Brooklyn Nets , il senso della trade Harden
La logica del mercato NBA dice che se un giocatore come James Harden diventa disponibile, e vuole venire a giocare da e, tu lo prendi, costi quel che costi.
I Nets hanno lavorato con Houston sin dal primo giorno in cui Harden è diventato disponibile e sono stati l’unica opzione concreta per i Rockets (a parte, forse, i 76ers). Il forfait improvviso di Kyrie Irving, che dovrà diverse spiegazioni ai Nets quando tornerà, ha forzato la mano a Sean Marks che non può accettare di fidarsi di una persona inaffidabile (lo si è visto in più occasioni, va detto) come Irving. Gli interessi di Nets e Rockes collimavano alla perfezione, la trade è costata caro a Brooklyn ma non importa. In James Harden hanno oggi una seconda superstar affidabile fisicamente, contenta delle sua nuova sistemazione, e con la consapevolezza che ora è o titolo o niente, per lui e per la sua nuova squadra.
In campo, toccherà alla disposizione dei tre, e all’abilità di Steve Nash di distribuire lo sforzo.
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La trade ha lasciato Brooklyn con un solo centro, DeAndre Jordan alle cui spalle c’è solo il secondo anno Nicolas Claxton, di pochissima esperienza NBA. Attendiamoci tanti minuti con Kevin Durant da 4 e soprattutto un intervento sul mercato (per la cronanca, oggi i migliori lunghi free agent sono Thon Maker, Ian Mahinmi, il vecchio Tyson Chandler, Skal Labissiere, Cheick Diallo. Non il meglio…).
Senza Spencer Dinwiddie, anche le rotazioni dietro a Irving e Harden sono corte: Landry Shamet, Bruce Brown, Chris Chiozza e Tyler Johnson (oggi positivo al Covid). Il reparto ali, con Durant, Joe Harris, Jeff Green e Timothé Luwawu-Cabarrot è appena più lungo, ma non abbastanza.
La sensazione è che i Nets non abbiano finito sul mercato. Di “trade chips” ne sono rimaeste però solo due, ovvero l’infortunato Dinwiddie, oppure Kyrie Irving, la cui disponibilità a giocare a pallacanetro in primis, e in secondo luogo da terza punta e nella squadra del giocatore più dominante sulla palla di… sempre, probabilmente, è tutta da dimostrare.

