Arrivato nell’estate del 2012 alla corte di Coach Popovich, Boris Diaw il suo nome nell’NBA se l’era già fatto.
Giocatore che col passare degli anni ha messo sicuramente su qualche chiletto, ma che al tempo stesso ha mantenuto se
non ampliato il suo repertorio cestistico, fatto di passaggi precisi, visione di gioco e buona difesa.
Nel corso della stagione 2013-2014, gli Spurs come al solito guidati dal trio di veterani Duncan-Parker-Ginobili, portano a casa il primo posto ad Ovest con un record stupefacente di 62 vittorie contro le 20 sconfitte, una squadra che molti definivano all’inizio della stagione “vecchia”, sicuramente non in grado di sorprendere le grandi contender come Blazers, Warriors o Thunder.
Diaw per tutta la regular-season si dimostra un’ottima pedina per la squadra texana, partendo quasi sempre dalla panchina, viaggia per tutta la stagione a 9.1 punti di media, con 4.1 rimbalzi e quasi 3 assist a serata (numero molto alto per un ala grande).
Dicevamo appunto che gli Spurs si prendono il primo posto nella Western Conference e si trovano al primo turno dei
Playoffs a dover affrontare i Dallas Mavericks, ne nasce una buona serie, si arriva fino a Gara 7 nella quale Tony Parker decide di fare la voce grossa mettendo a referto 32 punti e portando alla vittoria gli
Spurs,dalla parte opposta della Nazione i soliti Miami Heat si apprestavano ad asfaltare le altre franchigie, batterono facilmente Bobcats, Nets e Indiana Pacers.
San Antonio arriva alle finali di conference contro i favoriti Thunder, del neo eletto MVP della regular-season Kevin Durant, la stampa e gli esperti preannunciano una vittoria di Oklahoma, squadra piena di giovani talenti che sicuramente faranno correre i vecchietti nero-argento.
La serie però va in modo molto diverso, gli Spurs tengono a bada Durant e i suoi, la serie termina con una bellissima Gara 6, vinta da San Antonio per 112 a 107, nella quale Diaw si rivela il migliore dei suoi con 26 punti (8 su 14 dal campo) con 3 triple messe a segno, 3 rimbalzi e 2 assist, non bastano i 31 punti di Durant e i 34 di Westbrook per garantire la vittoria ai Thunder.
Arriviamo dunque allo scenario più atteso, la vendetta perfetta sta per essere servita, gli Spurs reduci dall’eliminazione
proprio nelle finali dell’anno precedente si sentono quasi obbligati a prendersi la rivincita, tutti si aspettano una serie
entusiasmante, che se non come l’anno precedente arriverà quasi sicuramente almeno a Gara 6…
La storia va diversamente però, i campioni in carica soccombono letteralmente al gioco di squadra di San Antonio, l’unica
partita vinta dagli Heat è Gara 2 ma il risultato finale mostra tutta la fatica fatta (98 a 96), gli Spurs si impongono duramente
e chiudono la serie in 5 partite, la finalissima Gara 5, vede il solito trio texano andare in doppia cifra, si aggiungono inoltre i

17 punti di Patty Mills e i 22 di Kawhi Leonard, l’unico a tener testa alla squadra di Popovich è LeBron che chiuderà con 31 punti, la partita termina sul 104-87, gli Spurs portano a casa il Titolo di Campioni 2014 e la grandissima soddisfazione di essersi presi la rivincita contro Miami.
Boris porta così a casa il suo primo e attualmente unico anello, giocando dei Playoffs discreti, con 9.2 punti, 5 rimbalzi e 3.4
assist di media, si unisce al suo amico francese Parker nel club dei Campioni e Coach Pop è sicuramente fiero di lui.
Con questa puntata si chiude l’appuntamento con la rubrica The Unspoken Men “P.O. Edition”, spero di avervi allietato ed emozionato rivivendo alcuni momenti storici di questi ultimi anni.
A seguire gli highlights di Gara 5:
Curiosità: il padre Issa Diaw fu un campione di “salto in alto” senegalese, Boris prese parte al matrimonio del suo intimo
amico Tony Parker con l’attrice Eva Longoria, nel 2005 ha fondato un’associazione no-profit (Babac’Ards) per organizzare
attività sportive per i giovani del Senegal e per aiutarli nella formazione scolastica
per NBAPassion,
@LucaNikoNicolao


