5. Shaedon Sharpe (Portland Trail Blazers)
Se Mathurin è la più grande sorpresa di questo primo mese tra i rookie, Shaedon Sharpe non è da meno. Il ragazzo lo scorso anno non ha mai disputato una partita ufficiale e avendo saltato la Summer League l’ultima gara risaliva ai tempi della high school. L’ex Kentucky, anche se con quel college non ha mai giocato, è entrato al draft come oggetto del mistero. Giocatore dalla qualità atletiche folli, ma che nessuno sapeva come si potessero applicare al basket. Per ora, il campione di gare è piccolo, ma Portland sembra aver capito bene come sfruttare al meglio quel fisico su un campo da pallacanestro.
Sharpe è il primo dei rookie che non arriva in doppia cifra nei punti (9.2). Però questo dato è da rapportare ai 21.4 minuti giocati a notte, molto meno rispetto ai colleghi sopra citati. Il ragazzo, infatti, sta venendo utilizzato in maniera mirata e con minuti ben pesati. Ciò lo sta aiutando molto sia per avere un approccio più morbido alla NBA, fondamentale per un giocatore molto giovane e che non ha le basi che una stagione al college ti può dare. Il resto delle statistiche anche non è esaltante, 2.6 rimbalzi e 0.5 assist. Però al tiro si sta dimostrando molto solido, prendendosi i suoi tiri (senza strafare). Le percentuali, in queste prime 16 gare, dicono 50% dal campo (5° tra i rookie) con 7.4 tiri tentati a notte, 42.9% da 3 (leader tra i rookie) con 2.6 tentativi a match e 73.3% ai liberi.
Come detto da un punto di vista fisico/atletico si sapeva che il ragazzo avesse un grande talento, ma forse capace di quello che ha fatto vedere fino ad ora in pochi se lo aspettavano. Atleticamente è strabordante spiccando in una lega di gente fisicamente fuori dal comune, lui si è già messo in evidenza con schiacciate e giocate fuori senza senso. Sembra che abbia i razzi ai piedi. Tanto che i compagni quando sono in difficoltà le buttano in alto verso il tabellone e sanno che lui ci arriverà. Come detto, però senza mai esagerare. Proprio come vuole il front office di Portland che sembra aver imparato bene come gestire questi ragazzi che entrano in NBA così giovani.
Sharpe, infatti, non è l’unico giocatore del roster a non esser passato per la NCAA. Prima di lui anche Anfernee Simons è stato scelto dai Blazers direttamente dalla high school (via IMG Academy). Il quale con un processo lungo e paziente è diventato un giocatore che vale un contratto da 100 milioni di dollari in 4 anni e il compagno ideale da schierare affianco a Damian Lillard. Staremo a vedere se Sharpe rischierà a seguire la sua strada e magari fare ancora meglio.


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