Sono passati tre lunghissimi anni da quel 15 giugno 2014: i San Antonio Spurs battono 4-1 i Miami Heat e conquistano per la quinta volta nella loro storia le NBA Finals. Marco Belinelli, al suo primo anno nella città texana, diventa così il primo italiano a vincere l’anello in terra statunitense, chiudendo una grande stagione che tra le altre cose lo vede vincitore dell’Nba Three-Point Shootout, durante l’All Star Weekend di New Orleans.
Ieri notte la notizia del trasferimento agli Atlanta Hawks, la sua ottava squadra nel massimo campionato statunitense.
Ma ripercorriamo la carriera del cestista emiliano che ha conquistato il grande palcoscenico della NBA.
L’Italia: l’esordio in Serie A e il “tradimento” bolognese
Marco Belinelli cresce nelle giovanili della Virtus Bologna e esordisce in Serie A nella stagione 2002-2003, che diventerà la più burrascosa della recente storia virtussina. Il club bolognese verrà di fatto radiato ed escluso dalla Federazione Italiana Pallacanestro per un grave dissesto finanziario.
Belinelli prende così la strada del “tradimento” per eccellenza e passa ai cugini della Fortitudo Bologna dove contribuirà in maniera decisiva nella stagione 2003-2004 a raggiungere le finali del campionato italiano e di Eurolega. Ma il primo titolo della talentuosa guardia di San Giovanni in Persiceto arriverà solo nella stagione successiva, quando la Fortitudo si laurea campione d’Italia battendo in finale Milano. Al centro di un vortice di mercato che lo vede protagonista, firma un rinnovo di 4 anni con la squadra bolognese, dopo un tira e molla con la Virtus Roma che provò a prenderlo in tutti i modi.
Nel 2007 un’altra grandissima soddisfazione personale. Belinelli è il vincitore del “Premio Reverberi”, assegnato al miglior giocatore dell’anno in occasione degli Oscar del basket italiano.
Ma da lì a poco la sua carriera professionale prende una sterzata decisiva verso l’olimpo del basket mondiale.
Belinelli esulta in maglia Fortitudo

