3. Jaden Ivey (Detroit Pistons)
Il prodotto di Purdue è stato senza dubbio uno dei protagonisti della scorsa stagione di college basket. In NCAA, infatti, aveva mostrato sprazzi di onnipotenza cestistica che gli sono valsi la scelta numero 5 dell’ultimo draft. Per molti il ragazzo dell’Indiana era la migliore guardia del draft e come tale si sta dimostrando. Banchero ha numeri superiori e Mathurin sta sorprendendo più del dovuto. Però Ivey sta giocando ad un livello assurdo per un rookie, in un ruolo di non facile interpretazione, soprattutto per una matricola.
Jaden, infatti, ancora più di Cunningham sta giocando da point guard per i Detroit Pistons. I due, nonostante occupino lo stesso ruolo, hanno dimostrato di poter stare molto bene in campo insieme. Cade guardia molto più riflessiva, ordinata e attacca bene a difesa schierata, ma sa rendersi pericoloso anche offball. L’ex Boilmakers, invece, giocatore più esplosivo, istintivo, ma non confusionario e che ama attaccare in transizione, andando al doppio di tutti (compagni e avversari). Sembra esser già entrato molto bene nei meccanismo offensivi di coach Dwane Casey, ma a sorpresa anche in difesa non sta sfigurando.
A confermare l’ottima visione di gioco e una mano ben educata ci sono i 4.1 assist per partita realizzati, il massimo tra i rookie. Anche nel traffico ha dimostrato di sapere gestire molto bene la sua velocità e il suo corpo riuscendo spesso a trovare assist in salto o scaricando dopo aver provato una penetrazione in area. Nel complesso Jaden sta avendo ottime media in molte statistiche. 32.1 minuti (2° tra le matricole), 16.8 punti (3° tra le matricole), 4.8 rimbalzi (non pochi per taglia e ruolo), ma soprattutto 1.2 rubate (2° tra le matricole). Questo a dimostrare come il ragazzo si sta confermando anche un giocare quantomeno non negativo, come invece si pensava potesse essere, nella sua metà campo.
La settimana scorsa la prima scelta assoluta del draft 2021, Cade Cunningham, si è infortunato alla gamba sinistra. Ed è purtroppo notizia di qualche giorno fa che rischia di dover essere operato e di conseguenza dover saltare diversi mesi (rischia addirittura l’intera stagione). Ciò consegnerebbe a tutti gli effetti le chiavi del gioco alla point guard rookie che avrà l’occasione di essere testato fin da subito come fonte gioco primaria, ma forse anche unica. Senza ex Oklahoma State, infatti, Ivey diventa l’unico giocatore tra quelli principali capace di creare per se e per gli altri.
Gli esterni/ali della squadra, infatti, sono ottime scorer (come Bey, Bodganovic, Burks, Livers, Knox, Diallo), ma non creatori. Idem i lunghi che come Duren e Bagley preferiscono essere serviti piuttosto che creare. Gli unici aiuti che Jaden potrà avere sono quelli di un poco concreto fino ad ora in NBA Killian Hayes e un veterano come Corey Joseph.


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