primo titolo NBA in Ohio.
Per NbaPassion,
Mario Tomaino

