La notte dell’NBA Draft 2014 al Barclays Center si svolge con un’intensità che non si vedeva da molti anni. Probabilmente a causa della Draft Class, considerata una delle più profonde di sempre, nella serata regnano curiosità e aspettativa.
Dopo i primi nomi più importanti di Wiggins, Parker e Embiid, si sviluppa un processo di chiamata senza logica che modifica ogni aspettativa costruita precedentemente. Proprio nel bel mezzo della cosiddetta Lottery ci sono i Boston Celtics a scegliere con la pick numero 6. La storica franchigia del Massachusetts aveva sperato di poter prendere con questa scelta un Embiid in perdita di posizioni a causa del suo infortunio al piede o un Aaron Gordon in ascesa. Invece il Jayhawk e il Wildcat sono stati chiamati alla 3 e alla 4. Cosi la scelta dei Celtics ricade su Marcus Smart.
A metà tra il fisico di una Point e di una Shooting Guard, Smart è ritenuto uno dei migliori prospetti di questo draft nella posizione di Guardia. Estremamente atletico, arriva con facilità al ferro e non ha problemi a farsi spazio anche tra giocatori più potenti di lui. Potenzialmente un all-star con molti margini di miglioramento sulla propria meccanica di tiro e sulla selezione delle proprie conclusioni. A tutti i tifosi dei Biancoverdi appena scelto Smart viene lo stesso pensiero. Smart e Rondo insieme? Si, è proprio cosi che Brad Stevens e Danny Ainge confermano questa intrigante realtà su backcourt di Boston. E il draft continua. La prossima e ultima pick da utilizzare per Ainge è appena fuori Lottery, la numero 17. Alla 17 arriva James Young, da Kentucky.
Uno che ha giocato le Final Four del 2014 in cui la sua Big Blue Nation ha perso nel Championship Game contro gli Huskies guidati da Shabazz Napier. Young è abituato a giocare in situazioni importanti ed è capace di tirare fuori delle giocate fuori dalla normalità. Resta nella storia, appunto, la sua schiacciata in mezzo al traffico contro UConn. A questo punto, finite le scelte di Boston si può fare il punto della situazione. La scelta numero 6, Smart può facilmente adattarsi a giocare lontano dalla palla, come Guardia. Young, diversamente non può adattarsi ma DEVE farlo. A Kentucky giocava molto palla in mano, isolamenti e playmaking.
Ora, c’è un certo Rajon Rondo, che la palla in mano la sa tenere “discretamente” bene. A Boston ora brad Stevens deve riuscire a gestire bene il suo roster. Avere Rondo, Smart, Bradley, Young e Jeff Green per tre ruoli potrebbe dare dei problemi. Per ora il GM Ainge ha confermato che non ci sono trattative in corso per tradare alcuni o uno di questi giocatori ma dovremo stare a vedere che cosa succederà nelle prossime settimane per avere un quadro più chiaro del preciso impiego delle due pick dei Celtics.
Per NBA Passion,
Giulio Scopacasa

