Kevin Durant è pronto a firmare il contratto più ricco nella storia della NBA, e nessuno ha idea di quale possa essere il Gm così fortunato da dovergli porgere la penna cambiando il destino della sua franchigia. Secondo G.Washburn del Boston Globe, le opzioni sono almeno 4:

  1. Andare a giocare nella Baia con Stephen Curry e Draymond Green, per dominare la Lega nella prossima decade o per vedere implodere tutto il sistema di Steve Kerr in un’overdose di talento.
  2. Essere il prossimo protagonista dello Showtime nella Città degli Angeli, prendere l’eredità di Kobe Bryant portando al livello successivo giovani come D’Angelo Russell e Julius Randle. Peraltro, il suo amico e compagno Russell Westbrook  sarà free agent l’anno prossimo, e lui è cresciuto ammirando il 24 allo Staples e si è fatto un nome a UCLA
  3. La terza ipotesi è quella dell’: ‘I’m coming Home’ nella sua Washington DC  dove c’è ad aspettarlo  John Wall e dove il front office dei Wizards sta lavorando da vari anni per creare il giusto spazio salariale. Il play da Kentucky non aspetta altro che un giocatore franchigia per competere ai livelli che gli spettano e che ha assaggiato l’anno scorso con Paul Pierce, ora a cercare il secondo anello con Doc Rivers a Los Angeles, sponda Clippers.
  4. Durant potrebbe anche restare ad OKC, per firmare per un anno e decidere con Westbrook il suo futuro durante la prossima offseason o addirittura dichiarare amore eterno ai Thunder e firmare a lungo termine per l’unica squadra della sua carriera.

Ovviamente davanti ai microfoni KD non si è esposto, ma ha dato indicazioni interessanti sulla free agency: “Non sono mai stato in questa situazione, ed è difficile sapere cosa succederà. Credo sia bello essere così cercato, ma ora voglio essere il miglior giocatore per i miei compagni. Ho molte responsabilità – ha continuato – sono il leader, il fratello maggiore”.

Durantola ha parlato anche del suo futuro fuori dal campo, dicendo che gli piacerebbe lavorare in un front office: “E’ facile metterti pressione quando tutti parlano del tuo futuro, quando sei considerato e sei pagato come un giocatore franchigia. Ma solo con il duro lavoro di ogni giorno tutto funzionerà; sembra un clichè, ma io mi fido del mio lavoro e tutto il resto verrà dopo. Se sarò un dirigente cercherò di creare un rapporto di fiducia, di parlare con i giocatori. Lo stesso trattamento che ricevo qui da Sam Presti, non decidere per la squadra ma avere un dialogo”.

Il clima sereno che respira ad OKC è uno dei motivi che potrebbe spingerlo a rimanere a Sud: “Mi piace essere stabile, avere buone persone intorno, vivere bene. E questo è quello che ho a Oklahoma City.

Quanto alla Capitale, ha avuto parole da nativo vero: “Sarò sempre una parte di quella comunità, mi ha reso chi sono. Camminavo per quelle strade, prendevo la metro per andare a vedere i Wizards. E’ dove ho imparato a giocare, dove sono diventato un uomo. Quanto ai tifosi, ho sempre apprezzato il loro supporto, c’è una grande squadra e dei bravi giovani, chiunque può vederlo”.

 

You may also like

Lascia un commento