Come giocherano i Brooklyn Nets?
A oggi, la scelta obbligata è partire con DeAnde Jordan da centro. DJ è stato voluto da Durant e Irving nell’estate 2019, Nash gli preferiva Allen ma oggi dovrà fare di necessità virtù poiché un secondo lungo di impatto potrebbe arrivare solo con un’altra trade. Sul mercato dei free agent, in attesa di tagli eccellenti che in ogni caso arriveranno solo a ridosso della trade deadline se non dopo, resta ben poco.
Kevin Durant giocherà da ala forte, sia in attacco che in difesa, KD dei tre solisti è il più adatto a giocare lontano dalla palla e da bloccante (lo ha fatto per tre anni a Golden State). I pick and roll con Harden e Irving da palleggiatore, e con Durant da bloccante saranno un bel mal di testa per le difese.
Chi dovrà armarsi di spirito di condivisione sono Harden e Irving. E la “pagliuzza corta” tra i due è destinato a raccoglierla Kyrie, per status e reputazione. Saprà fare un passo indietro? Sarà interessante scoprirlo. Irving avrebbe le qualità per giocare da guardia, lasciando i compiti di point guard a Harden e far pesare la sua pericolosità al tiro da tre punti. Da attaccante “secondario” Irving sarebbe un lusso incredibile: immaginatevi una difesa che aiuta e recupera su uno scarico sul lato debole, dove ad aspettare la palla c’è Kyrie Irving.
Perché questo succeda però, c’è bisogno che Irving conceda. La storia dice che il terzo dei tre raccoglie ciò che resta, Klay Thompson è stato con Green e Iguodala il miglior difensore degli Warriors due volte campioni NBA con Durant, e per fare canestro non aveva quasi bisogno di palleggiare. Chris Bosh dovette riconvertirsi a rimbalzista, tiratore e valvola di sfogo secondaria in attacco ai Miami Heat di James e Wade.
Joe Harris aveva già visto il suo ruolo offensivo ridursi con Durant, ora gli verrà chiesto di difendere forte e muoversi senza palla in attacco, di tappare buchi e assegnazioni difensive delicate su due\tre ruoli.
Landry Shamet e Bruce Brown potrebbero essere due giocatori importanti: trattatori della palla periferici, atletici (Brown) e tiratori (Shamet, che deve ritrovarsi), Steve Nash farà grande affidamento su di loro così come su Luwawu-Cabarrot che oggi è il primo cambio di Kevin Durant assieme a Jeff Green. Ai Rockets, Green ha passato metà stagione da finto centro, la Houston di Harden, Westbrook, Covington, Tucker e Gordon ha dimostrato che si può giocare e vincere tante partite senza centro nella NBA di oggi e di quintetti con Green e Durant da 5 nominali ne vedremo.
P.J Tucker potrebbe inoltre diventare disponibile se non dovesse partire via trade, ma i Rockets non gli concederanno un buyout se non costretti dalle circostanze (ovvero un mercato sorprendentemente arido per lui).
Tyler Johnson ha giocato un buon basket nella bolla di Orlando in una versione da Summer League dei Brooklyn Nets, ed è un buon tiratore, avrà spazio se recuperà al meglio dal Covid. Due dei tre big three sarano in ogni caso perennemente in campo, i Nets non hanno semplicemente oggi alternative.
E in difesa? Durant è oggi forse il miglior difensore della squadra (no, DeAndre Jordan non lo è), avrà tanto lavoro da fare snela sua metà campo, anche a 31 anni e reduce da una stagione ai box e un infortunio grave. James Harden è un difensore migliore di quello che si pensi, in post basso è inamovibile col suo fisico massiccio e non ha paura dei contatti. A Houston gli veniva concesso ogni tanto di rifiatare e marcare avversari non pericolosi, a Brooklyn questo dovrà avvenire molto meno.
Kyrie Irving è un gran ladro di palloni, con Shamet e Brown forma un reparto guardie dalla mani rapide in difesa. Il dubbio per Kyrie in difesa, come per il resto, è la testa.
Per avere James Harden e tutto quello che di unico il Barba porta in dote, i Nets hanno speso l’intera scorta di prime scelte di cui disponevano. Una scelta netta per una squadra che è appena risalita dagli inferi in cui la dissennata trade per degli ormai logori Paul Pierce e Kevin Garnett nel 2014 l’aveva gettata, ma Harden vale qualsiasi sforzo, non si può dire no.
Così come è difficile non pensare che la mossa abbia il sentore di “Piano B“(un piano B di extra lusso) per tutelarsi se Irving dovesse abbandonare di nuovo la nave, o se il fisico tradisse una delle tre star durante la stagione. Il roster attuale dei Nets non è migliorabile via mercato dei free agent, a meno di sorprese e tagli eccellenti.
Pensare oggi a una squadra che possa tentare l’azzardo con Irving sembra lunare, ma i Nets potrebbero trovarsi a vedere presto in una trade per Kyrie l’unico modo per riavere indietro parte del tesoretto di scelte appena ceduto, e due giocatori affidabili da rotazione.

