Vittoria dei Boston Celtics sui New Orleans Pelicans grazie ad Isaiah Thomas che si mostra in pieno controllo della gara e gestisce in lungo e in largo l’andamento del match: il suo match finisce con 22 punti, a cui vanno sommati i 21 di Olynyk, i 17 di Crowder e gli 11 di Sullinger (conditi però con 20 rimbalzi).
Per i New Orleans Pelicans, che stanno ritrovando piano piano tutti gli elementi del roster di ritorno dall’infermeria, non bastano i 16 punti (8 su 21 dal campo) e 3 stoppate di Anthony Davis, che deve far conto ben presto con problemi di falli sin dall’inizio del match. Ryan Anderson segna 18 punti, ma è praticamente l’unico (insieme a Jrue Holiday dalla panchina e autore di 14 punti) a provare a dare una mano a Davis: infatti sia Evans che Gordon terminano il match senza segnare e con un minutaggio piuttosto limitato. “Loro hanno giocato più duramente di noi” spiega coach Gentry “Sono stati più competitivi e hanno fatto circolare il pallone, a differenza nostra. Quando tu non lo fai contro una squadra come quella, loro ti spediscono a casa. Noi dobbiamo fare molto, molto meglio se vogliamo essere un team competitivo, sono scontento”.
Il dominio principale dei biancoverdi è venuto soprattutto dal backcourt, dove la coppia Thomas-Bradley ha dominato 33-0 il duo della Louisiana “Questo è essere veramente dominante” commenta Thomas “Non me ne ero reso conto. Penso che abbiamo giocato una buona partita”.
Dall’altro lato, Evans non riesce a mascherare la propria delusione per il risultato del match, spiegando di non essere riuscito a trovare la giusta bilancia tra il tipo di ball movement richiesto dal coach e le sue qualità individuali di ballhandler “Il coach mi ha detto di far girare la palla e così ero concentrato a vedere i miei compagni coinvolti nell’azione invece di guardare quello che la difesa mi stava facendo, attaccandomi. E’ stata una brutta partita intorno a questa cosa, non abbiamo messo la loro stessa energia”.

