Talento arrivato in NBA dai Tar Heels nel Draft del 2009, venne scelto al secondo turno dai Cleveland Cavs, nel suo difficile
anno da rookie gioca appena 20 partite, partendo sempre dalla panchina, le sue cifre parlano di appena 2 punti di media,
0.9 rimbalzi e 0.3 assist.
La dirigenza dei Cavaliers pensa bene di non rifirmarlo prima dell’inizio della stagione seguente e da quel momento fino
all’inizio della stagione 2011-2012 continua perennemente sotto la “giurisdizione” di casa Spurs a fare avanti e indietro dalla D-League, Coach Popovich vede del talento nel ragazzo e vuole farlo esplodere.
Nella stagione 2012-13 ovvero quella che andremo ad analizzare insieme, Danny viene firmato dagli Spurs con un triennale
da appena 12 milioni di dollari, quella stagione giocherà tutte le 80 partite di regular-season più le 21 dei Playoffs sempre
da titolare, in stagione Green viaggia a 10.5 punti a partita, 3.1 rimbalzi, 1.8 assist e 1.2 palle rubate, tirando con il 43% oltre
l’arco dei 3 punti, fa registrare inoltre il suo career-high nella vittoria contro i Timberwolves con 28 punti segnando 8 tiri da dietro la linea dei 7.25m.
Gli Spurs come sempre guidati dall’ormai consolidato trio di star, strappa un biglietto di sola andata per i Playoffs con su
scritto primo posto ad Ovest, record di 58 vittorie e 24 sconfitte, ad Est i favoriti sono i Miami Heat di James, reduci dalla
vittoria del campionato l’anno precedente e pronti a bissare la prestazione.
La franchigia della Florida spazza via facilmente i Bucks al primo turno (4-0) e i Bulls al secondo (4-1), ci vogliono i Pacers
nelle finali di conference per farli tremare un pò, la serie si protrae fino a Gara 7, LeBron e Wade prendono in mano la
partita mettendo a segno rispettivamente 32 e 21 punti, Paul George gioca una pessima partita realizzando appena 7 punti
in 34 minuti di impiego.
San Antonio nel frattempo dopo aver battuto abbondantemente i Lakers al primo turno (4-0) e i Warriors (4-2), si ritrova alle
finali di conference contro i Memphis Grizzlies che a sorpresa, dopo essere stati un pò sottovalutati da tutta l’NBA, erano
riusciti a battere prima i Clippers e poi i Thunder, contro gli Spurs però i Grizzlies devono arrendersi presto, la vittoria dei
texani è rapida e indiscussa, in appena 4 partite San Antonio vince la serie e approda così alle Finals.
Miami Heat da una parte e Spurs dall’altra, il magico trio della Florida pronto a riconfermarsi campione e i veterani che
invece vorrebbero sorprendere tutti.
La serie parte subito bene per la squadra di Green che si porta sull’1-0 grazie ai 20 punti di Duncan e ai 21 di Parker che
neutralizzano gli Heat, in Gara 2 però la musica è totalmente diversa e James sale in cattedra segnando 17 punti e
coinvolgendo metà della squadra (Bosh, Wade, Chalmers e Ray Allen tutti in doppia cifra), Gara 3 vede uscire vincitori
nuovamente gli Spurs per 113 a 77 che si portano quindi in vantaggio nella serie per 2-1, in Gara 4 gli Heat pareggiano
nuovamente vincendo per 109 a 93, in Gara 5 non bastano i 25 punti di James e i 25 di Wade a regalare la vittoria a Miami,
il quintetto titolare degli Spurs va tutto in doppia cifra, Danny Green realizza ben 24 punti come anche Ginobili e Parker ne
aggiunge 26.
Ormai il più sembra fatto, gli Spurs conducono la serie per 3-2 e le speranze degli Heat sembrano in via di estinzione,
eppure succede proprio quello che nessuno si aspettava, Gara 6 si manifesta come la gara decisiva di tutta la serie, siamo
nel 4° periodo di gioco e il tabellone recita +3 per gli Spurs a meno di 20 secondi dalla fine, LeBron si prende il tiro del
pareggio con circa 10 secondi ancora di gioco, sbaglia, Bosh strappa il rimbalzo e scarica immediatamente per Ray Allen che fino
a quel momento aveva fatto 0 su 2 da oltre l’arco dei 3 punti, Allen riceve in step-back con Tony Parker che gli salta quasi
letteralmente addosso, tutti restano col fiato sospeso per un istante…BOOM, canestro del pareggio e si va all’over-time!
Qui il video dell’azione:
Nel tempo supplementare le giovani gambe dei Miami Heat si fanno sentire e il risultato finale è di 103 a 100 per la squadra
di Spoelstra, serie sul 3-3, si va a Gara 7, la gara per eccellenza, quella in cui nessuno può sbagliare e dove ogni errore ti
può costare il Titolo di Campione.
San Antonio gioca una buona partita, Duncan e Leonard provano a trascinare la squadra con 24 e 19 punti ma LeBron è di
un altro pianeta, scrive a referto 37 punti con 12 rimbalzi e 4 assist, a metterci il carico arriva dalla panchina anche Shane
Battier che ne mette 18 totali sparando 6 triple nel canestro avversario, il risultato finale dice 95 a 88 per gli Heat, che si
riconfermano Campioni, secondo titolo per LeBron e Bosh, terzo per Wade.
Green in tutto ciò gioca dei buoni Playoffs alzando di qualche punto le sue statistiche rispetto alla regular-season, i punti diventano 11.1, i rimbalzi 4.1, gli assist 1.5 e le palle rubate 1, per essere uno dei meno pagati in squadra e uno che era stato scelto al secondo turno nel suo Draft la crescita è stata esponenziale, negli anni Green ha imparato ad essere
un’ottima spalla di Parker e Duncan, ha trovato il suo spazio all’interno del sistema Spurs e ha contribuito spesso alle
vittorie, un giocatore umile che con costanza e perseveranza ha migliorato il suo gioco guadagnandosi il posto da titolare
all’interno di una delle squadre più forti della Lega.
Ecco un bellissimo video di quella Gara 7:
per NBAPassion,
@LucaNikoNicolao

