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Finali NBA, intervista a Chinellato e Pratesi: “Lakers-Heat, ecco come finirà”

di Olivio Daniele Maggio

Prima delle finali NBA 2020 noi di NBAPassion.com abbiamo intervistato Davide Chinellato e Riccardo Pratesi, giornalisti di punta per quanto riguarda la NBA per la Gazzetta dello Sport, che ci hanno svelato le loro chiavi per la serie tra Lakers e Heat, le delusioni e le sorprese delle due squadre si qui, e non hanno rinunciato ad un pronostico!

Da mercoledì notte a partite dalle ore 3:00, Los Angeles Lakers e Miami Heat si giocheranno le finali NBA 2020. Una sfida ricca di storie e incroci, con LeBron James che contro la sua ex squadra gioca per la storia e per il suo quarto titolo NBA, e con i Miami Heat arrivati in finale un po’ a sorpresa ma che sono abituati al palcoscenico più importante.

Finali NBA, intervista a Chinellato e Pratesi

– Lakers vs Heat si giocheranno il Larry O’Brien Trophy: è questa la finale che vi aspettavate?

Pratesi: No, mi aspettavo il derby di Los Angeles come finale anticipata, a Ovest. E credevo che i Clippers l’avrebbero spuntata, perché più profondi. La bolla col suo effetto conigliera ha fatto saltare il banco: le troppe “mansarde disabitate” nel roster di Coach Rivers hanno fatto corto circuito confinate 24/7 nel campus di Orlando. Mentre i Lakers hanno rispettato pronostici e previsioni dimostrando grande compattezza dietro al leader LeBron. Cast di supporto modesto, ma con veterani orgogliosi e gregari funzionali alla struttura imperniata su difesa e magie dei due mostri James e Davis in attacco. L’Est era apertissimo, invece. L’ho detto e ribadito durante la stagione. Per cui Miami sorpresa, certo, ma non più di tanto. Di nuovo, una struttura efficiente, con leadership assicurata da Riley, Spoelstra e Butler ha reagito meglio rispetto ad altre all’anomalia della congiuntura. Ma Miami gioca bene, corale, con letture di gioco illuminate. Non è arrivata in fondo per caso.

Chinellato: No, le mie Finals erano tra Clippers e Raptors ma questa è solo l’ennesima conferma che sono un disastro nei pronostici. Sono comunque Finals tra le due squadre che hanno giocato meglio, a Est e a Ovest. Meritate per entrambe.

– Come giudicate il percorso delle due squadre in questi playoffs?

Pratesi: Il record di Los Angeles e Miami è identico: 12 vinte e 3 perse. Dominante. Poi la realtà racconta che gli Heat contro Boston hanno sofferto, per me i Boston Celtics avevano più talento, specie offensivo, di Miami. E Los Angeles contro Denver ha esibito un 4-1 bugiardo, con la tripla di Davis sulla sirena di gara 2 come  primo indizio. E ancora: Portland è arrivata stravolta e incerottata alla sfida coi Lakers e misfatti extracampo hanno contribuito al modo in cui Houston è finita per deragliare, durante la serie con i californiani. Le squadre più solide mentalmente sono prevalse ben oltre i valori tecnici.

Chinellato: Quello dei Lakers è stato un percorso netto e impressionante. Triplo 4-1, giocando sempre meglio degli avversari anche se la serie con Denver è stata molto più combattuta di quanto dica il risultato finale. Però la squadra è cresciuta costantemente attorno ai due fenomeni, è salita di livello in difesa, ha trovato nell’intelligenza di Rondo la terza stella che cercava. Miami è l’esempio del gruppo, di cosa può fare la determinazione unita a un grande coach e a una grande dirigenza, avere un leader che mette la squadra al primo posto come Butler e un gruppo di giocatori determinati a dimostrare ai critici che hanno sbagliato a dubitare di loro.

Finali NBA, Chinellato e Pratesi: “Butler vero leader, senza di lui Miami non sarebbe qui”

– Gli Heat hanno sorpreso tutti grazie alla loro organizzazione difensiva e alla leadership di un Jimmy Butler consacratosi franchise player: quali sono per voi gli ingredienti vincenti di questa squadra?

Pratesi: Butler l’ho conosciuto bene, seguito per 12 mesi da beatwriter dei Twolves da Minneapolis, raccontato per quello che è – un leader e non un piantagrane come era stato ingiustamente narrato negli States e di riflesso in Italia – nella edizione ebook aggiornata del mio libro, 30su30, per cui non mi stupisce il ruolo centrale che ha avuto in questa cavalcata playoff degli Heat. Gli ingredienti vincenti del coktail sono la giusta dose di veterani “smart” ragazzo intelligenti come Jimmy Buckets, Dragic e Iguodala, e giovani ambiziosi e con grande etica del lavoro come Adebayo e Herro, su tutti. La solidità di franchigia e la qualità da stratega di Spoelstra hanno fatto il resto.

Chinellato: Riley, Spoelstra, Butler. Tradotto: un’organizzazione che ha una sua identità precisa e porta avanti con continuità da anni un progetto vincente e il leader perfetto per questa mentalità, quello che dal campo sprona i compagni a cercare sempre di migliorare, a fare la cosa giusta per vincere. Miami non sarebbe dov’è senza Butler; Adebayo e Herro non sarebbero quelli che sono senza Butler, la squadra avrebbe meno grinta, carisma e sicurezze senza Butler. A livello di talento individuale gli Heat non ti lasciano a bocca aperta, ma come squadra sono unici.

Lakers Frank Vogel

Frank Vogel e LeBron James

– LeBron e AD sono gli autentici trascinatori dei giallo-viola: che impatto vi aspettate da loro in queste Finals? Chi dei due può essere più decisivo?

Pratesi: Devastante. Saranno i due migliori giocatori sul parquet. Entrambi affamati: LeBron ha quasi 36 anni e sa che questo treno per vincere l’anello coi Lakers potrebbe anche non ripassare, ha imparato a memoria la lezione della scorsa stagione. Davis non ha ancora vinto nulla a livello NBA, non c’era neanche mai andato vicino. Saranno l’opzione A e A1 per i Lakers. Neanche A e B. Sono destinati a fare la differenza.

Chinellato: Il titolo dei Lakers passa da LeBron e AD. Insieme, perché sono partner alla pari senza gerarchie. Credo che Davis sarà protagonista del duello decisivo, quello con Adebayo, ma che sia LeBron la vera chiave dei Lakers: esperienza, leadership, determinazione a vincere il quarto titolo in carriera, la capacità di dare ai compagni la sicurezza che col risultato in bilico c’è uno che c’è già passato e che è ancora tra i migliori giocatori in circolazione (il migliore?) pronto a fare la differenza. Come ha fatto con Denver.

Chinellato e Pratesi: “Ecco i nostri pronostici per le finali NBA, e le possibili sorprese”

– I fattori chiave che potrebbero giocare un ruolo importante nella serie?

Pratesi: Un’incognita per parte. Il valore assoluto, relativo, del cast di supporto dei Lakers. Kuzma ha deluso, mostrando quello che è: un realizzatore inefficiente e pochissimo altro. Rondo è tornato versione salvagente, ma non può assicurare la continuità dei giorni belli. Discorso analogo su scala minore per Howard. Caruso è manovale che porta sempre il mattoncino alla causa, ma non puoi pretendere che si trasformi in architetto. Servirà che l’orgoglio di quei veterani, e magari di Green, faccia di nuovo la differenza, anche in modo episodico, ma comunque decisivo. Per Miami l’incognita è offensiva. Gli Heat sono una meravigliosa orchestra che incanta grazie all’armonia del coro e alla lucidità dello spartito. Ma non ha solisti in grado di garantire 25/30 punti per partita, in ogni caso. Butler è realizzatore buono, ma non completo e neppure eccelso. Bam non è un realizzatore naturale e non tira da 3 punti. Dragic ha giocato playoff super, ma faceva panchina a Nunn (!) in stagione. Il jolly da giocare, una volta di più, può essere Herro. Non svegliatelo dal sogno…

Chinellato: Per me Davis contro Adebayo è il duello più importante, anche se credo che Vogel scatenerà McGee e Howard su Bam prima di affidarlo a AD. L’altra cosa in cima alla mia lista di cose da guardare è la difesa di Miami: contro Boston ha funzionato a tratti, qui deve giocare una serie più simile a quella con Milwaukee, dove aveva un pericolo pubblico numero 1 su cui concentrarsi. Ovviamente non si possono fermare contemporaneamente LeBron e Davis, ma se ne limiti uno e nel frattempo tieni a bada il supporting cast hai una chance reale di vincere.

giannis antetokounmpo

Miami Heat difesa contro Antetokounmpo

– Sorprese e delusioni delle due squadre in questi playoffs?

Pratesi: Per i Lakers Rondo, ma per me non è una sorpresa. Altro giocatore che ho avuto il privilegio di coprire da cronista, da Sacramento, per una stagione. Ne conoscevo bene le doti di leadership e l’etica del lavoro, oltre alla capacità di alzare il rendimento quando conta di più, da Playoff Rondo. Però quando si è operato alla mano ho dubitato persino io, suo primo estimatore. La delusione è Kuzma: le Finals sono l’ultimo appiglio per lui. Se le toppa come il resto dei playoff allora i tifosi Lakers si dovranno rassegnare a quello che è, e abbandonare l’utopia di quello che speravano potesse diventare. Per Miami la sorpresa è Duncan Robinson: ha iniziato la carriera universitaria giocando in Division III: le sue triple hanno appena deciso gara 6 della Finale di Conference a Est. Parabola di carriera e di vita irreale… La delusione in casa Heat è Kendrick Nunn: arrivato secondo come matricola dell’anno, dietro solo a Morant, ai playoff ha dimostrato di non poter letteralmente ancora stare in campo, a questo livello.

Chinellato: Lakers: Sorpresa Howard, credo che nella serie contro Denver abbia definitivamente dimostrato di poter essere ancora importante, anche sa ha un’età e gioca un ruolo in un modo in via d’estinzione. Delusione Kuzma, pensavo fosse pronto a diventare terzo violino invece in attacco non morde e in difesa fatica. Miami: Sorpresa Herro, sapevo che era bravo ma non pensavo già a questo livello. Ogni volta che lo vedo giocare migliora e me ne innamoro ancora di più Il futuro degli Heat è suo. Delusione Nunn, con l’attenuante del Covid e di essere fuori condizione, ma non riesce proprio a stare in campo.

– E ora divertitevi a fare il vostro pronostico sull’esito della serie e il vincitore dell’MVP delle Finals…

Pratesi: Serie 4-1 Lakers, MVP James

Chinellato: 4-2 Lakers, LeBron MVP

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