Che LeBron James abbia sempre cercato di indirizzare la sua cassa di risonanza verso gli ambiti politici e sociali non è di certo una novità. Tantomeno che questo lo abbia spesso reso il protagonista di controversie e discussioni.
Nel giugno 2020, durante le proteste per l’omicidio di George Floyd, il tutto ottenne ancora più visibilità. E fu grazie, se così si può dire, alla rimessa in circolo di un’uscita infelice della giornalista conservatrice del canale FOX News, Laura Ingraham, risalente al 2018. Questa infatti aveva sottolineato come LeBron e i suoi colleghi vengano pagati fior di quattrini per giocare a basket, e non per essere opinionisti politici. Il tutto coronato dalla frase ormai celebre “Shut up and dribble“.
Ora, poco più di due anni dopo, l’ormai sempre più imprenditore LeBron James vuole sfruttare quelle parole a suo favore. La sua Uninterrupted, Inc. ha infatti richiesto allo United States Trademark and Patent Office, l’ufficio che ha per competenza di registrare marchi e brevetti per intenderci, di ottenere un marchio registrato proprio su “Shut up and dribble“.
Come riporta Bleacher Report, nella richiesta si parla di un utilizzo finalizzato a “beni virtuali scaricabili, ovvero programmi che includano scarpe, vestiti, cappellini, occhiali, borse, borsoni sportivi, zaini, attrezzatura sportiva, arte, giocattoli e accessori da usare online e in mondi virtuali.”
Il riferimento insomma ad ambienti come il Metaverse appare palese. La richiesta, inoltre, prosegue la testata d’oltreoceano, fa anche riferimento a videogiochi, post social e altri potenziali utilizzi nel mondo dell’intrattenimento. Insomma, LeBron James è pronto a monetizzare ancora.
