Dopo il successo di misura della Germania sull’Islanda, in scena alla O2 Arena di Berlino il big match della prima giornata di questi europei. Per il Girone B, lo stesso degli Azzurri di Pianigiani, di fronte Spagna e Serbia.
Scariolo decide di schierare Rodríguez, Llull e Fernandez dall’inizio a supporto dei lunghi Mirotic e Pau Gasol. Djordjevic parte con Teodosic, Markovic, Bjelica, Kalinic e Kuzmic.
Primo possesso Serbia. Gasol subito stoppa Kuzmic, ma è Nikola Kalinic a sbloccare i tabellini per i serbi, supportati da una folta presenza di pubblico amico. Fasi concitate in avvio e basse percentuali, con tanti falli da una parte e dall’altra. Dopo solo 5 minuti arrivano i primi punti spagnoli grazie a Rudy Fernandez, che converte un gioco da 3 punti. Sotto le plance è Pau Gasol a dettar legge. Primo break spagnolo con Rudy che colpisce in contropiede e da il +5 alla “Roja”. Reyes è subito un fattore con 4 punti dalla panca. A 56″ dalla prima sirena tecnico a Djordjevic per proteste, con Fernandez che fa 3/3 dalla lunetta e segna il primo vantaggio in doppia cifra del match (19-9). Lo show continua per lui con un assist sotto le gambe per Willy Hernangomez. Finale di quarto con Mirotic che ha la possibilità di colpire, ma la sua tripla non va a segno: 21-11. Spagna in controllo.
Reyes mostra tutta la sua classe nel pitturato in avvio di seconda frazione. Lo stesso capitano del Real è il primo giocatore a raggiungere la doppia cifra, mentre Mirotic, seppur si renda protagonista a rimbalzo, continua a sparacchiare senza successo dall’arco. Serbia poco cinica in fase offensiva nel fragore del pubblico amico. Pau Ribas colpisce da 3 punti, Nedovic risponde con due bombe aperte e carica tutta la Mercedes-Benz Arena. Serbia a -2 con ancora 45 secondi da giocare prima dell’intervallo. Ancora Nedovic con uno step-back dei suoi pareggia definitivamente i conti. Altro time-out per Scariolo con la sua Spagna che ha a disposizione l’ultimo possesso del primo tempo. Magia di Llull in sospensione che invita tutti a prendere un tè caldo. 36-34 Spagna dopo 20′.
Si sblocca Nikola Mirotic al rientro dagli spogliatoi. Primi 4 punti per lui, mentre dall’altra parte è Teodosic a mantenere i serbi a un possesso di distanza. Sprazzi di gran gioco di squadra per entrambe e, quando la Serbia inizia a stringere le maglie, gli iberici si affidano ai tiri in lunetta per tenere il comando della gara. Bjelica e Markovic danno 3 punti di vantaggio ai serbi, Bogdanovic raddoppia le distanze e manda in totale confusione gli spagnoli. Anche Zoran Erceg si iscrive al festival delle triple (49-58). Finale di quarto con Nemanja Nedovic che riceve dalla rimessa e appoggia facile per il massimo vantaggio del match: +12. Ribas in contropiede sigla gli ultimi punti prima della sirena. Tabellone che recita 62-52 in favore della truppa di Sasha Djordjevic. 10 minuti al termine di questa frizzante sfida.
“El Chacho” Rodríguez apre l’ultimo quarto con una netta infrazione di passi in entrata. Pau Gasol prova a caricarsi i suoi fino al -4 (64-60). Llull colpisce invano da 3, dato che Nemanja Bjelica ricambia nella metà campo opposta.
Pressione a tutto campo degli spagnoli: la Serbia fa 0/2 in lunetta con Kalinic, poi Gasol scrive -1. Partita vera con due minuti sul cronometro!
Si alzano i cori dei tifosi iberici, i quali credono nella rimonta. Intanto, girandola di tiri liberi con mani che non vogliono saper per niente di tremare. Bjelica da fuori e +4 Serbia. Nell’azione successiva recupero di Nedovic da cui scaturisce l’assist per Bogdan Bogdanovic pronto dai 6,75. La musica non cambia: +7 slavo in un amen. Dopo il time-out di Scariolo, ci prova Fernandez da lontanissimo, ma sbaglia. Nedovic allunga ulteriormente le distanze e fissa lo score finale sull’80-70.
Uno straripante Bjelica MVP del match con 24 punti, 10 rimbalzi e 4 assist. In doppia cifra per i serbi anche Nedovic (14, senza errori al tiro) e Teodosic (12). Alla Spagna non bastano i 16 di Gasol e i 13 di Reyes, in una serata deficitaria nel tiro da fuori, con solo 3/19 (16%).
Per NBA Passion,
Lorenzo Prodon (@ProdonLorenzo on Twitter)

