I giocatori di cui non si parla mai, gli Unspoken Men, quelli che fanno la differenza ma senza essere sotto i riflettori e le luci della ribalta.
The Unspoken Men: Jarvis Hayes
9 Agosto 1981, siamo ad Atlanta, in Georgia, in un ospedale della città vengono alla luce due gemelli, il primo a vedere la luce verrà battezzato col nome di Jonas ed oggi lavora come assistente coach alla University of Georgia, l’altro, quello che interessa a noi, esce dal ventre materno dopo soli 5 minuti, il suo nome è Jarvis e qualche anno più tardi prenderà parte ad uno dei Draft NBA più talentuosi di sempre.
Jarvis dimostra subito di essere un ragazzo fuori dal comune e dopo una stagione spettacolare alla Douglass High School, passa alla Western Carolina dove diventa il primo freshman in 40 stagioni a guidare la Southern Conference per punti segnati.
Dal 2001 al 2003 gioca con i Georgia Bulldogs, durante quegli anni viene inserito nel quintetto del First Team All-SEC, premio che prima di lui aveva ricevuto solamente Dominique Wilkins, nella stagione 2001-02 guida la squadra con 28.5 punti di media a partita.
Dopo la carriera collegiale decide di partecipare al Draft NBA nell’estate del 2003, non è un draft come gli altri, i
college quell’anno sfornarono talenti mostruosi quali LeBron James, Carmelo Anthony e Dwyane Wade, Chris Bosh, Chris Kaman, Kirk Hinrich e TJ Ford, per non parlare di David West, Kendrick Perkins e Boris Diaw, beh in tutta questa bolgia infernale di futuri campioni, il nostro Jarvis riesce a farsi scegliere come 10^ scelta al primo turno dai
Washington Wizards, che lo vedevano come la giusta spalla di Jerry Stackhouse.
Nel suo anno da rookie parte titolare in ben 42 gare sulle 70 giocate, viaggiando a 9.6 punti di media, con quasi 4 rimbalzi e 1.5 assist, numeri che gli valgono la convocazione al Rookie Challenge di quell’anno che si svolse a Los Angeles.
Resta ai Wizards fino al 2007, segnando una media stagionale di 9 punti, 3.5 rimbalzi e 1.5 assist, da segnalare con la maglia di Washington le 4 partite giocate durante i Playoffs del 2007 durante le quali mise a referto 10.8 punti, 3.5
rimbalzi e 1 assist di media.
Ecco alcune azioni della sua carriera NBA:
Dopo le discrete annate nella capitale, il 15 Agosto del 2007 viene messo sotto contratto dai Pistons al minimo salari
ale per un veterano e diventa subito una pedina fondamentale nelle rotazioni della squadra.
In quella stagione, partendo dalla panchina come cambio per Tayshaun Prince, fa registrare 6.7 punti a partita con 2.2 rimbalzi e 0.8 assist.
Al termine della stagione viene ceduto ai New Jersey Nets, nei quali a causa di esigenze del roster impara a
giocare anche come ala grande nonostante i suoi 2.03 m e il suo dinamismo da ala piccola classica, resta due anni nel New Jersey segnando in media 8.1 punti e 3 rimbalzi.
Al termine della stagione 2009-10 non riceve offerte da parte di nessuna franchigia NBA e si vede costretto a cercare successo altrove, viaggia arrivando fino in Europa per vestire la maglia della squadra turca dell’ Aliaga Petkim, l’anno dopo si sposta nel campionato russo e successivamente in quello israeliano.
Il 16 Settembre 2013 arriva ad un accordo con il c
lub italiano del Sidigas Avellino con il quale resta per un anno.
Nello stesso anno ottiene la doppia cittadinanza, americana e qatariota, partecipa con la Nazionale del Qatar al FIBA Asia Championship guidando la squadra con 20 punti di media.
Prima dell’inizio della stagione 2014-15 riceve un’offerta dalla squadra Asesoft Ploiesti, la quale partecipa al campionato rumeno di basket.
Probabilmente vi starete chiedendo come me, come abbia fatto un giocatore scelto come 10^ futura e
probabile stella NBA a finire a giocare in Romania, queste sono domande alle quali nemmeno il genio di Javale McGee sarebbe
in grado di dare una risposta, sta di fatto che Hayes era un giocatore discreto che avrebbe potuto dire la sua in NBA come parte di un supporting cast di livello, purtroppo però non sempre aspettative e realtà coincidono.
Curiosità: è l’unico giocatore NBA ad aver mai avuto la cittadinanza Qatariota
per NBAPassion,
@LucaNikoNicolao

una qualsiasi cittadina italiana, una di queste squadre porta scritto sulla divisa Homenetmen Beirut e quel ragazzo poco più alto di 1.90m tutto un fascio di muscoli attira la mia attenzione, leggo bene il nome sulla maglia e vedo scritto McCants…quel cognome mi rimbalza subito alla mente ma mi dico – sicuramente sarà qualcuno con lo stesso cognome – e invece è proprio lui, Rashad McCants di North Carolina che giocava in NBA con la maglia dei T’Wolves.



ortare lui e la sua numerosa famiglia lontana dal ghetto texano in cui vivono.

nel roster per la Summer League ma dopo appena una ventina di giorni lo spediscono a Houston in una trade a tre.

ginocchio lo vede costretto ad operarsi e a saltare praticamente tutta la stagione 2007-08, ne risente tutto il suo fisico già di base non molto atletico e tendente ad ingrassare, arriva a pesare 150 kg ed essendo alto 2.06m inizia ad assomigliare più ad un cucciolo di Shaq che non a un giocatore NBA.





o si dirige a Syracuse (dove lo raggiungerà nel 2002 un certo Carmelo Anthony) il primo anno agli
medio e viene selezionato come partecipante allo Slam Dunk Contest di quell’anno insieme a Iguodala, Nate Robinson e Josh Smith, piazzandosi al terzo posto.
ll’annata 2013 da free-agent fino a quando non decide di incamminarsi anche lui come altre ex-stelle
ue doti di gran realizzatore fin dai tempi dell’ High School, più precisamente nella Jones H.S. (Houston) nella quale, durante il suo anno da senior, fà registrare ben 25.5 punti di media a partita con 9 assist.




le sue prestazioni sono veramente al limite del guardabile, registra appena 3.5 punti, 1.7 rimbalzi e 0.5 assist, a fine stagione Memphis decide di non rinnovargli il contratto.
Wizards, con i quali riesce a far risalire le sue cifre




