A volte, i Draft NBA riservano una certa incertezza fino all’ultimo riguardo la prima scelta assoluta, come in occasione di quello 2022, altre, invece, l’uomo copertina è designato già con anni d’anticipo: è il caso di Victor Wembanyama.
Il francese, classe 2004, è alto 2.16 metri e ha già un controllo della palla e del corpo invidiabili. Tutti, chiaramente, lo identificano come indubbia prima chiamata al prossima Draft, ma anche come un talento generazionale. Ad oggi gioca in patria con i Metropolitans 92, ma a partire dalla notte delle scelte 2023 compierà il grande salto verso la NBA.
Un grande salto che già proietta la sua ombra sulla stagione 2022/23, con tutte le franchigie in ricostruzione pronte a fare carte false pur di assicurarsi la prima scelta alla prossima lottery. E quindi a perdere quante più partite di stagione regolare possibile.
Lui si è raccontato ad Associated Press: “Ho sempre cercato di fare qualcosa di differente dal resto. E non parlo solo di sport, ma di ogni campo nella vita. Cerco sempre di essere originale, unico, di fare qualcosa che non sia mai stato fatto prima. La mia vita è sempre stata così. Non so da dove mi arrivi tutto ciò. Penso di esserci nato.”
“Il mio obiettivo” ha continuato “è proprio di diventare come qualcosa che non si sia mai visto prima.“
Quando gli hanno chiesto circa la pressione che lo segue ovunque vada a soli 18 anni, ha risposto: “Penso di essere nato per questo. Già mi aspettavo tutto quello che mi è successo. Sto solo spuntando la lista di aspettative. Non sono sorpreso. Sto gestendo ciò che mi succede e credo che lo sto facendo bene.”
Intanto, ha viaggiato con la sua squadra fino agli Stati Uniti. Oltreoceano sfideranno questa notte la compagine della G-League Ignite in uno scontro tra prospetti per il prossimo Draft che si preannuncia già un evento unico. Come anticipa APnews, infatti, sono oltre 200 gli scout ad essersi accreditati per seguire da vicino il francese e il suo “rivale” più in vista: Scoot Henderson.
Sul quale ha affermato, senza mezzi termini: “È davvero un grande giocatore. Se non fossi mai nato, penso meriterebbe la prima chiamata.”
In quanto ad aspettative per il Draft, insomma, Wembanyama rimane con le idee molto chiare: “Alla fine, penso che al di là del numero della tua chiamata, sia molto importante avere la miglior carriera possibile. Ma come atleta e per la mia competitività, non posso accettare di non essere la numero uno.”


