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Trail Blazers preview 2019/20: un’altra stagione da urlo?

di Federico Ferri

I Portland Trail Blazers vengono da un anno strepitoso in cui contro tutti i pronostici sono riusciti a confermarsi al terzo posto della Western Conference nella stagione regolare (per il secondo anno di fila), guadagnandosi un posto per i playoffs.

La squadra di Terry Stotts ha poi sconfitto gli Oklahoma City Thunder in 5 gare prima, e i Denver Nuggets poi, in una serie di partite estenuanti ed una serie conclusa solo a gara 7. L’avventura ai playoffs dei Blazers è terminata con la sconfitta in 4 gare per mano dei Golden State Warriors.

Cosa è successo nella stagione 2018/19

  • Record: 53-29
  • Piazzamento: 3° posto nella Western Conference
  • Rendimento playoff: finali di Conference (sconfitta 4-0 vs Golden State Warriors)
  • Offensive rating: 114.7
  • Defensive rating: 110.5
  • Team leaders: Damian Lillard (25.8 PTS), Damian Lillard (6.9 AST), Jusuf Nurkic (10.4 REB)
  • Numero chiave: 15 punti a partita in “second chance points” (4° nella lega)

I movimenti estivi

I Portland Trail Blazers hanno cambiato molto quest’estate, compiendo numerose operazioni sia in uscita che in entrata volte a migliorare la qualità del roster. La notte del draft NBA 2019 la squadra dell’Oregon ha deciso di selezionare l’ala Nassir Little da North Carolina con la scelta numero 25: il giovane è dato come una delle possibili sorprese tra i rookie di quest’anno e potrà certamente dare una mano nel ruolo di ala piccola data la scarsa copertura in quel ruolo.

Ci sono state due importanti conferme di cui una abbastanza ovvia, si tratta di Damian Lillard che ha deciso di firmare un’ estensione contrattuale con cifre da capogiro (196 milioni in 4 anni), e quella di Rodney Hood che ha stipulato un accordo biennale dopo gli ottimi playoffs disputati.

Nel corso delle free agency il GM Neil Olshey si è messo all’opera per aggiungere qualche pezzo al roster dopo le partenze di Seth Curry (a Dallas), di Enes Kanter (a Boston), di Jake Layman (a Minnesota) e di Al-Farouq Aminu (a Orlando). Così facendo ha deciso di ingaggiare due giocatori di esperienza come Anthony Tolliver e Pau Gasol, e un giocatore che non ha ancora dimostrato il massimo delle sue capacità e che i tifosi Blazers si augurano che lo possa fare a Portland, ovvero (Super) Mario Hezonja, lo scorso anno ai New York Knicks.

Questi però non sono gli unici movimenti, infatti sono stati scambiati alcuni dei giocatori più importanti delle scorse stagioni per far spazio a nuovi innesti, come Evan Turner che è stato spedito ad Atlanta in cambio di Kent Bazemore.

Per ovviare al problema di mancanza di un centro titolare dopo il grave infortunio di Jusuf Nurkic e dopo la partenza di Enes Kanter, la dirigenza ha deciso di puntare sui 213 cm di Hassan Whiteside che, in cambio di Meyers Leonard (ora a Miami) e Moe Harkless (finito ai Clippers grazie alle mega trade che ha portato in Florida Jimmy Butler), ha deciso di intraprendere questa nuova avventura in Oregon.

Trail Blazers preview 2019/20: il gioco

Il gioco di Terry Stotts dovrebbe essere simile a quello dell’anno scorso, i nuovi innesti non hanno caratteristiche troppo differenti dai rispettivi partenti. La squadra di Damian Lillard è abituata a giocare con uno stile di gioco molto individuale, infatti con soli 23 assist per partita i Portland sono la 25esima squadra in tutta la lega, dato rilevante in quanto molto spesso sono presenti degli isolamenti negli schemi di Stotts.

La palla in mano la tengono quasi sempre i due migliori giocatori, ovvero Damian Lillard e C.J. McCollum, e grazie a un blocco da parte di un lungo, hanno l’opportunità di poter penetrare e puntare il ferro; nel caso questo non fosse possibile hanno comunque la certezza di avere quasi sempre 2 o 3 giocatori appostati dietro la linea da 3 punti pronti a prendersi un tiro dalla lunga distanza.

I tiratori dei Trail Blazers devono farsi trovare al posto giusto al momento giusto.

I Trail Blazers sono una squadra che si prende molti tiri da tre punti durante la partita ma nonostante ciò la percentuale realizzativa risulta di 35.9%.

La squadra non è preoccupata di perdere il possesso nel caso il tiro non dovesse andare a buon fine, perché grazie alla capacità dei suoi lunghi, Portland riesce a conquistare circa 12 rimbalzi offensivi a partita e chissà che non possa addirittura migliorare questa statistica grazie all’aggiunta di un eccellente rimbalzista come Whiteside. Grazie ai rimbalzi offensivi i Portland Trail Blazers sono riusciti a produrre una media di 15 punti su seconda chance a partita (quarta squadra nella lega).

Hassan Whiteside

Hassan Whiteside, volto nuovo dei Portland Trail Blazers.

Difensivamente i Trail Blazers hanno sempre fatto un po’ fatica, soprattutto nel pitturato perché a parte l’aiuto di Nurkic non dispongono di giocatori sufficientemente fisici da poter impensierire i più grandi centri della lega. Chissà se, con l’arrivo di Hassan Whiteside le cose potranno cambiare.

Un potenziale fattore:  Zach Collins

Il giovane lungo dovrà affrontare la terza stagione nella lega e quest’anno verrà utilizzato ancora di più dal suo allenatore per diversi motivi: la sua esperienza sta crescendo sempre di più (anche se a volte la troppa foga negli interventi difensivi lo porta ad accumulare tanti falli in pochi minuti), con l’infortunio di Nurkic e la partenza di Aminu potrà sicuramente trovare più spazio, sia da centro che da ala grande (sarà interessante vederlo assieme all’ex Miami Heat nel caso Stotts voglia creare un assetto di lunghi con una fisicità importante).

L’apporto che Collins può fornire ai Blazers è perfetto perché le sue caratteristiche si sposano alla perfezione con le necessità della squadra. Il gioco di Zach Collins consiste principalmente in una buona difesa del pitturato (ancora da migliorare viste le non spiccate doti fisiche) condita da una serie di stoppate energiche, e in un solido apporto offensivo grazie a una buona capacità del tiro da dietro la linea da 3 punti (33% nell’ultima stagione) e una buona mobilità nel post basso dovuta a un buon posizionamento dei piedi.

Lettura della situazione ed energia nella stoppata: Collins può ancora migliorare nella difesa del pitturato.

Dove possono arrivare i Trail Blazers?

Sarà difficile eguagliare il percorso che l’anno scorso li ha portati a competere contro i Golden State Warriors per un posto alle NBA Finals data la maggiore competitività che l’Ovest offrirà la prossima stagione ma i rinforzi che il GM di Portland ha voluto integrare sono stati fatti apposta per cercare di ridurre il gap con le contendenti.

Le stelle della squadra sono rimaste, alcuni giocatori che avevano fatto di vedere di non avere le qualità sufficienti sono stati mandati via e sono arrivati giocatori sia di esperienza, sia da sviluppare.

Ci sono tutti i presupposti per fare bene, perché è vero che squadre come i Los Angeles Clippers, gli Utah Jazz, i Los Angeles Lakers o gli Houston Rockets si sono rinforzate di molto, ma i Trail Blazers non sono rimasti a guardare e potranno sicuramente dire la loro dando fastidio alle squadre sulla carta “più forti”.

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