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Lakers-Nuggets: le chiavi delle prime due gare e i possibili accorgimenti di Malone

di Enrico Paterniti

La finale di Western Conference 2020/21 prometteva bene sin dalle prime preview. Sul parquet sarebbero infatti saliti protagonisti inediti dalle storie parallele. Queste prime due gare di Lakers-Nuggets hanno confermato il livello di intensità che fan, media ed addetti ai lavori si aspettavano. I losangelini, con la vittoria della scorsa notte sul fil di sirena, sono adesso avanti 2-0, ma occorre stare attenti ad una Denver che dei rovesciamenti di serie fa il proprio cavallo di battaglia. Scenari, vicende e chiavi di gara-1 e gara-2, analizzate qui di seguito, si sono sviluppate in maniera antitetica, lasciando dunque presagire che la serie è ancora in bilico.

Anthony Davis in Lakers-Nuggets

Gara-1: Denver confusa ed imprecisa, LA sulle ali dell’entusiasmo

Gara-1, escluso un primo quarto da botta e risposta e dal punteggio elevato (38-36 Nuggets), ha visto gli uomini di Vogel padroneggiare su dei Nuggets svogliati e poco attenti in difesa. La squadra di Malone si era infatti portata in vantaggio dopo i primi 12 minuti grazie agli isolamenti del duo Murray-Jokic ed ai tagli senza palla di Craig e Morris. Il resto della partita ha avuto tuttavia una storia a sé. Denver ha perso 7 palloni nel solo 2° quarto e i Lakers hanno capitalizzato in contropiede trascinati da un Lebron James da 15 punti, 12 assist e 6 rimbalzi.

Green ruba il pallone a Jokic, Caruso guida il contropiede che si chiude con una schiacciata bimane di Lebron James

Nel terzo quarto, Lebron si è trasformato da scorer ad assistman ed insieme a Rondo ha smistato palloni al bacio per Davis (16 punti) e Howard (8 punti) lasciati spesso indisturbati all’interno del pitturato. Denver ha continuato ad essere imprecisa dal campo (7/19) e a perdere palloni sanguinosi. Il quarto ed ultimo quarto è stato dunque pura formalità. Tra il 2° e il 3° periodo di gioco infatti i Lakers avevano già rifilato un parziale di 67-41 che aveva gettato al vento ogni speranza di Denver.

Il risultato finale è stato 126-114, con una prestazione da MVP di Anthony Davis da 37 punti, 10 rimbalzi e 4 assist e una di squadra ben rodata dei Los Angeles Lakers. Sono stati Rondo (9 assist) e James (12 assist) i motori e le menti di questa squadra che ha servito un totale di 33 assist, 11 in più rispetto ai Nuggets.

Anche Dwight Howard ha soggiogato la difesa dei Nuggets all’interno del pitturato (13 punti, 3 rimbalzi, 3 recuperi e 2 stoppate). Plumlee, Jokic, Millsap e Grant hanno faticato nel seguire i tagli senza palla delle torri dei Lakers e sono tornati spesso in ritardo dai contropiedi. Murray e Jokic hanno scritto a tabellino 21 punti a testa e Michael Porter-Jr una doppia doppia da 14 punti e 10 rimbalzi, ma è il supporting cast dei Nuggets che ha stentato ad entrare in ritmo in attacco. Nessun altro giocatore dei Nuggets ha toccato infatti la doppia cifra in questa gara-1.

Malone ha appreso molto da quest gara-1. Servono degli accorgimenti difensivi per frenare Lebron James e contemporaneamente non lasciare troppo spazio ai tiratori e ai tagliatori nel pitturato. Trovare una maggiore fluidità in attacco, coinvolgendo l’intero supporting cast ed evitando di perdere troppi palloni sono invece gli obiettivi offensivi per gara-2 di Denver.

Gara-2: Jokic batte un colpo per i Nuggets, Davis la decide allo scadere

Gara-2 di Lakers-Nuggets, come già preannunciato, ha un volto opposto rispetto a quello di gara 1. I Lakers partono a marce alte, con un Lebron che in cabina di regia decide di prendersi maggiori conclusioni rispetto a gara-1. Green, Caldwell-Pope, Caruso e Kuzma si muovono spesso senza palla facendosi trovare pronti sugli scarichi di Rondo e James. Dall’altra parte è il solito Jokic a tenere a galla i suoi, segnando negli più svariati modi dal post basso (14 punti alla fine del primo periodo).

Alex Caruso la schiaccia così in uno dei tanti contropiedi di Lakers-Nuggets

Gli ultimi di quarti Lakers e Nuggets hanno raggiunto il picco sotto il profilo dello spettacolo. Jokic e Davis si sono sfidati spesso in post ed entrambi hanno vita difficile nel riuscire a contenersi. Denver riusciva più volte a raggiungere e superare i Lakers nel punteggio, anche a causa di una strategia difensiva singolare adottata dalla difesa dei losangelini su Nikola Jokic. Una delle guardie dei Lakers, infatti, (Green, Caruso o Caldwell-Pope) si trovava spesso a dover contenere il centro serbo in situazione di isolamento. Una volta che quest’ultimo decideva di attaccare il ferro, ecco che arrivava un raddoppio proveniente dal lato debole. Jokic ha dunque sfruttato queste situazioni per mettere in mostra la sua intelligenza cestistica. 

Sfruttando il miss-match difensivo si è infatti reso protagonista con tiri sopra il proprio difensore e passaggi repentini per un tiratore libero. Ciò ha permesso a Denver di trovare una reale fluidità in attacco con Porter Jr. e Murray pronti sugli scarichi (25 e 15 punti rispettivamente) di un Jokic in piena estasi cestistica (30 punti, 9 assist e 6 rimbalzi).

Ad ogni delizia, tuttavia, una corrispondente croce. Il serbo ha infatti concesso ad Anthony Davis di operare a proprio piacimento nella metà campo offensiva. AD ha deciso la gara nell’ultimo quarto mettendo a segno gli ultimi 10 punti per i suoi e segnando il buzzer beater della vittoria. Lo stato di inerzia cestistica dell’ala ex Pelicans (21 punti, 9 rimbalzi 2 stoppate la scorsa notte) ha fatto da padrone nel match che i Lakers si stavano lasciando scappare, dopo le mortali palle perse nel terzo e quarto periodo di gioco (10 in totale).

Lakers-Nuggets

Anthony Davis contro Nikola Jokic: due protagonisti di Lakers-Nuggets

La difesa di Malone è stata maggiormente presente in questa gara-2 ed è riuscita a contenere il motore dei losangelini, Lebron James, soprattutto nel quarto quarto, dove il King ha registrato un dannoso 1/6 dal campo accompagnato da 2 palle perse. E’ l’episodio dell’ultima rimessa che punisce i Nuggets dove un errore a livello comunicativo tra Grant e Plumlee concede il tiro della vittoria ad Anthony Davis.

Se queste piccole imperfezioni verranno pian piano appianate da Denver che ha già dimostrato segnali di miglioramento rispetto a gara-1, la serie Lakers-Nuggets avrà ancora vita lunga. Coach Malone ha infatti sviluppato una dote particolare nell’apportare degli aggiustamenti funzionali al proprio team durante le scorse serie. Sarà in grado di riuscirci un’altra volta? D’altronde questi Nuggets non hanno nulla da perdere

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