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Draft 2015, i Thunder cedono la chiamata all’ultimo minuto?

di Matteo Meschi

Sono ore infuocate quelle che stanno precedendo questo draft 2015. La sensazione generale è quella che nessun GM, almeno a parole, si voglia precludere alcuna strada possibile.

A questo leitmotiv non fanno eccezione gli Oklahoma City Thunder che, stando a quanto riporta NewsOK, starebbe pensando di scambiare la sua 14esima scelta.

Cameron Payne, proveniente da Murray State, sembra essere il giocatore più desiderato dai Thunder in questo draft

Le possibilità di manovra per il GM Sam Presti ci sono tutte, anche se molto difficili da realizzare: una di queste è quella di vendere la scelta insieme a qualche giocatore nel tentativo di scalare qualche posizione verso l’alto, così da riuscire ad aumentare (se non assicurarsi) almeno una delle guardie molto promettenti che al momento si candidano all’interno delle previsioni tra la settima e la decima chiamata. In particolare, piacciono molto Stanley Johnson, Cameron Payne e Devin Booker, i quali sarebbero tutti giocatori adatti ai bisogni dei Thunder, sempre più bisognosi di un giocatore con grandi doti dall’arco.

Per riuscire nell’intento, i Thunder sarebbero disposti a cedere quei giocatori che hanno trovato poco spazio nell’ultima stagione: da Steve Novak Jeremy Lamb, a Perry Jones III verrebbero ceduti tutti coloro che risultano essere poco funzionali al nuovo progetto di Billy Donovan. Questo parco giocatori poi potrebbe fare gola a franchigie come Detroit e Charlotte, che attualmente occupano la posizione numero 8 e 9 all’interno del draft e che quindi avrebbero la possibilità di mettere sul tavolo delle trattative quella contropartita che interessa a Oklahoma.

Se infatti sembra impossibile salire oltre queste posizioni, i Thunder, con una chiamata tra la 8 e la 10 si riterrebbero soddisfatti perchè praticamente certi di riuscire ad assicurarsi uno dei tiratori perimetrali elencati prima, oltre che a liberarsi di giocatori considerati pressoché inutili all’interno della rosa.

Tuttavia questa non è l’unica ipotesi al vaglio della dirigenza di Oklahoma. L’altra ipotesi è quella di un “moving back”, cedendo la propria chiamata ad esempio ai Boston Celtics, i quali durante questo draft saranno chiamati a scegliere per ben tre volte (alla 16, 18 e 33): i biancoverdi, nel caso volessero salire di qualche posizione,  potrebbero entrare in contatto con Sam Presti nel tentativo di ottenere una chiamata in meno ma in una posizione più alta.

Un ultima ipotesi che non è da scartare è quella che vede la dirigenza di OKC di cedere direttamente la propria chiamata. Le squadre a cui potrebbe interessare una operazione di questo genere potrebbero essere i New Orleans Pelicans e i Los Angeles Clippers, ovvero le uniche due squadre senza scelte nel primo giro.

Tuttavia in entrambi i casi si tratterebbe di cedere la propria scelta a una delle dirette concorrenti ai playoff ad Ovest: per questo motivo i Thunder accetterebbero una decisione del genere solo in caso di proposte molto interessanti da parte delle franchigie interessate.

Alla luce di tutto ciò quindi non è possibile escludere alcuna possibilità all’interno di un draft, come confermano le parole di Sam Presti: ”Il nostro lavoro è quello di essere preparati a qualsiasi scenario. Come ho già detto, ho ottime sensazioni sul lavoro che Will Dawkins e il suo scouting staff hanno fatto finora. Loro hanno seguito un processo metodico e rigoroso per prepararsi a diversi scenari che potrebbero presentarsi nel corso di una stagione. E quello che è davvero emozionante per noi è l’idea di continuare ad essere in grado di aggiungere alla nostra squadra e alla nostra organizzazione un’altra persona capace di adattarsi al nostro ambiente, alla nostra cultura e con la possibilità che riesca ad avere un ruolo sempre più importante all’interno degli Oklahoma City Thunder. Per questo noi sappiamo che il draft è una parte importante non solo della costruzione della squadra, ma anche dell’ampliamento della cultura della squadra. Tutti questi fattori verranno sicuramente valutati quando ci avvicineremo al momento del draft”.

Per NBA Passion,

Matteo Meschi

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