4. Keegan Murray (Sacramento Kings)
Se due indizi fanno una prova, tre confermano l’ipotesi. Dopo l’ottima scelta di Haliburton e la buona di Davion Mitchell è arrivata quella di Keegan Murray, che per ora si sta rivelando ben fatta. Dopo anni di scelte sbagliate e granchi presi, finalmente i talent scout in casa Sacramento ci hanno visto lungo. Sperando che il front office non gli faccia alla scelta n.4 di quest’anno la stessa fine del prodotto di Iowa State, Murray potrebbe essere un tassello importante del futuro della franchigia. Se Keegan diventerà un All-Star o un giocatore importante della rotazione, solo il tempo lo dirà. La cosa sicura è che il ragazzo ha talento e si è già ben inserito nel sistema Kings.
L’ottimo inizio dell’ex Hawkeyes è confermato anche dai numeri: 30.7 minuti (3° tra i rookie), 12.1 punti (4° tra i rookie), 3.5 rimbalzi, 1.1 assist, 0.7 stoppate (5° tra i rookie) e 0.9 rubate (3° tra i rookie). Il tutto tirando con il 44.7% dal campo (il migliore rookie tra quelli che prendono almeno 8 tiri da gara), 35.9% da 78.6% ai liberi. A tutto ciò aggiunge un insieme di tante cose utili che il ragazzo fa nel corso della partita che non vanno a referto nelle statistiche, ma che hanno un enorme impatto sulla partita.
L’ala di Sacramento, infatti, si sta rivelando un giocato prezioso per il nuovo sistema che coach Mike Brown vuole costruire intorno alla due stelle Fox e Sabonis. Come detto in apertura quella dei Kings è stata una chiama intelligente in quanto va nella stessa direzione deli due arrivi di Malik Monk e Kevin Huerter. I tre, infatti, sono giocatori molto simili. Ottimi tiratori e con alto carico di tentativi da 3 a notte (Huerter è attualmente il 6° nella lega, tirando con più del 50%), giocatori che aprono il campo, giocano benissimo offball, così da non togliere la palla in mano alle due star. Anche in fase difensiva è importante il loro apporto. Così facendo si è data la possibilità a Fox di giocare con più spazio e correre di più in transizione. Lasciando, invece, la palla al lituano quando quando la difesa è schierata.
Sarebbe sbagliato rinchiudere Murray nella definizione di 3&D, il ragazzo ha il potenziale per diventare un qualcosa di più. Però, per ad ora, si sta ritagliando questo ruolo e sta dimostrando di poterlo fare molto bene. Anzi, può migliorare ancora tanto al tiro da oltre l’arco. Perché se in fase difensiva si sta già muovendo molto bene, in fase offensiva i movimenti ci sono, ma il tiro da 3 è migliorabile. Al college ha dimostrato di essere un cecchino e le 6 triple prese a notte in queste prime gare in NBA dimostrano di poter prendere grandi quantità. Se riuscirà a stabilizzarsi con un percentuale migliore, sarà un arma temibilissima già dal primo anno. Nel frattempo Sacramento se lo coccola e si prendere un quinto posto che erano anni che non si vedeva nella capitale della California.


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