2. Bennedict Mathurin (Indiana Pacers)
Forse è sbagliato parlare di steal per la scelta numero 6 del draft e probabilmente più avanti uscirà qualche altra matricola di tardo primo giro/inizio secondo che stupirà. Però, ad ora, quello che sta facendo Bennedict Mathurin in pochissimi se lo aspettavano. Con Holmgren out for the season, tutti si aspettavano una lotta al premio di ROTY tra Banchero e Smith (prima e terza pick dell’ultimo draft). Ma se il primo ha risposto presente, il secondo no, e allora è scattata la sorpresa. Partendo tutte le gare dalla panchina, il prodotto di Arizona si è ritagliato il suo spazio nelle rotazioni di coach Rick Carlisle come sesto uomo, a suo di canestri e prestazioni di altissimo livello.
Fin dalla gara inaugurale, contro gli Washington Wizards, il giovane canadese si è fatto sentire con una prestazione da 18 punti, 7 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 3 su 7 da 3 e 7 su 15 dal campo in 28 minuti. Da allora un escalation di prestazioni con ben 2 gara sopra i 30 punti e 6 sopra i 20. Con l’unica macchia della brutta prestazione contro New Orleans. In 13 gare si è dimostrato senza dubbio il rookie più capace di spaccare le partite. Rivelandosi l’uomo in più della sua squadra, che sa rendendo decisamente meglio del prevista, grazie soprattutto alle sue prestazioni.
Per Mathurin ci sono 19.9 punti (2° tra i rookie), 3.8 rimbalzi (8° tra i rookie) e 2.1 assist (6° tra i rookie). l tutto tirando con il 45% da 3 (2° tra i rookie e 14° nella lega con almeno 30 tentativi), 46% dal campo e l’83% ai liberi (2° tra i rookie con almeno 30 tentativi). Questi numeri li mette giocando solo 27.6 minuti a notte, molto meno rispetto ad altri rookie che hanno media simili e peggiori.
Ben si sta dimostrando un ottimo leader della second unite dei Pacers. Però, per minutaggio e importanza, è un titolare mascherato. Fino ad ora è il 4° giocatore dei Pacers per minuti giocati media (27.38 minuti a notte), ma soprattutto il 2° per produzione di punti (19.9 di media) dietro al solo Haliburton. Sicuramente quel 45% da 3, con 2.7 canestri realizzati a match, pesa, in questo fondamentale è il migliore dei suoi. Però il motivo principali dell’eccellente avvio di stagione per il classe 2002 dei Pacers è la sua incredibile efficienza quando tira in floater. Mathurin sta tirando con il 70.6% (12 su 17) quando esegue questo tipo di conclusioni. Il tocco educato è molto evidente, non è solo un scorer fisico, ma anche molto tecnico.
L’ex Wildcats, essendo una matricola, ha anche dei difetti evidenti. In fase difensiva, ad esempio, è ancora molto acerbo. Nonostante abbia un buon fisico e una buona mobilità laterale, l’ala della franchigia dell’Indiana è un pessimo difensore di sistema e offball con istinti quasi inesistenti. Però si può lavorare su questa parte del campo, cerando di sfruttare soprattutto le qualità fisico/atletiche del ragazzo. Altro dato da migliorare sono le palle perse: 2.3 a notte. Peggio fanno solo Banchero e Ivey tra i rookie, ma che gestiscono un numero decisamente superiore di possessi gestisti. Ben, infatti, a differenza degli altri due, sa giocare molto bene anche lontano dalla palla e punendo sugli scarichi o correndo intorno ai blocchi.


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